Odore – Pt. 2

Milano - 2011

Cercò qualcosa da mettersi addosso, limitandosi al poco vestiario che era depositato nella sua stanza, sopra le scatole contenenti stivali, piccoli elettrodomestici quasi mai usati o attrezzature elettroniche di vario genere. Lo spazio insufficiente rendeva inutili gli armadi, ai quali doveva ricorrere per disperazione, spostando infiniti oggetti per consentire l’apertura delle ante inferiori. Ai reparti superiori ricorreva sempre più raramente, anche perché contenevano di tutto, dai vestiti vecchi ma non bucati, ancora buoni per coprirsi in casa d’inverno, alle coperte, agli asciugamani, alle mille e mille cose che si stratificano in una casa, senza essere quasi mai usate, e che non si trovano quando ce ne sarebbe bisogno.

Appena dopo il portone di casa l’odore tornò con insistenza. Era piovuto da poco e le lastre della pavimentazione del cortile cominciavano ad asciugare al sole. Gli sembrò che il tanfo provenisse da lì, da quell’enorme cucina in pietra e malta levigata che si stendeva davanti a lui.

Doveva cercare la macchina, il mezzo che gli serviva per andare al market. La pulizia della strada era il suo incubo ricorrente. All’inizio la effettuavano ogni quindici giorni, ma ormai la cosiddetta pulizia era settimanale e bisognava spostare l’auto per evitare le multe che erano sempre impreviste, impietose e salate. Sempre più dispendiose, soprattutto per chi doveva sostenersi con un piccolo reddito, poco efficaci in termini di reale pulizia, ma sicuramente vantaggiose per le casse comunali.
Andò su e giù per cercare lo spazio in cui aveva parcheggiato e alla fine lo trovò.
Anche in auto lo strano odore continuava, mescolato alla puzza del condizionatore dai filtri probabilmente sporchi, dopo tanti anni di utilizzo, senza la necessaria manutenzione.

Guardava i prati, le aiuole, l’erba di un verde chiaro e luminoso. La sua mente collegò quel verde a un colore ancor più chiaro e delicato, freddo ma arioso e poco saturo, e al gusto appena salato dei ceci freschi. Li aveva assaggiati in campagna, appena staccati dalla pianta. Aveva scoperto così che i ceci crescono da pianticelle basse, dal fusto peloso, con tante foglioline dentellate disposte ordinatamente a formare rametti di un verde grigiastro. Ecco che almeno in parte i ricordi riapparivano, ma isolati e distinti, non organizzati in flussi coerenti.

Il testo completo è pubblicato in: Scrivendo racconto, di Autori Vari, [Cesena], Historica, 2013, p. 85-90.
ISBN 978-8-896-65684-6

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in racconti e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Odore – Pt. 2

  1. deorgreine ha detto:

    Personalmente ho sempre pensato che i libri che si accumulano nel corso di un’esistenza e che per mancanza di tempo non si ha modo di leggere quando si è giovani, poi, con la vecchiaia, se si arriva a diventare vecchi, saranno proprio l’antidoto alla brutta bestia per eccellenza, ovvero la noia. Ma il protagonista di questo racconto sembra non concordare.

  2. guido mura ha detto:

    Forse preferiva i ceci, deorgreine. Sai quanta gente vivrebbe più felice, se l’urbanizzazione forzata e il miraggio dell’impiego non avessero spinto masse di provinciali a rinchiudersi nelle grandi città del Nord, a vivere una vita che non è la loro.

  3. deorgreine ha detto:

    Conosco il miraggio dell’impiego e conoscendolo come tale, comprendo benissimo anche che cosa intendi. Approvo la preferenza per i ceci e comprendo meglio perchè il protagonista mi ispira una certa inquietante simpatia.

  4. moraletale ha detto:

    Il ricordo dei ceci freschi della campagna rende ancora più indigeribile la seconda parte del racconto. Scusa sa’, ma penso spesso alla vecchiaia, e soprattutto all’invecchiamento quindi puoi capirmi, credo. Mio nonno materno era stato tanti anni infermo da una poltrona a un letto; Cavaliere di Vittorio Veneto, teneva appese le sue medaglie e si nutriva di ricordi, mele cotte e zuppa di pane con le cotenne e il cavolo nero. Io me lo ricordo che borbottava sulla televisione, ma si emozionava alle canzoni di Narciso Parigi e Claudio Villa. Allora mi domandavo il perchè di tanto rammarico se poi la televisione era il suo unico “svago”. Capisco che il rammarico era per altro, e la televisione era per lui una specie di mostro moderno che aveva sostituito il suo vivere camminando. Guarda, io non so se ce la potrò fare a sopportare sensazioni come quelle che descrivi e come quelle che doveva provare mio nonno. Mi sembra molto difficile che io possa farcela.

    • guido mura ha detto:

      In realtà anche la vecchiaia può essere serena, se si è fortunati. Penso che sia fortunato chi invecchia in discreta salute, nel suo ambiente e con i suoi interessi. Chi dipinge, scrive, fa musica, si occupa di scienza o di filosofia difficilmente avrà una vecchiaia triste e disperata. La cultura è un antidoto contro la sensazione di immotivazione e contro la solitudine che spesso accompagnano il tramonto. In futuro la cultura non servirà più per lavorare, ma per sopportare la vita

  5. deorgreine ha detto:

    La cultura serve anche in età non avanzata, a sopportare la vita.

  6. Wolfghost ha detto:

    La faccenda si fa sempre più interessante, sono curioso di sapere dove va a sfociare con questo strano personaggio che poi tanto strano non è… 😉

  7. lillopercaso ha detto:

    Allora beata me, ché mi pare che la noia sia un lusso!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...