Terremoto

terremoto

Ci mancava solo il terremoto. Dopo la crisi, l’aria ai limiti del respirabile, la desolazione di un territorio devastato da uomini-locusta e la disperazione di chi sa che non ci sarà un futuro.
L’aria a Milano, si sa, è quella che è. Per migliorare l’aria della Val Padana bisognerebbe adattarsi a vivere al freddo, ridurre la popolazione e gli allevamenti, chiudere tutte le aziende produttive. Ma qui allo smog ci siamo abituati, tanto che se appena ci spostiamo in un territorio meno inquinato rischiamo di star male per eccesso di ossigeno; al terremoto, no. Eppure da qualche anno i terremoti percepiti a Milano sono aumentati; forse bisognerà abituarsi anche a questo. L’Appennino in fondo non è poi così distante e da qualche tempo si scrolla, si agita, come un gigante insofferente delle pulci e delle mosche che gli si posano addosso.
Temo che non saprei convivere con il terremoto. Sono bastati dieci secondi, questa mattina, dieci secondi di sballonzolamento in orizzontale per mettermi in stato di agitazione per ore, col pensiero fisso alla nostra sostanziale incapacità di prevedere e difenderci, di fronte a questi improvvisi rivolgimenti della natura. E mi è tornato in mente un terremoto di tanti anni fa, di quando vivevo in un territorio che i terremoti proprio non li conosceva.
Ero molto piccolo, ricordo, e stavo armeggiando, come succede spesso ai bambini, con una presa di corrente, con quelle affascinanti tavolette su cui si aprivano due fori misteriosi. Stavo infilando qualcosa dentro uno di quei fori, quando all’improvviso il mondo incominciò a muoversi, in modo assurdo e prepotente. Avevo combinato un guaio e ora ne subivo le conseguenze: avevo provocato un terremoto, l’unico terremoto di cui si avesse notizia da secoli nella mia piccola città.
Naturalmente la mia ragione mi precisa che, se una montagna come il Limbara aveva deciso di assestarsi dando uno scossone a tutte le terre che lo circondavano, questo non poteva essere stato causato da una mia marachella. Eppure, ancora oggi non ne sono del tutto convinto; forse il colpevole di quello strano fenomeno sono proprio io, o forse il monte si è mosso per avvertirmi del pericolo che correvo, in un’epoca in cui i salvavita probabilmente nemmeno esistevano.
Insomma, il dubbio di avere dei superpoteri permane, anche adesso che da un bel po’ ho smesso di infastidire le prese di corrente.

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in commenti e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

20 risposte a Terremoto

  1. Lillopercaso ha detto:

    Attento, Guido, c’è sempre bisogno di Untori!

  2. odinokmouse ha detto:

    E’ successo anche a me qualcosa di simile, caro Guido: avevo infilato una piccola molla a spirale di ferro, rinvenuta all’interno di un giocattolo smontato, in uno dei fori di una presa elettrica, e fin lì nulla; ero accidentalmente isolato sopra una sedia. E’ stato quando ho inserito nel secondo foro l’altra estremità del filamento metallico in lega inappropriata e immerso nel gas sbagliato, che ho terminato di costruire la mia prima e ultima rudimentale lampadina, così che invece di restare accesa a lungo si è fusa in un lampo e in un botto stampando frammenti dolenti di spire sulle mie dita.
    Attendo la continuazione del racconto di quella comprensibile assassina.

  3. Isaac ha detto:

    anche e me i terremoti mi lasciano un senso di smarrimento incredibile, quello di ieri un po’ meno perche’ sara’ la decima scossa che sento da quando sono nato e un pochino ( un pochino!) inizio ad abituarmi. Mi piace pensare che siano messaggi della Terra, messaggi in cui ci dobbiamo rendere conto che niente va dato per scontato, nemmeno il terreno che calpestiamo…

    un saluto
    Isaac

  4. germogliare ha detto:

    “Temo che non saprei convivere con il terremoto” mi ha colpita questa frase, è lucida la tua affermazione. Nessuno impara a convivere con il terremoto, e iniziano a manifestarsi casi di insonnia, alcolismo, tossicodipendenza, schizofrenia e suicidio. Ma non se ne parla.
    La mia regione: http://germogliare.wordpress.com/2011/09/23/bellitalia/
    un saluto

    • guido mura ha detto:

      Qui a Milano, il terremoto è solo un lieve disagio, in altre parti d’Italia è tragedia, ma purtroppo di fronte a queste realtà siamo indifesi. Dovremmo ricostruire le nostre città con altre modalità, andando contro le nostre abitudini e le nostre tradizioni. Ma qui il discorso si fa veramente complesso

      • odinokmouse ha detto:

        Pressoché tutto il nostro patrimonio edilizio esistente è in diversa misura vulnerabile al sisma; delle palazzine multipiano di periferia del dopoguerra agli edifici in muratura, sia isolati che appartenenti ai sistemi continui dei centri storici. La differenza la fa il luogo (e il tipo di suolo) e Milano, come sai, sta da dio. Ti lascio la mappa del rischio sismico in Italia.
        http://giulioimmagini.altervista.org/

        Di tutti i possibili disastri naturali, il terremoto è forse l’unico che la tecnica delle nuove costruzioni è riuscita a rendere completamente innocuo. Consoliamoci.

      • guido mura ha detto:

        Ma con quali soldi potremmo ricostruire i nostri centri storici con nuovi criteri? E poi, se volessimo adottare nuove strategie costruttive, l’Italia appenninica non finirebbe per assomigliare a Los Angeles o ai dintorni di Tokio?

      • odinokmouse ha detto:

        Guido, gli interventi di adeguamento sismico sono costosi e di difficile realizzazione, se non impossibile nei nostri centri storici, che sono dunque condannati alla vulnerabiltà. E’ invece spesso possibile e ragionevole, anche se costoso, adeguare gli edifici in muratura strutturalmente isolati. Le strutture in cemento armato antecedenti alle norme antisismiche sono pressoché inadeguabili. Le nuove strategie costruttive, basate sul criterio della dissipazione energetica per duttilità strutturale, possono essere adottate nelle nuove costruzioni tipologicamente compatibili con la nostra tradizione.

  5. samothes ha detto:

    Penso spesso guardandomi attorno che la Natura quando si muove lo può fare in mille modi diversi e a volte, davvero non lo fa con delicatezza e grazia, per nulla. Questi eventi personalmente mi ricordano un po’ quanto siamo vulnerabili e piccoli, noi, nel nostro affannarci a costruire, fare, disfare, correre, accumulare, distruggere, creare… Noi ci affanniamo e pensiamo di essere perennemente al centro dell’Universo, quando invece l’Universo forse nemmeno ci vede, ci sente e con uno scrollone come quello che può fare un cane quando esce dall’acqua, rischia di spazzarci via tutti in pochi secondi. Lo potrebbe fare e se l’Universo non avesse coscienza, nemmeno saprebbe di averlo fatto. La precarietà della nostra esistenza in questo mondo sembra che a volte non sia un elemento reale… e invece lo è eccome! Penso spesso che ha ragione quel qualcuno che disse che la Terra potrebbe fare benissimo a meno dell’umanità, ma l’umanità non potrebbe certo fare a meno della Terra; mi basta questo per capire quanto sono piccola di fronte alle forze della Natura. Mi basta questo per sentirmi fortunata per ogni attimo di vita che mi è concesso.

  6. m0ra ha detto:

    Solidarizzo su tutto. Se mi metto a pensare che ogni momento può essere “buono” per un terremoto mi sembra di essere punta da spilli su tutto il corpo. Nonostante le nozioni-base per la sicurezza, credo che perderei ogni capacità di gestire me stessa e gli altri. Una volta ho sognato un dopo-terremoto in cui facevo la lista degli errori fatti, la mancata adozione delle precauzioni, il senso di immobilità. Naturalmente ero morta.

    • guido mura ha detto:

      Io mi son messo a cercare il giaccone, pensando che avrei doviìuto averlo a disposizione, se la situazione fosse peggiorata, costringendomi a uscire dal palazzo. Naturalmente, sul momento, non sono riuscito a trovarlo.

  7. Lillopercaso ha detto:

    Una bella paranoia ieri notte, Guido! E ho ancora il pelo ritto sulla nuca.
    Da anni ho la borsa della sopravvivenza vicino alla porta, giuro. E sì che non sono una che si scalda tanto… ma il terremoto… Servirà? E’ più comodo che dover cercare scarpe e giaccone, certo, ma sopratutto mi dà l’impressione di avere un minimo di controllo sui fatti.
    In quanto al tener pronto lo spirito, non facciamoci cogliere impreparati dal nostro terremoto personale: non rimandiamo a domani ciò che possiamo possiamo fare oggi… laviamoci subito i denti… diciamo ti voglio bene …
    Denti a parte, chissà se me ne ricorderò anche dopodomani!

  8. m0ra ha detto:

    E insomma ieri abbiamo sentito una bella scossetta anche qui eh… Stiamo calmi tanto non si può fare nulla…. brrr….

  9. guido mura ha detto:

    Quello che temo è che possa esserci una scossa più forte, come quella che ha colpito L’Aquila e dintorni, per intenderci. Spero solo che succeda di giorno e in aperta campagna.

  10. wolfghost ha detto:

    eheheh ma va’! Figurati se davvero hai questi poteri immani! 😀

    Ehm… vedi di tenerti lontano da Genova va’! 😛

    • guido mura ha detto:

      Ci ho lavorato un’estate a Genova, quando mi avevano mandato a dirigere uno degli istituti culturali cittadini, ma non è successo niente, anche perché avevo perso l’abitudine di infilare oggetti nelle prese di corrente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...