Corruzione

Chi l’avrebbe detto che in Italia la corruzione fosse tanto diffusa, così diffusa da porre un freno reale all’economia, da costituire un disincentivo a lavorare e investire, diffusa al punto di costringere la Corte dei conti a raccontarlo in un discorso ufficiale? Eppure lo si sospettava da un pezzo.
È vero che la corruzione si presenta dappertutto, dovunque c’è denaro o speranza di procurarsene; ma in Italia il fenomeno ha uno spessore maggiore rispetto ai maggiori paesi dell’Occidente e se questo avviene devono sussistere ragioni storico-culturali specifiche.
La corruzione ha alla base uno dei principi fondamentali della cultura popolare: il rispetto, l’ossequio che è dovuto a chi è ricco e potente, a chi esercita una funzione pubblica, una libera professione che lo qualifica come “signore”.
Quando un funzionario sbriga una tua pratica, quando un avvocato risolve un tuo problema legale, quando un medico ti cura, quando un professore ti insegna qualcosa e poi ti promuove, è necessario fargli un regalo, se no si offende, e non puoi fare la figuraccia di non manifestare la tua riconoscenza e il tuo rispetto. È sempre buona norma assicurarsi la benevolenza del potere, magari con i capponi di Renzo.
Da questa regola tacitamente accettata da tutti discende la convinzione, per chi svolge un pubblico servizio, che l’omaggio, il regalo, più o meno consistente, sia cosa dovuta e, in mancanza di quello i pubblici dipendenti o i professionisti non procedano a erogare il servizio se non con gran ritardo e/o fastidio. La logica del compenso aggiuntivo, che chi deve lavorare si attende, è diffusa a tutti i livelli, ma si è oggi attestata soprattutto ai livelli superiori, quando lo scambio di favori è quantitativamente importante. Onestamente devo dire che, malgrado il gran parlare che si fa di corruzione dilagante, benché mi sia accaduto di esercitare funzioni anche piuttosto rilevanti in termini decisionali, non ho mai trovato nessuno che mi facesse proposte illecite, al massimo tentavano di usare le armi della convinzione o dell’adulazione. Di episodi specifici ho avuto notizia, ma solo per sentito dire, con riferimento a personaggi di potere operanti nei palazzi romani. Forse gli affari per cui vale la pena di pagare e ricevere tangenti sono trattati solo ai massimi livelli e la notizia arriva in periferia con i toni della leggenda. O forse entra nel giro dell’illecito solo chi si presenti come corruttibile, perché deve la sua carica a qualcuno o perché appartiene a determinate consorterie: è per questo che i dirigenti, ad esempio, sono spesso scelti (ovviamente con la copertura del pubblico concorso) tra le persone di fiducia degli uomini di potere di vario indirizzo politico o sindacale?

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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27 risposte a Corruzione

  1. samothes ha detto:

    Sì, è per questo. E anche sto fatto che sia tacitamente condiviso il sistema di scegliere sotto copertura di un concorso fa schifo.

  2. egle1967 ha detto:

    Bella analisi!. Dal punto di vista psicologico la corruzione nasce come dici tu , dalla spinta all’ossequio verso chi ha potere e dal quale ti aspetti un trattamento di riguardo speciale per la prestazione che stai chiedendo. Ma se da una parte c’è chi è pronto a “fare donazioni” dall’altra c’è qualcuno che manca di un’ etica professionale, che usa il potere per un maggior arrichimento, che non sempre è economico, ma anche di prestigio , di immagine, di fama, agli occhi di chi altro si rivolgerà a lui, sapendo che ha un canale privilegiato.Spesso si accomuna la parola corruzione alla parola miseria, sbagliando secondo me.
    In una fase di eccessi di produzione, di benessere ecco che si sviluppa maggiormente e tende ad aumentare e moltiplicare la ricchezza.
    I “tempi” dei guadagni facili e veloci sono questi. I tempi in cui non è necessaria la sobrietà, la fatica e l’impegno, basta “avere potere” e questo ti permette di poter dedicare ad altro le tue fatiche.
    E’ una debolezza umana che si trasforma in potere, sulla scia di stili di vita reclamizzati dalla comunicazione di massa…e purtroppo l’individuo , con le sue enormi potenzialità muore, chiuso nei suoi piaceri facili e accessibili, e la collettività pure di conseguenza…io credo che esista, in forme diverse, dappertutto, non solo nel pubblico e in politica, anche nei paesi…il parroco, il sindaco,il preside….si insinua sottovoce, ma c’è e viene accettata, vissuta , se vuoi inconsapevolmente, rispetto alle conseguenze che se ne avranno, da molti. Sembra difficile oggi essere onesti, etici, perchè bisognerebbe essere abbastanza forti da subire le conseguenze di esserti permesso di togliere il muro di omertà che aleggia intorno a tutto questo….
    Non ci sono leggi che possono porre fine ad un comportamento che, come dici tu, ha profonde radici sociologiche e psicologiche.

    • guido mura ha detto:

      Gli usi sociali redono l’Italia particolarmente fragile, anche se credo che il fenomeno sia diffuso anche altrove, senza però caratterizzarsi come fenomeno di costume e soprattutto come percorso per raggiungere successo e prestigio sociale.

  3. melogrande ha detto:

    Guido,
    Esiste un osservatorio internazionale, Transparency International, che pubblica annualmente un rapporto sui livelli di corruzione percepiti nella pubblica amministrazione dei vari Paesi.
    In una scala da 1(molto corrotto) a 10 (molto pulito) l’ Italia prende meno di 4, meglio di noi fanno Turchia, Cuba, Namibia e Ruanda, tanto per fare qualche esempio. Restando nella Comunità Europea, meglio di noi fanno tutti, ad eccezione della Grecia.

    Il report è pubblico e liberamente scaricabile, lo trovate qui:

    http://cpi.transparency.org/cpi2011/results/#CountryResults

    • guido mura ha detto:

      Naturalmente si tratta di percezione e bisognerebbe capire meglio chi sia stato interpellato e come e quanto alcuni stereotipi abbiano pesato nella valutazione e quanto l’immagine pubblica degli uomini di governo. Credo che molti paesi siano sovrastimati in questa graduatoria, semplicemente perché la loro situazione è più segreta o perché sanno nascondere meglio i loro imbrogli. In questi paesi i servizi di sicurezza controllano le notizie molto meglio che da noi e l’opinione pubblica è convinta di vivere in uno stato molto più pulito di quanto non sia. La Francia, ad esempio, ha una forte coesione nazionale e ottimi servizi segreti, il che già impedisce che notizie sgradevoli si diffondano all’estero. Gli scrittori svedesi, come Stieg Larsson, hanno sollevato dubbi sull’immagine di paese perfetto che sembra essere la Svezia e, stranamente, lo stesso Larsson sembrerebbe morto in circostanze non del tutto chiare.
      In definitiva, la mia impressione è che graduatorie di questo tipo siano ben poco attendibili.

      • melogrande ha detto:

        TI è un’ organizzazione non governativa senza fini politici, sul modello di Amnesty International. Monitorando attività illegali, possono ovviamente basarsi solo su informazioni, scandali, i sondaggi effettuati presso gente che fa affari. Ne consegue una “percezione” e non un dato oggettivo, e così lo hanno definito.
        Però anche l’ affidabilità complessiva di un Paese, il rating, lo spread, la “fiducia degli investitori” e compagnia bella sono una questione di “percezione”, gli U.S.A. hanno il deficit più alto del pianeta, eppure …

        In questo momento la percezione a livello internazionale del livello di corruzione nel nostro Paese ci colloca tra il Ghana e la Tunisia, mentre quanto ad affidabilità finanziaria siamo classificati fra il Kazakistan ed il Marocco.
        E questi sono fatti.
        Basati su percezioni, ma con conseguenze molto ma molto concrete.

      • guido mura ha detto:

        Il tragico è che tutti accettiamo le logiche di un sistema in cui chi è ritenuto ricco è ricco, chi è ritenuto onesto è onesto, chi è ritenuto manigoldo è manigoldo, in cui la percezione della realtà è la realtà, in cui una notizia falsa può distrugegre l’economia di un’azienda o di un paese.
        So che le testimonianze lasciano il tempo che trovano, ma per quanto mi riguarda mi è capitato spesso d’incontrare in Italia funzionari del mio settore corretti e rigorosi fin quasi al fanatismo e di aver avuto scarse e lontane notizie di personaggi discutibili, e solo ai massimi livelli. Ne ricavo la convinzione che sia la vicinanza al potere politico a inquinare il nostro paese e che, spesso, basti un solo delinquente a distruggere l’immagine di un quartiere. Esempi di corruzione si sono visti anche in paesi che godono di buona stampa. I funzionari di Scotland Yard pagati da Murdoch e lo stesso Mills erano inglesi, non italiani, solo che nel Regno Unito non si conosce l’esistenza di strutture criminali alternative allo stato, in Italia sì. Il difetto appartiene alla nostra storia e alla nostra società e questo crea immagine collettiva, mentre a Londra i criminali hanno un’immagine individuale. Si parla di Jack the Ripper e non di strutture come la “maffia”, come si dice nel mondo.

  4. Isaac ha detto:

    come non quotare tutto ciò che hai scritto, tutte queste azioni fanno parte della nostra cultura tanto da non metterle mai in discussione. Ma se può consolare, lavoro per un’azienda asiatica statale il cui governo e istituzioni sono corrotte e oggetto di giochi politici al pari dei costumi italici… insomma spesso mi pare di vedere che tutto il mondo è paese!

    • guido mura ha detto:

      Hai ragione, Isaac: tutto il mondo è paese; ma l’Italia ha tradizioni che ci rendono famosi nel mondo. Da noi la corruzione sarà forse meno diffusa che in altri paesi, ma è una forma artistica. Dovremmo cambiare nome per renderci più affidabili: chiamarci anche noi Finlandia, per confondere le acque. Qualcuno ci ha tentato, con la Padania, di confondere gli stranieri, ma la colonizzazione da parte della Magna Grecia ha stravinto e oggi ormai il nord dovrebbe chiamarsi ndranghetlandia.

  5. carmilla50 ha detto:

    concordo con te..purtroppo, dovrei dire, perchè non è che mi piaccia…fatti di corruzione sono ormai tristemente all’ordine del giorno, e anzi, mi pare che ormai, qui in italia, a certi livelli di potere arriva solo chi è corrotto..a me sinceramente questa cosa fa proprio ribrezzo…certo, probabilmente anche in altri paesi succede più o meno la stessa cosa; ma è una ben magra consolazione.

    • guido mura ha detto:

      Il Potere può fidarsi solo di chi è corruttibile, Carmilla, e come potrebbe andare diversamente? Se ragioni solo con la tua testa, applicando la tua morale e i tuoi principi, e se non devi niente a nessuno, non sei affidabile, perché prima o poi potresti disobbedire.

      • carmilla50 ha detto:

        il tuo ragionamento non fa una grinza, verissimo. ma io mi chiedo: è mai possibile che esistano così tanti individui corruttibili, in giro? non ci posso credere, davvero; forse perchè a me tutta sta corruzione fa proprio un pò schifo…è anche vero che il mondo è bello perchè è vario, e quindi non tutti la pensano allo stesso modo…bah

      • guido mura ha detto:

        Prova un po’ a offrire soldi, incarichi da dirigente, cattedre universitarie, contratti da giornalista, programmi televisivi, poltrone in un consiglio d’amministrazione o un comitato e vedrai quante persone si trovano disposte a tutto, a dimenticare leggi, giustizia, morale, decenza. Purtroppo il profumo dei soldi e del potere attrae tanta gente ed è quasi irresistibile.

  6. samothes ha detto:

    E’ così, Guido. Non amano chi pensa, non amano chi dice, non amano chi si muove in maniera libera ed autonoma e chi dimostra di capire le dinamiche e di non volersi far fagocitare da esse. Non si è affidabili secondo la loro logica, hai detto bene. Non si possono ricoprire cariche di responsabilità, perchè si diventerebbe pedina scomoda e difficilmente eliminabile senza che qualcuno si comprometta. E’ così che funziona e questo non solo nei paesi del sud. Questo è il sistema italiano, comunemente condiviso e accettato per la comodità dei più . Parlarne è difficile perchè nessuno ne vuol sentire parlare, perchè nessuno ne è fuori; tutti più o meno ne sono stati toccati, direttamente o indirettamente, con maggiore o minore indignazione nell’animo. Si possono fare discorsi statistici e generici, ma non si può entrare troppo nel merito, perchè è scomodo e pericoloso. Il senso di impotenza che si prova di fronte a cose come queste è deleterio per qualsiasi buon proposito volto al cambiamento. Eppure c’è chi lotta quotidianamente, in silenzio e senza appoggio alcuno, se non la propria buona volontà, per contrastare tutto questo. Lo fa senza nessun altro scopo o fine che quello di sentirsi la coscienza pulita in un mondo lercio.

    • guido mura ha detto:

      Il fatto che però si possa parlare di corruzione e che qualcuno lo faccia autorevolmente è già un buon segno. Ricordo ancora i tempi in cui tanti sostenevano l’inesistenza della mafia. Certo, come vado dicendo da un po’, il problema è soprattutto un problema di valori. Se la ricchezza rimane il valore supremo apprezzabile e la capacità di arricchirsi è il requisito fondamentale per ottenere la stima sociale, l’agire corrotto è uno dei più efficaci sistemi per assicurarsi una vita agiata e una buona posizione sociale.

  7. samothes ha detto:

    Sì, certamente qualcosa negli anni si è mosso, in termini di coscienza collettiva forse è migliorato. ma c’è ancora moltissimo lavoro da fare. Moltissimo. E anche qui, manco a dirlo, l’educazione alla coscienza civica sarebbe di fondamentale importanza.

  8. wolfghost ha detto:

    Bella domanda 🙂 Io credo che la risposta giusta sia la seconda: forse certe persone appaiono difficilmente corruttibili, per cui vengono tenute fuori dal giro.
    Comunque credo che si conoscesse da tempo la portata di questo fenomeno, è che probabilmente ha assunto i contorni di “casta”, una casta tanto potente dal far desistere chi volesse indagarci sopra…

    • guido mura ha detto:

      Eh sì; mi pare che la legge dello scambio funzioni dovunque. Non c’è motivo per scegliere qualcuno che sai già che non ti potrebbe essere utile, al di là delle regole, naturalmente, che, come sappiamo da un pezzo, valgono solo per il popolo, per la gente comune.

  9. cristina bove ha detto:

    Purtroppo è la verità,, nient’altro che la verità.
    e i capponi di Renzo, continuano a favorire comportamenti innominabili, avallati da azzaccagarbugli.

  10. guido mura ha detto:

    Mi sto chiedendo perché non mi sia mai capitato di pensare di dover portare capponi a qualcuno e perché non mi sia nemmeno capitato di riceverne. Sono io che vivo su un altro pianeta? O forse non trovo capponi da regalare nel mio pollaio? E poi mi vergognerei tantissimo ad andare in giro con dei capponi, mentre per gli altri, a quel che vedo, è una cosa normale.

  11. happysummer ha detto:

    Guarda, la mentalità è quella, si ci prova a cercare di corrompere per ottenere in cambio quello che interessa, mi è capitato personalmente e diverse volte. Ma, quando hanno capito che non ci stavo, hanno smesso e stiamo tutti più tranquilli, loro che sanno di aspettarsi il giusto e io che dormo sonni sereni 😀

  12. happysummer ha detto:

    A proposito… vorrei chiederti un favore: non riesco più a entrare nel blog di Giulio. Mi pare che sia un tuo amico, potresti farglielo sapere? Grazie!

  13. lillopercaso ha detto:

    Maddai!! Siamo al 69° posto, è una congiura!!
    Passo per salutarti, torno domani.. o comunque presto.
    Ciao 🙂

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