Il nemico invisibile – Parte 3

frattali

A casa di Gaskell, che cortesemente mi ospitava, cercai di analizzare la situazione e per fare questo non c’è di meglio che mettersi al riparo dalla luce e dai suoni del mondo, stendersi su un divano o addirittura sul letto e passare in esame fatti e possibilità. Avevo già una mia ipotesi e ne avevo in parte già discusso con Parnell, ma tutto veniva a infrangersi sull’impossibilità di provare la presenza tra di noi di un essere ostile, sempre se qualche nuovo fatto non fosse intervenuto a rendere più manifesta e credibile quella presenza. Sapevo che, in qualche modo, il nostro mondo naturale poteva eccezionalmente entrare in contatto con altre realtà. Gli strani fatti di cui raccoglievo testimonianze da tutto il mondo non potevano essere giustificati da nessun’altra spiegazione. Rimaneva però da capire quale fosse stato l’agente capace di collegare il nostro universo con quello da cui era venuta quella cosa che si era comportata come un predatore, se questo era veramente quello che era accaduto. Questo era il nostro problema, come raccontai a Gaskell, quando terminò il suo turno di servizio.
« Dunque sarebbe arrivato da noi un mostro » fece l’ispettore, cercando di fare il punto della situazione, « e questo mostro avrebbe ucciso Miss Conroy dopo averla attaccata in Connolly Square.»
« Beh, forse non è un mostro, anzi potrebbe essere bellissimo; peccato che non possiamo vederlo » precisai.
« Ma, sempre ammesso che questo essere esista, come mai è invisibile?»
« Non tutto quello che agisce in natura è visibile, Willy: pensa alle radiazioni o, semplicemente, al vento; eppure le radiazioni uccidono, il vento uccide, quando è troppo forte.»
Comunque confessai la mia ignoranza sulle cause della morte della ragazza: potevo solo fare delle supposizioni.
La ragione, e così l’immaginazione, non potevano risolvere il mistero, per cui decisi di rilassarmi con un bagno caldo, così da affrontare successivamente con la necessaria serenità e sicurezza i pericoli che sicuramente stavano ancora in agguato a Ballydubh.
Come aprii l’acqua per riempire la vasca, accadde però qualcosa che in quel momento non mi attendevo e forse per questo, solo per questo, quel qualcosa, di per sé non eccezionale, mi parve acquistare un alone di assurdità.
Il rubinetto, o meglio l’acqua che ne sprizzava fuori, faceva uno strano suono che pareva una musica. All’inizio pensai alla bizzarria di quel canto tecnologico e tubestre, così allegro e guizzante, in una situazione da incubo come quella che quell’oscura cittadina stava vivendo. Ma poi una stravagante intuizione mi fece soffermare su quel suono, decisamente inusuale per un flusso d’acqua, e mi spinse a proseguire la mia indagine sul campo.
Mi rivestii e mi precipitai verso il luogo in cui si era verificato l’attacco mortale alla giovane Eibhlin. Era mia intenzione scoprire se vi fosse in quell’area una fonte sonora che avesse potuto facilitare l’arrivo di un visitatore indesiderato e pericoloso.
Mi guardai attorno. La piazza era vuota e l’aria frizzante non invitava gli abitanti a passeggiare o a soffermarsi in quello spazio apparentemente asettico, che non sapeva né di centro né di periferia.
Avevo portato il mio minuscolo registratore ad alta fedeltà, che già mi era stato di aiuto in molte circostanze, ed ero pronto a registrare ogni suono che provenisse da persone o cose, dal mondo della natura o dai manufatti creati dall’attività umana. Mi sedetti su una delle panchine e mi guardai intorno. Il silenzio era rotto solo dal sibilare del vento e dallo strido rauco degli uccelli, ma nessuno di quei suoni pareva essere in grado di provocare alterazioni tali da favorire l’intersecarsi di piani differenti della realtà. Doveva esistere qualcosa di anomalo nell’ambiente umanizzato, qualcosa che producesse un suono specifico e innaturale.
Mentre passavo in rassegna le costruzioni e le strutture presenti in quella piazza, mi raggiunse Gaskell, che non trovandomi in casa era però riuscito a localizzarmi.
« Devo trovare un suono » gli dissi.
Provai con la porta della cabina, che però scorreva regolarmente e silenziosamente sui suoi cardini. Rimanevano da controllare le abitazioni, ma soprattutto il cancello verde che si affacciava sul lato est di Connolly Square.
« È la casa di Joe Carrey » fece l’ispettore.
« Chiamalo, dobbiamo sentire se il suo cancello cigola » gli dissi.
Gaskell suonò imperiosamente, fino a che il padrone sbloccò la chiusura del cancello. Ci parlò da una finestra, seminascosto dai fiori che abbellivano il davanzale.
« Potete entrare, se volete. »
« No, vieni fuori tu Joe, dobbiamo parlarti.»
Dopo un paio di minuti Joe aprì la porta e arrivò fino al cancello. Era vestito da casa e aveva la barba lunga.
Aprì il cancello tenendolo e accompagnandolo con attenzione. Il cigolio in questo modo era presente, sì, ma attutito e nient’affatto naturale.
« Devo fare così perché da qualche giorno sfrigola in un modo maledetto. »
« Ma è proprio quel rumore che vogliamo sentire! »
Joe ci guardò come se vedesse due evasi da un manicomio.
Gli chiesi se qualcun altro aveva aperto il cancello, ma senza accompagnarne il movimento, il giorno della morte di Eibhlin.
« Mio cugino Finney: è uscito proprio quel pomeriggio e non penso che abbia avuto la pazienza di tenere il cancello col braccio per non farlo stridere. Però lui non ha fatto niente » aggiunse, pensando forse che Gaskell, se pure era un suo buon amico, era pur sempre un poliziotto ed era alla ricerca di indizi. Ma poi che c’entrava il cancello? Mica aveva ammazzato la ragazza con quello!
« Mr Carrey » gli dissi « ci faccia sentire il suono del cancello. Provi, provi a riaprirlo e a chiuderlo, ma senza tenerlo fermo. »
L’uomo guardò Gaskell, come per chiedere conferma, l’ispettore annuì.
Eravamo proprio due matti.
Il padrone di casa si predispose a eseguire il suo concerto per cancello solista e io feci partire la registrazione. Questa volta il cardine si mise a sferragliare in maniera straziante e i suoni vennero registrati contestualmente sul dispositivo. Avevo pensato al rischio che potevamo correre se le mie supposizioni non si fossero dimostrate delle mere fantasticherie e mi ero armato con quello che Gaskell mi aveva consentito di portare con me, un pugnale e un dissuasore a scariche elettriche; ma non ero in grado di stabilire se quelle armi potessero avere efficacia nei confronti di esseri dal corpo invisibile, che forse era costituito semplicemente da fasci d’energia. In teoria altri esseri potevano penetrare nel nostro mondo, se si fossero trovati nel raggio d’azione della porta che veniva attivata per via sonora. Fortunatamente non si verificò nulla di anormale e potei portar via con me una traccia di quel suono che immaginavo potesse essere stato causa della manifestazione indesiderata di quello che ormai avevamo battezzato il nemico invisibile.
Nel riascoltare con Gaskell lo stridore registrato, ho avvertito una ricorsività, qualcosa che mi ricordava un modello conosciuto e ho provato a decifrare le curve sonore, analizzandole al computer. Così ho avuto la conferma di quello che sospettavo: si trattava di un suono frattale.
L’ipotesi aveva un primo riscontro e la responsabilità dell’emissione sonora nel verificarsi del fenomeno diveniva sempre più probabile, sebbene difficilmente credibile, sul piano razionale.
In realtà, la presenza di suoni frattali era stata avvertita in molti casi in cui presenze indesiderate si erano manifestate sulla terra o in cui erano accaduti fatti non spiegabili con gli strumenti della ragione. Il suono probabilmente agiva come una chiave, uno strumento che apriva un passaggio. Gli scienziati ogni volta avevano manifestato il più totale scetticismo riguardo a queste spiegazioni, anche se qualcuno aveva candidamente ammesso di non aver potuto trovare una giustificazione razionale che fosse compatibile con le teorie scientifiche fino a quel momento elaborate.
D’altronde avviene sempre così nella sperimentazione di frontiera. I fenomeni si presentano in modo del tutto casuale. Si può dire che c’è una probabilità molto bassa, quasi trascurabile, che si verifichino; ma ciò nonostante il fenomeno appare e, non essendo riproducibile e misurabile a comando, gli scienziati non possono che abbassare le armi e difendere la teoria scientifica che verrebbe inficiata da quell’evento solamente dichiarando che l’evento non esiste, non si è mai presentato e non c’è alcuna possibilità che si ripresenti in futuro.
Gaskell guardava con curiosità il grafico delle frequenze, che il mio programma calcolava in maniera estremamente precisa.
« Sai qualcosa sui frattali, Willy? » gli chiesi
Gaskell ci pensò un po’ su.
« Qualcosa, solo qualcosa. So che sono forme geometriche che si ripetono all’infinito e non mutano cambiando scala. »
« Sono molto di più. Sono la rappresentazione di elementi costitutivi della realtà, nelle sue diverse scale di grandezza. Secondo la concezione di Ermete Trismegisto… »
« Ermete che? » Fece Gaskell con aria stupita.
Lo guardai: i suoi occhi erano diventati grandi e tondi; aspettava un chiarimento, ma gli dissi solo il minimo indispensabile.
« Ermete Trismegisto è una figura mitica; non si sa nemmeno se sia mai esistito. Il motto che sintetizzava il suo insegnamento era “Come in alto così in basso” ed esprimeva la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo. Che la struttura fondamentale delle cose non mutasse quando si cambiava scala era un assunto di tutta la conoscenza alternativa che si esprimeva nei culti misterici e che attraverso il pensiero umanistico-rinascimentale è giunta fino a noi. Oggi, dopo averla tanto contrastata, la scienza è giunta a produrre con metodo distinto idee che non sono poi tanto distanti da quelle, ritenute fantastiche e inattendibili, dei sapienti dell’antichità o dell’esoterismo dell’età moderna. Alcune teorie fisiche risultano oggi, per un cervello non iniziato, ancora più folli e inconcepibili dei miti di lontana provenienza egizia o delle bizzarrie di Madame Blavatski.
A dimostrare che non tutto è fantasia nelle antichissime credenze sono le strutture geometriche basate sui frattali, che troviamo in tanti aspetti della natura: nella forma degli alberi e delle singole foglie, nella forma delle galassie come nei profili delle coste terrestri o delle montagne.
Con la matematica dei frattali possiamo descrivere oggetti reali esistenti in natura e comprenderne la logica, ma anche creare oggetti, disegni, suoni, che abbiano le stesse proprietà dei frattali.»
« Ma cosa c’entra col nostro cancello?»
« Perché il cigolio di quel cancello è una composizione sonora basata sui frattali.»
« E un suono frattale può generare mostri?»
« Certamente no, ma forse può mettere in comunicazione il nostro spazio con un altro in cui il mostro esiste. Se qualcuno conoscesse le parole sempre cercate dagli occultisti per dare ordini alla natura o per infondere vita agli oggetti e resuscitare i morti, quelle cosiddette parole avrebbero probabilmente un suono frattale. Niente di strano che anche la comunicazione tra dimensioni distinte e parallele possa essere stabilita attraverso suoni frattali.»
Gaskell mi guardava perplesso. Non sapeva se disperarsi per l’assurdità delle mie ipotesi o se mettersi a ridere. Si sentiva avvolgere dall’alone di quella follia, che pareva essere calata, come una nebbia, sulla sua tranquilla cittadina.

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in racconti e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

37 risposte a Il nemico invisibile – Parte 3

  1. deorgreine ha detto:

    Personalmente trovo la teoria dei suoni frattali assolutamente credibile! 😛 E vorrei vedere che cosa è arrivato da quell’altra dimensione… lo vorrei proprio vedere.

  2. guido mura ha detto:

    Vedere un essere invisibile? Beh in qualche modo cercheremo di vederloI frattali io poi li uso sempre per parlare con gli extraterrestri : -)

  3. deorgreine ha detto:

    Chissà che chiacchierate vi fate! 😛 Io potrei provare con la portiera della mia vecchia macchina, che fa un rumore veramente sinistro ogni volta che la apro o la chiudo. Chissà che un giorno non mi arrivi qualche messaggio da altre galassie… chissà…

    • guido mura ha detto:

      La portiera? perché no? Ma l’immagine del cancello è più classica. Poi i messaggi potrebbero arrivare dall’infinitamente grande o dall’infinitamente piccolo, tanto i frattali sono validi in qualsiasi scala.

  4. carmilla50 ha detto:

    ehi, che meraviglia di idea, sta cosa dei frattali:)))..io li adoro, i frattali, e quel loro ripetersi all’infinito..ora che ci penso, non ho ancora sperimentato la musica che si può generare con i frattali; anche perchè non è facilissimo trovare in rete programmi appositi. ho fatto ricerche, ma alcuni non ci sono più; colui che ha creato il programma Incendia, che io uso per generare frattali, in effetti lavora anche su un progetto di musica frattale..c’è il link sul sito di Incendia, appunto.

    complimenti, c’hai una bellissima immaginazione:)))

  5. lillopercaso ha detto:

    Ma guarda, ci sono finita proprio ieri, per caso, su incendia!!

    Ho letto stamattina il tuo post e, sbrigando le solite incombenze, rimuginavo sulla musica frattale… pensavo fosse un’invenzione della tua fantasia, ora scopro che è una cosa possibile 😮
    Immaginavo che forse fosse possibile una composizione RITMICA; ma, in fin dei conti, il suono è una frequenza; quindi, perché no?
    L’anno scorso avevo scritto una cosa dedicata ad Hannah-Cristina, la nostra. Corridoi musicali, tipo.
    Magari faccio un post di rimbalzo, che dici? Per controbilanciare queste tue storie di paura! Che comunque mi piacciono molto. Poi, lo sai, se c’è la musica in ballo…!

    • guido mura ha detto:

      Mi sono imbattuto nei frattali cercando la logica delle grottesche, che ovviamente frattali non sono, ma sembrano ispirarsi a forme presenti, in differente scala, nell’universo. Quei motivi, che ho trovato nella decorazione architettonica come sulle copertine dei libri di pregio, mi sono sembrati messaggi, provenienti dalla cultura esoterica neoplatonica. Ne ho parlato alla presentazione della mia ultima mostra e non sono stato preso per pazzo, anche se l’ipotesi è abbastanza ardita per uno studioso tradizionale. Poi ho scoperto che la logica dei frattali è presente in alcune di quelle forme e che addirittura tantissimi oggetti della natura obbediscono a questa logica. Anche la musica frattale esiste e c’è chi la pratica, con risultati piuttosto gradevoli.

      • lillopercaso ha detto:

        Oh! Pensavo che tutto in natura fosse frattale… inserendo il caso, sì, che però, partendo tutto da un punto, caso non è, ma evoluzione di o da (in con su…:)) quel punto. Ehm-ehm…
        E quella storia dei messaggi provenienti dalla cultura esoterica neoplatonica?
        Non è che stia preparandoti a partire?

  6. carmilla50 ha detto:

    p.s.= personale interpretazione del racconto, sulla base delle parole e delle immagini da te postate:)

    L’uomo che abita nella villa utilizza programmi per creare frattali e musica frattale. Navigando su internet, conosce la ragazza che corre; diventano amici, si telefonano, parlano. Lui le fa ascoltare la musica frattale che ha composto; ma proprio questa musica è la chiave per aprire la porta di un universo parallelo, in cui abita l’entità succhiasangue. La ragazza corre più forte perchè si sente inseguita; sfortunatamente per lei, non riesce a sfuggire al suo nemico invisibile, quindi muore. Adesso c’è da stabilire se il compositore di musica frattale fosse a conoscenza dei poteri della musica stessa; infatti, se non lo sapeva, non è un assassino…ma se lo sapeva è colpevole di omicidio premeditato..un omicidio praticamente perfetto perchè ciò che ha ucciso la ragazza è invisibile e quasi impossibile, mentre il vero assassino non si è sporcato le mani.

    :)))

    Può andare?…eheheheheheheh

    • guido mura ha detto:

      Ma che fantasia, Carmilla! Io però ho già scritto il seguito, e ci sarà un colpo di scena.

      • carmilla50 ha detto:

        hihihihihi…aspetto fiduciosa il colpo di scena…ehehehehehehehe…forse che la ragazza si trasformerà lei stessa in un essere succhiasangue?:)

        no, sarebbe troppo scontato…perchè nella tradizione letteraria chi viene morso da un vampiro generalmente diventa esso stesso un vampiro ma in questo caso forse non sarà così…
        oh, io faccio solo ipotesi, eh…la cosa mi diverte, in fondo…

        inzomma, aspetto, eh:)

  7. lillopercaso ha detto:

    Bella questa storia delle interpretaziopni personali, Carmilla.
    Ma senti, come fa l’assassino (in caso di premeditazione) a cautelarsi esso stesso?

    • guido mura ha detto:

      Carmilla avrà pensato a una protezione (barriera elettromagnetica o simili). Io penso soltanto che di solito i vampiri maschi preferiscono le donne (ma se arrivasse dall’universo parallelo una carmilllina con i canini sporchi di sangue?)

      • carmilla50 ha detto:

        ahahahahaha..un pò mi fa ridere, la carmillina con i canini sporchi di sangue:)
        epperò, penso anch’io che i vampiri maschi preferiscano le donne; e che i vampiri femmine preferiscano gli uomini, di solito:)

    • carmilla50 ha detto:

      allora, penso che in questo caso il compositore di musica frattale abbia studiato a sufficienza il fenomeno per sapere come fare a difendersi dall’attacco dell’essere succhiasangue; magari, c’è semplicemente una “formula magica” o una qualsiasi banalità, per difendersi; magari basta ascoltare musica di tipo diverso, o qualcosa del genere…certo, se l’altra persona non lo sa, logicamente sarà vittima dell’invisibile nemico..:)…vabbè, non faccio altro che “teorizzare”, per così dire, su un racconto di cui ancora non conosco gli sviluppi:)

  8. melogrande ha detto:

    Certo, dal cigolio del cancello ad Ermete Trismegisto è un volo davvero audace.
    Mi piace, mi piace assai !

    ps.
    Non avevo idea che esistesse anche una musica frattale.
    Adesso che lo so però mi sorge un dubbio: sarà prudente ascoltarla ???
    Mi sa che aspetto prima la conclusione del racconto, va’.
    🙂

    • guido mura ha detto:

      La si può ascoltare, naturalmente a rischio e pericolo di chi ascolta. Però ci sono composizioni di musica contemporanea molto più ostiche e sgradevoli. La musica frattale in fondo riprende regole naturali, ma proprio per questo ci può introdurre alla comprensione di quella parte della natura che ancora ci rimane nascosta. In fondo si tratta sempre di ricercare chiavi per l’interpretazione della verità, le stesse chiavi che i decoratori di oggetti d’arte o di manufatti architettonici rappresentavano in maniera simbolica e che i filosofi e gli scienziati si sforzavano di individuare e descrivere. In fondo tutti hanno sempre giocato con le frequenze per modificare l’esistente, anche se ora sappiamo che non basta pronunciare un nome segreto per animare un golem; ma cosa stiamo facendo di tanto diverso al CERN, a cosa ci porterà procedere nella scomposizione della materia: non stiamo forse cercando il nome segreto di Dio?

      • melogrande ha detto:

        Ho ascoltato, senza che siano apparsi mostri succhiasangue…
        Effettivamente, suona meno aliena di quanto mi aspettassi, c’è un’ armonia riconoscibile, naturale appunto. In qualche brano generato con questi algoritmi mi pareva di sentirci sonorità orientali.
        Chissà se era solo suggestione.
        Svelare le leggi ultime della natura è sempre stato il sogno di ogni scienziato.
        Il nome segreto di Dio ?
        Speriamo ameno che non sia “quark” o “superstringa”…

  9. lillopercaso ha detto:

    Siamo arrivate!!

    Carmillinepercaso

  10. lillopercaso ha detto:

    Diaktoros, è addirittura bella! Però da lì entrano solo i Vampiri buoni.
    Ma senti un po’ qua…
    ecco, sì, deciso, io prendo questa porta.

  11. lillopercaso ha detto:

    Il nome segreto di Dio? Tra i nove miliardi? Dopodiché … Georges alzò gli occhi. Per l’ultima volta, sopra di essi, nella pace delle cime, ad una ad una le stelle si spegnevano…

    • guido mura ha detto:

      L’idea di Clarke ha una sua logica. Terminato il suo compito, raggiunta la conoscenza, l’uomo (che è l’essere che ha il potere di dare nomi alle cose) non ha più motivo di esistere e con lui l’universo. L’ipotesi funziona solo se l’universo è finito, perché la conoscenza dell’infinito è impossibile. Insomma, come sempre, non c’è mai nulla di certo. L’unica cosa certa è che Clarke era molto, ma molto più matto di me.

  12. lillopercaso ha detto:

    Mi sa che tutta questa musica frattale….
    Vampirized? >:(=

  13. guido mura ha detto:

    Essendo stato promosso, pensavo di dover andare in vacanza. 🙂 Invece ho saputo che oggi è il Giorno della poesia e quindi non si può lasciare il blog da solo, con tutti questi poeti in giro: chissà che ti combinano! Per cui sono ancora qui, e devo ancora finire un capitolo del racconto, anzi anche l’inizio dell’ultimo capitolo e trovare anche le immagini: un lavoraccio, peggio di quello del mio caro Jorg, che deve ancora trovare il bandolo della matassa, per contrastare quella specie di vampiro, che è molto più pericoloso di un troll o di una driade.

  14. lillopercaso ha detto:

    Ma tu ti ricordi di un vecchio film di fantascienza in cui delle bestiacce aliene DISOSSAVANO – senza ferire esteriormente- bestiole, poi pecore, mucche e infine umani? Che alla fine si barricavano in una chiesa, mi pare… Ogni tanto ci ripenso perché mi aveva terrorizzato.
    Visto in tv decenni fa.

    • guido mura ha detto:

      Era questo, per caso?

      • lillopercaso ha detto:

        Ma guarda te. Allora è famoso!
        Me lo ricordavo in bianco e nero. E non sono Alieni. Ma il suono lo ricordavo sì: come … vibrazioni nei cavi elettrici quando di un treno si avvicina
        Grazie, Guido! E’ da mo’ che ci pensavo.

      • guido mura ha detto:

        Una volta guardavo tanta fantascienza in televisione. Ricordo ancora un film in bianco e nero del 57, Quatermass, che in italiano era stato tradotto Vampiri dello spazio. Mi piacevano soprattutto la prima parte, con i meteoriti artificiali che cadevano sulla campagna inglese, e le prime scene della fabbrica (che poi era la Shell), Era un periodo in cui disegnavo a carboncino paesaggi con costruzioni industriali. Insomma, ero affascinato dalle atmosfere inquietanti e tenebrose della fantascienza di quegli anni

  15. deorgreine ha detto:

    Prima di Alien. In fin dei conti tutto si ripropone come amplificato dal senso di inquietudine. E l’inquietudine arriva dall’inconoscibile. E’ stimolante e molto, molto divertente. Vorrei sapere come si conclude questa storia, ovviamente. I suoni frattali io li ho già sentiti. Li sento anche nel silenzio. Credo si possano sentire nello scorrere dell’acqua, ad esempio. Può essere? O quando si sente il vento che muove i tronchi degli alberi, facendoli gemere e scricchiolare fra di loro in sequenze sempre uguali. O quando senti l’odore di un formicaio mentre osservi il brulicare degli insetti in un giorno di sole… lo so, sentire l’odore non è sentire un suono, ma la sensazione è la stessa. E non lo so il perchè. Tu lo sai il perchè, Guido?

    • guido mura ha detto:

      Può dipendere dal fenomeno della sinestesia: in fondo i sensi sono collegati l’uno all’altro e si tratterebbe di un’altra applicazione del principio di analogia (e con questo torniamo a Ermete Trismegisto e alle concezioni dell’esoterismo).

      • deorgreine ha detto:

        Ermete Trismegisto, eh? Mi sa che a questo punto mi dovrò andare a cercare la sua opera. Perchè altrimenti come faccio a capire di che cosa parlano gli alberi e le formiche? 😛

  16. wolfghost ha detto:

    Assolutamente geniale questo capitolo! Geniale, molto ben scritto, regge il ritmo ed e’ decisamente affascinante 😉 L’idea del passaggio verso altre dimensioni o spazi non è nuova, ma lo è il fatto che esso venga attivato da un suono frattale 😉
    C’è una legge metafisica che dice che cio’ che colpisce puo’ essere colpito… il problema è capire con cosa! 😀
    Guarda un po’ cosa avevo scritto parecchio tempo fa 😉
    Esoterismo: La Tavola di Smeraldo, il principio dell’Alchimia

    • guido mura ha detto:

      Interessante, Wolf, e ancor più interessante la discussione, in cui appaiono registrate tutte o quasi le tendenze della ricerca o pseudoricerca esoterica del nostro tempo, da chi ripropone l’assioma dell’indispensabile iniziazione a chi ricollega le scienze tradizionali occidentali al sapere orientale. Interessante è anche l’insistere sull’individualità dell’esperienza. Il problema è: una volta raggiunta una determinata consapevolezza e un certo livello di conoscenza, che farsene. Non si può diffondere perché non esprimibile per via verbale. Alcune intuizioni alchemico-esoteriche sembrano interpretare in forma simbolica e apparentemente incomprensibile altre intuizioni che stanno alla base di teorie della scienza sperimentale contemporanea. Probabilmente basterà avere un po’ di pazienza e le linee finora parallele della scienza e della tradizione finiranno necessariamente per incontrarsi. Per ora forse solo la letteratura può ancora permettersi di proporre brandelli di conoscenza e di insinuare dubbi. Poi, chi vivrà vedrà.

  17. egle1967 ha detto:

    Mi avete fatto , Tu e Lillo , un regalo bellissimo.. pensavo di essere l’unica a ricordare quel film inquietantissimo che mi ha tenuta sveglia parecchie notti da bambina ..e guarda qui.Lillo lo ricorda e pure tu che me lo trovi in rete…mi hai fatto tornare nel mio salotto di casa, con il divano letto tirato giù e le ombre sulle pareti e le luci che filtravano dalle tapparelle a formare mostri ….Grazie, grazie , grazie….Buona Pasqua a te….

    sei bravo, sei veramente un ottimo “raccontatore”…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...