Il popolo delle tenebre

forme di vita

Rileggendo i vecchi post del mio primo blog, piazzadisogno, ne ho trovato uno del 29 giugno 2008 che traeva spunto dal dibattito relativo alla proposta Maroni sul controllo della presenza rom in Italia.
Il post era passato inosservato, anche per la difficoltà di stabilire legami su una piattaforma come blogger-blogspot, in cui avere un paio di commenti su un articolo costituiva già un successo. Mi sembra opportuno riproporlo, anche per unificare su wordpress i vari contributi che ho diffuso su altre piattaforme, visto che alcune considerazioni mi sembrano ancora attuali.

Credo che siamo tutti schiavi di preconcetti e pregiudizi, che producono da un lato proposte che potrebbero risultare alla fine inefficaci, se non a fini teatrali, dall’altra demonizzazioni e richiami al passato che non tengono conto di una realtà che ci impone di arginare e regolarizzare in qualche maniera la tragedia dell’immigrazione clandestina, se non vogliamo che il nazismo, quello vero, acquisisca strumenti per tornare prepotentemente alla ribalta. Ricordiamoci che il nazismo, o nazifascismo che dir si voglia, è solo sopito, ma riemergerà sicuramente, se e quando l’attuale maggioranza bianca degli europei si vedrà minacciata nel proprio status sociale e nella propria identità culturale. Ricordiamoci che il nazismo non è solo l’elucubrazione di un gruppo di folli fanatici, ma è un’ideologia complessa, con forti radici etniche e un sostrato esoterico antichissimo, che proviene dalle culture precristiane e che riemerge non appena trova giustificazioni ideologiche nella filosofia “alta” e nelle aspettative dei popoli.
Il problema reale, al momento, non mi sembra quello della presenza dei clandestini a rischio di attività criminosa. Il problema irrisolto è che in Italia non si riesce a far funzionare un sistema macchinoso come quello della giustizia, producendo una sostanziale impunità per tutti coloro che commettono delitti di scarsa entità, nell’opinione di magistrati e poliziotti, che vengono però percepiti come gravissimi e d’importanza vitale da parte dei cittadini indifesi che li subiscono. Cosa provano il pensionato o la madre di famiglia derubata dei soldi con cui deve far quadrare il bilancio familiare o la ragazzina violentata da un immigrato assatanato, che avrà pure un’attenuante nella sua carica ormonale insoddisfatta, ma che deve essere giustamente punito per il suo crimine? Se le istituzioni facessero bene il proprio mestiere, l’allarme sociale per il dilagare dei Rom e di altri clandestini finirebbe per attenuarsi (Quanto ai Rom, perché mai la nostra democratica e cattolica repubblica non è riuscita a integrare quelli che vivono da anni qui da noi, a differenza di quanto è avvenuto in altri paesi?).
Mi sembra prioritario, anziché prendere di mira una specifica etnia, realizzare nella coscienza delle istituzioni una tolleranza zero verso la violenza e l’illegalità, in tutte le sue forme, quando se ne rilevi la presenza nella nostra società. I soprusi dei ragazzini nei confronti dei più deboli, degli adulti nei confronti dei bambini, le scazzottate, ritenute a torto sfoghi naturali e innocenti, devono essere cose vietate e punite. La degenerazione violenta delle tifoserie deve essere impedita, anche a costo di svuotare gli stadi, se gli stadi sono palestre di violenza.
Qualsiasi aggressione deve essere considerata poco meno che un tentato omicidio, perché un pugno può uccidere una persona; qualsiasi atto criminale non deve essere tollerato, che sia commesso da italiani o da stranieri.
Né vale prendere a esempio gli americani e la loro normativa.
Gli americani, i liberatori, provenienti da una nazione nata dalla massoneria, una nazione di illuminati, che infatti ha rallegrato con una stupenda luce tecnologica l’oscurantismo nipponico a Hiroshima e Nagasaki, che ha spianato Montecassino e Dresda, noto e pericolosissimo covo nazista, non dovrebbero essere mai considerati un esempio da seguire.
Perché gli americani, che linciavano i nostri immigrati sospettati di aver commesso qualche reato (stesso trattamento riservato spesso ai neri, nei caldi stati del Sud), sono ancora una nazione violenta, come era violenta l’Europa del Novecento.
Gli intellettuali italiani della prima metà dello scorso secolo, che facevano a cazzotti per motivi culturali, in che cosa erano diversi dalle squadracce di ignorantoni in camicia nera, che pensavano di risollevare l’Italia e la loro stessa miseria sociale e culturale a suon di manganellate e olio di ricino?
L’Europa deve trovare regole, comportamenti e strutture condivisi per risolvere un problema comune e di enorme impatto sociale ed emotivo come quello dell’emigrazione, invece di legiferare su argomenti di grande profondità, quali il colore dei taxi o la grandezza dei piselli (ovviamente non in senso anatomico).
Una società europea con le carte in regola, con un sistema giudiziario e carcerario efficiente, potrà risolvere il problema della sua contrapposizione al Sud del mondo senza complessi, riducendo l’allarme sociale e sottraendo linfa alle forze elementari dell’irrazionalismo e della violenza che sono sempre lì in agguato, consentendo di gestire in maniera soft i tempi necessari per l’integrazione, che sono sempre piuttosto lunghi.


Visto che il post è un po’ troppo serioso, proverò ad alleggerirlo, o forse ad appesantirlo, con una poesia che tratta di ascese e cadute di popoli e culture, ma anche dell’incubo rappresentato da esseri sconosciuti e inquietanti che emergono dalle tenebre per sostituirsi a noi.

Il popolo delle tenebre

Quanti saranno gli esclusi
in quest’ora felice,
quando esplodono falsi firmamenti
e dolci canti incombono
ammaliando le notti?
Avevate versato
milioni di lampare
sulle buie caverne
per accecare gli iloti con immagini
di festa e sogni;
ma risaliranno i cunicoli
di ogni scura esistenza,
abbandonando il roccioso
procedere dei giorni,
e cresceranno al fuoco
di cieli sotterranei,
amari semi d’abisso,
senza amori o dolcezza.
Saliranno a ritroso
per non vedere il giorno,
per non morire di sole.
Vi arriveranno alla gola,
inquietanti presenze
dal sapore notturno;
suggeranno la vostra bellezza,
tutto il vostro potere.
E non avrete più occhi
per vederli arrivare,
né olfatto per odiarne
lo sgradevole odore,
né udito per sentirne
l’acerbo ansimare.
Si abitueranno alla luce,
violeranno le vostre mense e i talami
riempiranno di feci.
E saranno la folla e la bellezza
e il sogno e il pane
e la linfa e il piacere
e dormiranno nel caldo silenzio
delle sabbie d’estate,
finché il sordo tremare di altri bruti
non risuoni nel vento
di un altro inverno.

3.01.1997

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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17 risposte a Il popolo delle tenebre

  1. massimobotturi ha detto:

    mi pare pieno di buon senso il tuo intervento, che sottoscrivo pienamente.
    il problema dei flussi migratori, che riguarda tutto il mondo e tutte le epoche, è legato a doppio filo allo sviluppo ineguale e iniquo che il capitale produce. la ricerca di condizioni migliori di vita, se non la mera disprazione, muove milioni di persone verso la ricerca di uno straccio di esistenza migliore. troppo spesso però, si preferisce guardare agli strascichi sociali, indubbiamete condannabili e spiacevoli. del resto, chi sta in fondo alla piramide soociale non potrà che commettere reati di bassa lega; lasciando ai benestanti le speculazioni finanziarie, le frodi “legali”, le guerre.

    • guido mura ha detto:

      Beh, la guerra può essere anche “Santa” e onorevole, il brigantaggio è sempre ignominioso e punito con l’impiccagione. Comunque quello che mi preme sottolineare è che la nostra società ha sempre accettato un certo livello di violenza, assimilandola a una sana esuberanza, e limitandosi a punire (oggi) solo gli atti estremi. Questa manifestazione d’impotenza da parte dell’ordine costituito potrebbe incoraggiare una deriva medievale, con la proliferazione di eserciti privati e di giustizieri della notte. La violenza cresce sulla violenza, come la corruzione cresce sulla corruzione. L’impunità incoraggia il delinquente e l’onestà non paga. La dittatura del mercato poi finisce per scatenare tensioni e ulteriori violenze. Tutti sanno che è necessario cambiare qualcosa, ma nessuno ha veramente il coraggio di farlo.

  2. deorgreine ha detto:

    Da parte mia, oltre che esser rimasta colpita dalla tua poesia Guido, mi sento di dire che ogni forma di violenza non va ssecondata e va condannata, ancor prima che essa abbia luogo; va condannata per principio, perchè non c’è necessità di scontro se prevale il buon senso, la mediazione, la conoscenza e lo scambio attraverso il confronto. Non ce ne sarebbe alcun bisogno. Gli spazi della Terra sono della Terra, non dell’Uomo e vanno visti senza brama di appropriarsene, di esercitarvi il potere. La stupidità umana si manifesta là dove non si percepesce più il senso vero del vivere e si va alla deriva cercando il senso nel potere, nella prevaricazione sull’altro, nell’aggressività fine a se stessa o finalizzata ad acquisire potere, per poter esercitare altra violenza in modo da mantenerlo. E’ stupido. L’Uomo è così piccolo quando usa l’intelletto per sacrificare ciò che di meglio la natura gli ha donato, ovvero per distruggere se stesso ed i suoi simili con atti violenti e pensieri d’ambizione e feroce prevaricazione. La parte peggiore dell’umanità risiede nel suo essere violenta, con le parole, con il pensiero e in fine con i fatti. Il regresso della specie sta in questo. E se ne ha la prova ogni volta che il diverso si affaccia sulla soglia e chiede di entrare. L’intolleranza ed il razzismo sono quanto di più difficile c’è da estirpare dalle coscienze degli uomini, di tutti gli uomini. E hai ragione Giudo a dire che il nazifascismo è profondamente radicato nelle culture occidentali e che c’è da dover rimanere vigili e da continuare ad averne paura. Penso a quegli immigrati che sono stati rimandati al mittente, causando la morte di alcuni di loro proprio da un nostro civilissimo governo democratico. Questi sono segnali da non sottovalutare, perchè è in questi atti che rischiano di passare in sordina, che si cova e si cresce il germe peggiore dell’animo umano.

    • guido mura ha detto:

      L’uomo è un animale in evoluzione, Deorgreine, ma sembra di capire che il Potere desideri conservarne le pulsioni violente, per poterle utilizzare a suo vantaggio, anziché pensare a favorire il lento affinamento e ad appianare il cammino verso la civiltà. Se ci pensi, si comporta come il padrone di un cane da guerra, che addomestica la sua belva senza rinunciare a stimolarne gli istinti sanguinari. Penso che il contrasto della violenza sia prioritario, se l’uomo vuole garantirsi un vero e lungo futuro.

  3. deorgreine ha detto:

    Guido, scusami, ho sbagliato a scrivere il tuo nome nel commento. Chiedo venia, trattasi di refuso. 😛

  4. carmilla50 ha detto:

    tutto vero, disgraziatamente…non è certo confortante sapere di vivere in una società come questa. il razzismo, poi, è frutto dell’ignoranza, intesa come non-conoscenza, naturalmente; perchè, sempre, si ha paura di ciò che in qualche modo appare “diverso”. e invece, le diversità sono positive, perchè possono arricchire il bagaglio culturale dei vari popoli…
    purtroppo, non è così immediato cambiare la mentalità della gente………….

    • guido mura ha detto:

      Le diversità sono positive, ma accettarle non deve significare rinunciare alla propria cultura. Le culture, quando entrano in contatto, devono essere compatibili, altrimenti si rischia di perdere secoli nel cammino verso la civiltà. Se una cultura primitiva prevale su una avanzata, possono verificarsi dei disastri. Rispettare una cultura “diversa” non deve significare rinuncia a favorirne l’evoluzione verso forme più progredite. Il problema di oggi è che l’Occidente non ha più propri valori da proporre, oppure questi sono resi poco credibili dalla loro sistematica disapplicazione. Per cui si perde la capacità di penetrazione culturale e ci si difende mostrando le zanne. Un atteggiamento di questo tipo alla lunga è perdente e si rischia veramente di essere colonizzati da ideologie che pensavamo proprie di altre epoche storiche. A quando il ritorno dei sacrifici umani, della teocrazia, del predominio del maschio, delle guerre tribali generalizzate?

      • carmilla50 ha detto:

        ehm…riguardo al predominio del maschio…beh, in certi ambiti c’è…eccome se c’è…molto sottilmente, magari; in modo molto sfumato, forse; però c’è.:)

        o forse si può parlare di una certa discriminazione.. In ambito lavorativo, io stessa l’ho riscontrato…avrei qualcosa da dire…

        Ad un colloquio per un posto di lavoro ( e non mi riferisco ad un impiego pubblico) mi dissero chiaro e tondo che preferivano un uomo ad una donna perchè, guarda un pò, può succedere che una donna si sposi e resti incinta ( mi chiesero infatti se ero fidanzata, per caso…meno male che non mi chiesero di farmi legare le tube, eh..) , e ciò può creare problemi, perchè magari ha più necessità di assentarsi dal lavoro, e quindi non “rende”..giusto?:)

        più in generale, nella società, abbiamo tutti quanti sotto gli occhi l’uso che si fa del corpo femminile per pubblicizzare prodotti vari, che il più delle volte non c’incastrano nulla con il corpo di una donna…ovvio, naturalmente, che noi donne dovremmo essere le prime a non accettare questa strumentalizzazione e soprattutto a non prestarci ad essa:)

        preciso che non sono femminista in senso stretto…ma certe cose sono intollerabili…come moltissime altre, del resto.

  5. carmilla50 ha detto:

    P.S.= il frattale lo hai fatto con Apophysis?:)

    • guido mura ha detto:

      Sì, Carmilla, e ti ringrazio per avermelo segnalato. Apophysis è veramente straordinario, soprattutto per la possibilità di modificare forme di base già interessanti. Qualcosa di simile riuscivo a ottenerlo lavorando con i filtri di photoshop. Ma dovevo disegnare alcune forme geometriche da elaborare. Qui è molto più semplice.

      • carmilla50 ha detto:

        🙂
        sono contenta che ti piaccia…questo perchè spesso la gente vede questi miei “disegni”, chiamiamoli…e dice: ma il programma è troppo difficile da usare…e invece non è così difficile…basta avere la pazienza di provarlo, e di sperimentare..:)
        quindi, è bello trovare qualcuno che sperimenta senza scoraggiarsi:)))

  6. wolfghost ha detto:

    Pare che perfino il fenomeno dell’immigrazione sia in calo “grazie” alla crisi: perché lasciare un paese per un altro che è in gravi difficoltà? Meglio allora direzionarsi altrove.
    Quanto scrivi è vero e incontrovertibile. Certamente, parlando per statistiche, tra gli immigrati c’è un tasso di delinquenza superiorie, non c’è nulla di strano in questo: il paese che viene lasciato è quasi sempre arretrato, un po’ come lo era l’Italia un secolo fa, e si sa che più arretrato è il paese più è facile (ma non scontato) che il tasso di delinquenza sia più alto. Ma non è questo il vero problema, chiudere le frontiere è anacronistico, se non inattuabile. Se le forze dell’ordine e la giustizia funzionassero, questi problemi non esisterebbero o sarebbero comunque sotto controllo.
    Sui rom il discorso è un po’ diverso. Che io sappa, i rom, per definizione, rifiutano per primi l’integrazione volendo mantenere lo stile di vita originario come popolazione nomade. Non mi risultano infatti da questo punto di vista grandi successi nemmeno negli altri paesi. Questo non vuol dire ovviamente che debbano essere allontanati, è necessario “semplicemente” tenere a mente questo aspetto della loro cultura.

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      caro Wolf, l’integrazione è cosa difficile e va incoraggiata con intelligenza. Le tradizioni e la cultura vanno rispettate, ma se è tradizione commettere un reato, non per questo si deve accettare il reato, soprattutto se a svantaggio delle fasce più deboli della popolazione. La tolleranza delle istituzioni nei confronti della violenza genera tentazioni di autoerogazione della pena, soprattutto da parte delle classi meno colte e meno coinvolte da una visione politica progressista. Sappiamo già che denunciare un furto è un’inutile perdita di tempo. Ci si limita ormai a denunciare gli omicidi, per il resto ci si deve arrangiare con l’autodifesa o comunque con proprie risorse. I vip e i politici dispongono di guardie del corpo. E’ vero che una parte delle etnie di immigrati rifiutano l’integrazione, ma questo non dev’essere un alibi per non far niente. In altri paesi molte comunità rom sono diventate stanziali e vivono in case in muratura. Vengono incoraggiate le attività che non siano in contrasto con la legge. E’ caratteristico dei popoli non integrati considerarsi superiori e più astuti (per una sorta di rivalsa psicologica) usando il popolo ospitante come una specie di mucca da mungere. Il furto e l’inganno sono leciti nei confronti dei diversi. Alcune delle attività tradizionali dei rom (lavorazione dei metalli, musica), se non manifestamente illecite, devono essere consentite e incoraggiate, le altre devono essere contrastate seriamente; non farlo significa autorizzare indirettamente i pogrom. Le attività da artista di strada, assolutamente innocue, devono essere regolate e autorizzate, non lasciate in gestione alla malavita.

  7. cristina bove ha detto:

    mi complimento per l’attualità profetica del tuo post di allora.
    in quanto al razzismo, credo che tu ne abbia dato la misura, ma razzismo è soprattutto il non rispetto di altre modalità di esistenza, retaggio di certi principi religiosi dogmatici e integralisti. di filosofie surrettizie, di sistemi economici che garantiscono i potenti e sfruttano risorse a sfavore dei poveri.
    siamo tutti colpevoli. struzzi in un deserto di sabbia.
    basterebbe leggere: “I volenterosi carnefici di Hitler” per averne conferma.

  8. germogliare ha detto:

    Che dire, sempre interessante passare da te.
    Mi chiedo spesso perché nel modo non ci sia posto per tutti e perché ci sono persone che provano interesse a sacrificare altri per un proprio bene. Non amo generalizzare, assolutamente, ma il razzismo e la truffa, tante volte sono talmente vicini a noi che non c’è bisogno neanche di guardare per strada. E se è difficile combattere questi mali in casa, figuriamoci fuori.

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