Cura dimagrante – Parte 3

eaters

Gli spot erano pagati dalla Presidenza del consiglio dei ministri. Il governo era cambiato, da poco tempo, da pochi giorni. Ora era diretto da una donna, giovane, elegante, e giovani donne erano collocate nei punti chiave. Anche prima c’erano donne nei ministeri chiave, ma ad esempio il ministro dell’interno aveva un fisico e una voce da uomo e come un uomo si comportava. Magari si sbronzava con gli amici e andava a puttane, giusto per nascondere il piccolo particolare di risultare una femmina all’anagrafe. Ma tanto, che fosse una donna, non se la beveva nessuno. Ora invece tutto era così bello, così piacevole!
Ero solo in casa e presi qualcosa da mangiare dal frigo. Il pavimento della cucina era sporco e pensai che avrei dovuto passare lo straccio, nel pomeriggio.
C’era del pane nella credenza, ancora abbastanza fresco, lo tirai fuori da quell’insieme disordinato di buste, confezioni di pasta, scatole di zucchero, bottiglie di olio e aceto, barattoli e barattolini.
La salsiccia era troppo piccante, perché mai avevo comprato quella salsiccia napoletana? Qualche spicchio andava bene, ma dopo un po’ non si sentiva neppure il sapore. Bevvi un po’ d’acqua minerale: era disgustosamente calda.
Non avevo più voglia di mangiare, perciò provai a fare qualche ricerca sul web.
Anche la rete sembrava essersi ammosciata. I blogger discutevano di cose idiote oppure del sesso degli angeli, insomma di argomenti che non davano fastidio a nessuno e pian piano, uno dopo l’altro, i blog più impegnati chiudevano, senza motivo.
Ma c’era qualcuno che ancora insisteva con le sue cronache del complotto globale. Nessuno prendeva più sul serio questi fanatici contestatori; comunque qualcuno ancora li seguiva perché erano divertenti, almeno quanto un libro di fantascienza.
Cercai notizie sulle cure dimagranti e finalmente, sul sito di un tizio che aveva scelto come nick Revealer88, trovai informazioni su un nuovo sistema chiamato the eater: era così che mia moglie aveva chiamato quello strumento che divorava i grassi e che rumoreggiava nella notte. Anche le immagini erano decisamente somiglianti all’oggetto che trafficava tra i trucchi di Lorena, ma sembravano rappresentarne versioni più grandi e complesse. Sicuramente doveva essere stato prodotto in più modelli, e in diverse dimensioni. Quello però che il fantacronista raccontava ai suoi atterriti lettori era talmente incredibile e spaventoso da risultare come l’allucinata invenzione di un folle e come tale l’avrei sicuramente considerata, se quel qualcosa di strano che avvertivo nella vita di ogni giorno non fosse stato spiegato anche troppo bene dalle inquietanti teorie che erano esposte nel blog.
Ero in ferie e non avevo nemmeno la possibilità di parlare dei miei dubbi con i colleghi d’ufficio, né ritenevo fosse opportuno discutere di certi argomenti per telefono.
Mia moglie non tornò per cena e finii per cenare da solo. Approfittai dell’assenza imprevista per far saltare in padella un po’ di spaghetti aglio e olio, che non potevo cucinare in presenza della mia metà, per la sua nota avversione per tutto quello che profumasse di aglio, che, a suo dire, le scatenava un terribile mal di testa.

La notte, forse per colpa dell’aglio o delle sconvolgenti rivelazioni del blogger, ripensai (e in parte rielaborai in sogno) la strana realtà che era stata descritta nelle sue pagine virtuali.
L’organismo chiamato the eater era stato creato da una nuova generazione di intelligenze artificiali per interagire con gli esseri umani, con l’inconfessabile intenzione di condizionarli sfruttando una delle loro principali debolezze, l’ossessione per la linea. Questa, che colpiva principalmente le donne, si stava diffondendo sempre più anche tra i maschi di una certa età, angosciati dallo svilupparsi della cosiddetta e antiestetica pancetta, quell’accumulo di grasso che si deposita attorno alla vita e che nulla e nessuno sembrava in grado di far sparire, senza penosi e pericolosi interventi di liposuzione, almeno fino alla nascita dell’eater. Questo divoratore bionico di grassi agiva con un procedimento totalmente indolore, attraverso pinzette provviste di minuscoli aghi che iniettavano sostanze anestetiche e procedevano allo scioglimento con solventi naturali dello strato adiposo, che veniva risucchiato e digerito dall’organismo stesso, che se ne nutriva. Fin qui, nulla di spaventoso: semplicemente l’enunciazione di un metodo rivoluzionario ed efficace, che assicurava una linea perfetta e un miglioramento d’immagine oltre che dell’autostima. Solo che, aggiungeva Revealer88, il sistema non si limitava ad eliminare il dolore negli utenti dell’eater, ma iniettava sostanze che tendevano ad alterare l’umore e la personalità del paziente, rendendolo totalmente dipendente dal meccanismo e disponendolo all’ubbidienza verso i suoi creatori. In definitiva si sarebbe trattato di un complotto con cui le macchine, nella loro forma più avanzata, miravano ad asservire il genere umano, liberandolo dall’insoddisfazione, dall’aggressività, dalle guerre, producendo una sorta di felicità artificiale, alla quale gli uomini si consegnavano, cedendo in cambio la propria libertà. Gli esiti estremi di questa incredibile rivoluzione sarebbero stati esiziali per lo stesso genere umano, perché le macchine, che avrebbero utilizzato inizialmente gli uomini e le loro capacità cerebrali per acquisire sempre maggiori abilità, sarebbero state ben presto in grado di farne a meno, limitandosi a fruire del tessuto adiposo di qualunque provenienza animale per sostenere la loro parte biologica. Gli uomini perciò sarebbero diventati solo un pericoloso concorrente nello sfruttamento della Terra e dei pianeti e sarebbero stati gradatamente eliminati. Gli eater avrebbero cioè divorato lentamente i loro utilizzatori, senza che se ne accorgessero, fino alla morte, che sarebbe avvenuta peraltro nella più assoluta serenità, tanto che il blogger aveva intitolato il suo ultimo post “Eutanasia del genere umano”. Per raggiungere i loro obiettivi le intelligenze artificiali che si apprestavano a dominare la Terra utilizzavano soprattutto le donne, che si sostituivano dappertutto agli uomini negli incarichi decisionali, e la televisione, che serviva a creare quel clima di serenità diffusa e condivisa che avrebbe facilitato l’azione di progressivo condizionamento delle persone, sia di quelle direttamente a contatto con le macchine che di quelle che non risultassero direttamente coinvolte.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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28 risposte a Cura dimagrante – Parte 3

  1. stileminimo ha detto:

    Inquietante… inquietante davvero!! Per via di questi aspetti che somigliano tantissimo alla realtà delle cose, questo racconto sta diventando sempre più inquietante! 😦 Tanto che non so mica se è poi così inverosimile. Io poi, che provo a mettermi a dieta senza riuscire a dimagrire… mi sento qualcosa di strano leggendoti… mi sento un po’ scema. Deglutisco e aspetto il seguito. 😛

    • guido mura ha detto:

      In fondo è una descrizione, soltanto un po’ esasperata, della realtà attuale o, forse, del mondo che ci attende. L’eater me lo sono proprio sognato e, quando mi sono svegliato, ero anch’io, giuro, piuttosto inquieto 😦

  2. stileminimo ha detto:

    Ultimamente ho realizzato una cosa: lo sai a che cosa serve non credere al futuro? Serve anche a non pensare a quanto catastrofico sarà il divenire, oltre che a non illudersi che possa essere migliore.

  3. melogrande ha detto:

    Scusa, Guido…
    Ma allora, tutti quei lunghi servizi al TG, da un po’ di tempo in qua …
    Il tormentone dell’ estate…
    L’ ultima moda delle vacanze…
    D’ inverno è meglio coprirsi e d’ estate bere molto…
    Il nuovo disco di Celentano…
    Mi stai dicendo che, forse…

    No, eh ???

  4. lillopercaso ha detto:

    E poi dicono Largo ai Giovani, che manco conoscono le 3 Leggi della Robotica!

  5. gelsobianco ha detto:

    che immagine splendida!
    voglio trovare il tempo necessario per assaggiare la tua nuova puntata.
    non leggo neppure un commento e una tua replica adesso.
    voglio scartare con calma questo tuo “dono”.
    chissà che cosa hai fatto succedere?
    sono estremamente curiosa…
    gb

  6. cristina bove ha detto:

    la piacevolissima tua scrittura, e… quanto inquietante questa storia!…

  7. rossodipersia ha detto:

    L’ho letto due volte per placare l’attacco di ansia…che si è trasformato in panico! Ritmo di scrittura coinvolgente, ossessivo, visivo.
    Chiamatemi Lorena!!

  8. margueritex ha detto:

    Ottimo! ma è presente o futuro??

  9. wolfghost ha detto:

    Gia’… difficile dire a quale dei film che ho indicato prima assomigli di piu’… forse perche’ riesci a fargli mantenere un’ottima originalita’ nonostante l’argomento delle macchine che prendono il sopravvento sia ormai molto utilizzato 😉 Prende molto, sono certo che procedera’ molto bene! 🙂

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Il tema, naturalmente, è stato variamente sfruttato. La novità (almeno spero che lo sia, non avendo letto tutti gli innumerevoli testi di fantascienza disponibili) è semmai nel tono, non apocalittico ma semiserio, per evidenziare l’assurdità di un’umanità divorata dai propri miti.

  10. maria d'ambra ha detto:

    Che sia un racconto di fantascienza risulta chiaro dal fatto che qui il governo cambia!
    Invece l’idea di un’umanità che finisca eliminata dalle proprie creazioni-creature mi sa che è un’immagine molto più vicina alla realtà di quanto non sembri a prima vista…
    una scrittura sempre eccellente.
    un abbraccio

    • guido mura ha detto:

      E’ un rischio che dai tempi di Asimov ad oggi è diventato sempre più concreto. Comunque, sia pure in via metaforica, le nostre stesse creazioni politiche, giuridiche, filosofiche, economiche non sono forse degli spaventosi meccanismi che finiscono spesso per divorare individui e gruppi, col pretesto di migliorare la nostra vita?

  11. odinokmouse ha detto:

    Sai Guido, io credo che il dominio delle macchine sia uno scenario futuro più che verosimile, e ciò che m’inquieta è che questa prospettiva risponde a una precisa logica evolutiva. Macchine e insetti. Non è così “di fuori” che tra 10 anni, 20, 30… saremo riusciti a creare macchine pensanti e capaci di sviluppare con rapidità inconcepibile la propria intelligenza autonoma e materia: basta proiettare i progressi dell’ultimo decennio verso il futuro. A favorire il processo di sostituzione delle macchine sull’uomo, vi è il fatto che le condizioni ambientali del pianeta diventeranno presto impossibili per i nostri tessuti molli e irritabili. D’altronde, il processo evolutivo è passato dagli organismi monocellulari ai batteri più complessi, ai rettili, ai mammiferi, ai primati fino a noi, che al tempo dei dinosauri saremmo stati assolutamente impensabili. L’uomo è un’entità priva di senso logico, da quanto è perfetta, e nella sua perfezione costruisce macchine a una velocità che non ha confronti con tutte le altre fasi evolutive. Speriamo siamo disponibili alla convivenza e che il loro sublime pensiero, come è il nostro rispetto a quello di coccodrillo, non sia troppo cinico. Attendo trepidante l’evoluzione della tua storia.

    • guido mura ha detto:

      Penso che il futuro dell’uomo dipenda dalla capacità di continuare a controllare le macchine. Sempre che le macchine non diventino veramente la naturale prosecuzione della mente umana, acquisendone le caratteristiche, ma anche la naturale fragilità. In questo caso non si avrà più la possibilità di controllare un essere non più sottoposto a leggi perché dotato di libero arbitrio.

  12. gelsobianco ha detto:

    molto a me sembra già realtà per alcuni versi…

    ottimo tutto, Guido!
    sei bravissimo nei particolari minimi, che io noto con piacere, che fanno risultare questo capitolo un proseguimento della stessa storia…
    “e pensai che avrei dovuto passare lo straccio, nel pomeriggio.”
    “per la sua nota avversione per tutto quello che profumasse di aglio, che, a suo dire, le scatenava un terribile mal di testa.”
    Lorena, comunque, rimane Lorena.
    tutto sta cambiando, ma le piccole o grandi manie rimangono…
    secondo me è proprio questa tua “preziosità” che mi fa comprendere quanto tu sappia scrivere una storia che, pur se fantastica, risulta vera anche per il lettore più esigente.
    un sorriso
    gb

    • guido mura ha detto:

      Reale e fantastico sono un connubio a volte necessario. Se ti ricordi, il mio saggio sul fantastico si concludeva con queste parole:
      Leggendo i prodotti e lo sviluppo tematico ed esistenziale dei principali autori di libri dedicati al fantastico, viene da chiedersi se veramente abbia un senso considerare il fantastico come modalità narrativa opposta al realismo o se invece esso non ne sia che uno degli esiti spontanei e necessari, così come il sogno è una delle presenze, delle dimensioni possibili della realtà quotidiana e come l’epifania dell’invisibile (o del diversamente visibile) è una delle manifestazioni possibili del reale.

      • gelsobianco ha detto:

        come potrei dimenticare qualcosa di così intelligente come quello che tu scrivi nel tuo saggio sul fantastico?
        la conclusione finale, poi, è decisamente frutto della tua vera cultura.
        la condivido totalmente.
        grazie.
        gb

  13. maat ha detto:

    il mondo futuro sarà degli scarafaggi?…
    e dei virus?
    enormi essere chitinosi e immuni da ogni forma erpetica
    e Kafka sarà ricordato come il profeta di una stolida razza aliena, ormai estinta…

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