Feux d’artifice

fuochi frattali

Fuochi frattali

Feux d’artifice
pour la fête de qui ?

                        L’esclavage peut-être

un mondo di plastica molle
e angoscia vera
                  no escapeway sir

feux d’artifice
à la rive du lac

figlio di questa angosciosa incertezza
getti d’acqua beffardamente spruzzati
accecato dai suoni
favolosi nel cranio
che battono veloci
e furiosi ti assalgono

cerchi una via di fuga
luci – morti improvvise e improvvide
introvabili storie
indicibili musiche

scardinate violenze
         inerpicate
e tuffate nel cogito
disseminate e perse
senza pudore

abbandonati – sogna
non cercare – rinuncia alle parole
il futuro ti perde ed il presente
non si ferma a guardare

nella notte abbagliata
tra i rami uccelli cantano
all’alba finta

helpless – disperato
inibito – fiaccato
solo dinanzi ai fuochi del potere
ai miti ai giochi
frastornato – incantato
                  invogliato alla resa

anche i sogni ora espongono
bianchi vessilli e pure la bellezza
si rivela ingannevole
come una fiaba

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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36 risposte a Feux d’artifice

  1. stileminimo ha detto:

    E’ una di quelle cose che ti da la sensazione di essere inappellabile… nel senso che è talmente vera, che una si rassegna anche; tanto, che altro rimane da fare? 😦

  2. massimobotturi ha detto:

    mi piace molto quel verso…il futuro ti perde…
    solitamente la situazione viene ribaltata, siamo sempre noi a perdere il futuro, la voglio intendere come il riscatto, pur senza troppa enfasi, della persona.

    • guido mura ha detto:

      Quando un uomo si arrende, rinuncia a svolgere il suo compito, è sempre una grave perdita per gi altri, per gli uomini del futuro. Purtroppo la società e il potere obbligano alla resa troppe persone

  3. gelsobianco ha detto:

    Non so il perchè, ma la tua poesia ha fatto ritornare in me queste note e questo video.
    L’arte evoca l’arte.
    Grazie:-)

  4. gelsobianco ha detto:

    Un perchè c’è, in realtà.
    L’ho colto ora, con più chiarezza, riascoltando tutto e rivedendo questo video, accostandolo ai tuoi versi decisamente notevoli che mi hanno suscitato dolore forte.
    Quella tua chiusa… molto bella, ma disperata.
    Il mio perchè vero è la speranza!
    Sei sempre molto penetrante, Guido.
    gb

  5. guido mura ha detto:

    Splendido il video, gelso: esprime la disperata consapevolezza dell’instabilità umana. Bella la versione dell’Adagio, perfettamente studiato il montaggio delle immagini, alcune delle quali mi ricordano qualche mia vecchia foto. Ancora grazie.

    • gelsobianco ha detto:

      In quel video vi è la Speranza che l’uomo possa “salvarsi”.
      Quell’Adagio è splendido in tutte le versioni.
      Poesia e musica si sono sempre tese le loro mani ed hanno intrecciato le loro dita.
      Grazie a te, Guido.
      gb

  6. gelsobianco ha detto:

    La neve sta cadendo sul tuo blog.
    La vedi?
    L’incanto della neve.

  7. lillopercaso ha detto:

    Sono versi strazianti e belli di lucida follia; ma non farti prendere dal gorgo., livido.
    Io sai cosa farei? Camminerei, camminerei, camminerei, è la mia forma di meditazione.
    E soprattutto starei lontana dalle feste !!!

  8. guido mura ha detto:

    Hai ragione Lillo, dovrei camminare e invece sto quasi sempre a casa. Tutti dovremmo camminare e meditare. Comunque l’angoscia rimane, l’angoscia di un mondo che non si riesce a cambiare, in cui pochi dominatori hanno creato un sistema che schiavizza e sfrutta tutti gli altri uomini. Tutti auspicano una rivoluzione che dovrebbe sempre essere fatta dagli altri, da qualcun altro, e ogni tanto si riuniscono e festeggiano, forse per dimenticare di essere schiavi.

    • gelsobianco ha detto:

      Forse sarebbe il caso di iniziare la “rivoluzione” da se stessi.
      Senza questa rivoluzione, non si può fare nulla.
      E’ un qualcosa di molto pensato ciò che ho scritto.

  9. lillopercaso ha detto:

    No che non siamo tutti schiavi, Guido. E non perché ce ne siamo dimenticati. Nelle società come la nostra (dove ancora non si muore di fame e se non sei tra quella minoranza che muore di freddo dormendo tra i cartoni alla porta del metrò, e non sei ancora morto in un incidente sul lavoro o aspettando un ricovero in ospedale), uno può essere schiavo solo di se stesso.
    Quello che dici dei dominatori del sistema è verissimo, in questi giorni, poi mi sembra di sentire il cappio al collo; non ho nemmeno più voglia di scrivere un post. A volte per scuotermi dall’asfissia mi dico: chi se ne importa, è una giungla e sono ancora viva. poi mi rendo conto che quel chisseneimporta ingrassa il regime. Resistiamo nel quotidiano, come sempre.
    Però l’Adagio in sol minore vale anche per loro, e giurerei che più di te e di me grideranno ‘Roba mia, vientene via con me’. Anzi, loro lo stanno già facendo.
    Anche io sto sempre in casa, ma è perché non sto bene, e poi mi mancano le strade di Milano, o il mare. 🙂 🙂 🙂

    Ps: Ciao Gelsobianco!
    sapevate che quell’adagio è un bozzetto di Albinoni, riscritto e elaborato da un altro? L’ho scoperto l’altro giorno.

  10. guido mura ha detto:

    Se ci sono alcuni dominatori, Lillo, gli altri possono essere solo schiavi, anche se magari qualcuno pensa di poter sfuggire in qualche modo alle logiche del potere; ma riesce veramente a sfuggire? Se il potere economico universale è in grado di strangolare uno stato, come potrà essere veramente libero un singolo cittadino di quello stato?
    Grazie per la notizia su Albinoni: a dire il vero non lo sapevo 🙂

    • gelsobianco ha detto:

      Devo indagare meglio sull’Adagio di Albinoni.
      Questo è in G minor…
      Sorriso

    • lillopercaso ha detto:

      Io mi sento schiava del mio corpo, del tempo che mi porta via le persone care, dei capricci della Terra e persino del Cosmo; e questa brutta sensazione è dovuta al fatto che non mi sento un tutt’uno con il resto. Svantaggi del cogito sopra citato.
      Come entità politica mi posso sentire schiava, sì, o meglio burattino. Ma non è una condizione dell’animo. E per te?

      • Guido Mura ha detto:

        Secondo me non dobbiamo annullare la nostra personalità in favore di un’ipotetica e innaturale fusione con l’universo. Al contrario è proprio l’esaltazione delle nostre facoltà individuali che contribuisce ad arricchire il mondo. Se ci si annulla nell’indifferenziato non si raggiunge la pace cosmica (nemmeno la natura sta in pace, ma è in continuo movimento). Se l’uomo si arrende a una vita da formica, l’umanità non ne avrà un vantaggio, ma si cristallizzerà nella forma attuale, senza progredire. Utilizzare il proprio intelletto fino ai suoi limiti, ribellandosi perfino alla schiavitù materiale e alle forme organizzative regolari e accettate, è una delle forze che contribuiscono a migliorare l’uomo e a far progredire la sua civiltà.
        Quanto alla libertà, certo ci si può sentire liberi anche nella più profonda schiavitù. Per questo le più temibili dittature hanno sempre tentato di dominare il pensiero, prima che le azioni dell’individuo. Il sistema è stato descritto molto efficacemente da Orwell; ma i metodi usati dall’inquisizione avevano lo stesso scopo: annullare la libertà di pensiero. Oggi la società ha affinato le proprie armi e utilizza la pubblicità, l’intervento degli intellettuali di regime e le forme controllate di evasione di massa.
        Io mi difendo con l’immaginazione, creando con il pensiero altre realtà, come il vagabondo delle stelle di Jack London, ma rimango consapevole di vivere in una condizione di schiavitù e rifiuto il consumismo con il mio stile di vita. Certo non soffro la fame e il freddo, che ancora tormentano gran parte degli uomini di altre società; ma se accettassi di lasciarmi cullare nel dolce benessere che questa società ci ha concesso, dimenticando tutto quello che si agita al di là del mio condominio riscaldato, forse perderei anche quel pizzico di libertà che mi rimane.

      • gelsobianco ha detto:

        Io non mi sento schiava in realtà!
        Mi giudicherete stupida!
        Può essere.
        Ho lottato molto per non sentirmi schiava comunque!

      • gelsobianco ha detto:

        Perchè, Lillo cara, “schiava” del tuo corpo e del tempo che ti porta via le persone care?
        Mi interessa veramente la tua risposta.
        🙂 gb

  11. gelsobianco ha detto:

    Andiamo a rivederci “Le ali della libertà”!

  12. gelsobianco ha detto:

    Guido, scusami, ma il tuo intervento delle ore 4:52 pm mi sembra tanto scontato.
    Già sentito e risentito.
    Conoscendoti, non riesco a comprendere…
    Tu non sei, per nulla, una persona scontata!
    Può essere che io non abbia compreso bene!

    • Guido Mura ha detto:

      La libertà dell’animo non impedisce che la propria realtà materiale sia inserita in una struttura schiavizzante: solo questo volevo dire. Molti di noi reagiscono, altri si adeguano. Farò un altro post, partendo dal Paterson di Williams, che affronta argomenti di grande attualità e forse tutto apparirà più chiaro.

      • gelsobianco ha detto:

        Grazie, Guido.
        La libertà d’animo ti dà la forza di reagire!
        Chi si adegua non ha libertà d’animo.
        Questo io volevo dire.
        Aspetto il tuo nuovo post!
        gb

  13. lillopercaso ha detto:

    L’Uomo si distingue (e paga) in quanto individuo pensante, no? Sennò sarebbe un’altra cosa.. e mica si sceglie.
    La mela… il serpente… è quella storia, no?

    Bè, per voi:

    • Guido Mura ha detto:

      Solo che chi pensa troppo può creare difficoltà alle strutture che dirigono il mondo e desiderano conservare l’assetto attuale delle cose. Per questo è utile massificare il pensiero e scoraggiare l’originalità e la freschezza in tutti i settori. Vincoli economici e difficoltà finanziarie, purché entro i limiti della sostenibilità, possono costituire un forte potere di conservazione.

    • Guido Mura ha detto:

      E’ anche un mio sospetto!

  14. lillopercaso ha detto:

    Macché, riprovo dopo.
    Ciao!

  15. gelsobianco ha detto:

    Sì, Lillo, tutto nasce da lì.
    Qui, però, il discorso si complica veramente troppo.
    Lascio la parola a Guido.
    Un abbraccio, carissima.
    gb

    • lillopercaso ha detto:

      gb, è buffo questo mescolarsi di commenti e risposte!
      Comunque: il tempo si porta via i miei parenti: il mio corpo, fino a ieri inossidabile, mi ha tradito; da che ho un figlio temo il terremoto, e la mia morte quasi più che la sua..
      e la paura rende schiavi. Non sono a quel punto, ma se devo pensare a una qualche schiavitù penso a questa.

      • gelsobianco ha detto:

        Dovresti riuscire a superare queste tue paure, cara Lillo.
        Con la paura esasperi le situazioni e ne divieni schiava.
        Devi fare un percorso per allontanarti da queste paure.
        Vivresti molto meglio.
        Un carissimo saluto
        gb

  16. lillopercaso ha detto:

    Sì, cara Gb, non so che mi succede, devo scacciarle prima che mi prendano. Forse è anche tutta questa inazione, la schiena mi tienE fErma, oltre che non lavorare – nemmeno in casa- ho anche il tempo di farmi prendere dallo sconforto. Spero di riuscire a raggiungere i miei a Milano, sennò caricherò il Mostrillo sul treno, lo consegnerò al controllore, e lo spediro là dove tutti lo aspettano, Gesù Bambino compreso! E io farò la cura del sonno e sarò come nuova, Eh?

  17. gelsobianco ha detto:

    Non avrai un po’ di depressione, cara Lillo?
    Dovresti farti curare per questo tuo malessere psicologico.
    Hai un’ernia del disco?
    Hai un’email a cui posso scriverti?
    Ti abbraccio.

    Scusa, Guido, per queste conversazioni un po’ OT.
    gb
    Buona serata per te e per tutti i tuoi lettori, Guido.

  18. wolfghost ha detto:

    Assomiglia in qualche modo ad una poetica dichiarazione di resa. Che poi non e’ sempre negativa. Quando non e’ possibile combattere, e’ meglio accettare.
    Molto bella 🙂
    http://www.wolfghost.com

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