Williams

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Tra gli inserti in prosa che William Carlos Williams (Rutherford 1883-1962) pone quasi come pianerottoli delle sue scalinate poetiche nel Paterson, il suo poema più famoso, ve ne sono un paio che si occupano della Federal Reserve e del suo potere economico. La contestazione di questo medico poeta, noto per le sue posizioni liberal e progressiste (per cui fu anche sospettato di filocomunismo), nei confronti dell’usura bancaria lo avvicinano stranamente all’ossessione per l’usura di un altro poeta, che fu suo amico, Ezra Pound, notoriamente collocato in un ambito politico molto diverso.
In un momento come l’attuale, in cui come ai tempi di Williams e Pound destra e sinistra tuonano contro le banche, può essere interessante leggere cosa scrivesse l’autore del Paterson nel suo poema, ricolmo di storia, grande e minuta, e di richiami alla vita quotidiana di una città degli USA.

Il Federal Reserve System è un’impresa privata . . . un monopolio privato . .. (con la facoltà) . .. concessagli da un imbelle Congresso . . . di emettere e regolare tutto il nostro danaro.
Si crea il danaro dal nulla e lo si presta al commercio privato (sempre lo stesso identico danaro a un alto tasso d’interesse), e anche al Governo quando ne abbisogna in guerra e in pace; per cui noi, il popolo, che rappresentiamo il Governo (in questo caso almeno) dobbiamo pagare l’interesse alle banche sotto forma di alte tasse.

. . . . . .
In altre parole, le Federal Reserve Banks costituiscono un Sistema Nazionale di Usura Legalizzata, di cui cliente numero uno è il nostro Governo, il più ricco paese del mondo. Ciascuno di noi paga un tributo agli accaparratori di danaro per ogni dollaro che guadagniamo con duro lavoro.
. . . In tutte le nostre emissioni di titoli l’interesse è sempre maggiore del principio. Tutte le grandi opere pubbliche costano più del doppio del loro costo effettivo, a cagione di ciò. Nel sistema attuale di svolgere commerci, NOI AGGIUNGIAMO SEMPLICEMENTE dal 120 al 150 per cento al costo stabilito.
Il popolo deve pagare in ogni caso; perché dovrebbe essere costretto a pagare due volte? L’INTERO DEBITO NAZIONALE E’ COSTITUITO DALLE SPESE D’INTERESSE. Se il popolo arriverà mai a pensare ai titoli e ai biglietti di banca allo stesso tempo, il gioco è fatto.

(Williams, Paterson, Milano: Edizioni Accademia, 1972, pp. 153-155)

Il sistema naturalmente non è limitato agli USA, ma è diffuso anche in altri stati, come il nostro.
Debito, interessi, speculazione e altre amenità costellano ormai da qualche tempo la nostra vita quotidiana e producono sentimenti di paura e instabilità. Né ci rallegra sapere che il debito italiano ha superato i 2000 mld di euro e che ognuno di noi ha sulle spalle un debito che probabilmente non sarà mai in grado di pagare. Parlare di libertà e democrazia in una tale situazione è come parlare di quote rosa in un paese dominato da fondamentalisti islamici.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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14 risposte a Williams

  1. stileminimo ha detto:

    Questa è molto, ma molto peggio delle storie noir… questa fa paura 😦

  2. graziagardenia ha detto:

    La realtà supera l’immaginazione. E tu scrivi sempre con molta classe.
    grazia

  3. gelsobianco ha detto:

    Non si vorrebbe neppure immaginare questa realtà.
    Bisogna esserne consapevoli però.
    Tu sai scrivere con indubbia qualità.
    Grazie.
    gb

  4. happysummersh ha detto:

    Certo che è vero, “non si finisce mai di imparare”, fino ad un paio d’anni fa neanche sapevo, ad esempio, che esistesse una cosa chiamata spread, e ora ho scoperto che invece condiziona non solo la realtà economica degli Stati ma… addirittura la mia vita (eh, la mia…)

  5. wolfghost ha detto:

    Be’, qui ho poco da dire. E’ cosi’. E il fatto che ci sia poco da aggiungere e’ la cosa grave…

    http://www.wolfghost.com

  6. cristina bove ha detto:

    Purtroppo queste informazioni non giungono mai alla massa del popolo, quella tenuta volontariamente nell’ignoranza.
    Dovrebbe essere letto alla televisione, a reti unificate, questo post.
    grazie
    cb

  7. gelsobianco ha detto:

    Concordo con quanto scritto da Cristina Bove!
    Tu, Guido, hai il dono dell’onesta lucidità!
    Grazie.
    Un abbraccio
    gb

  8. guido mura ha detto:

    Ringrazio tutti gli intervenuti: stileminimo, graziagardenia, gelsobianco, happysummersh, wolfghost, cristina bove. Vorrei aggiungere solo che l’economia è la materia a mio parere più assurda e angosciosa che l’uomo abbia prodotto. Chissà come verrebbe giudicata la nostra economia da occhi esterni all’uomo. E’ concepibile una ricchezza basata su convenzioni e supposizioni anziché su beni reali? E’ possibile un sistema che finanzia non chi è ricco e solvibile, ma chi è ritenuto esserlo? E perché gli Stati, che soffrono per l’esposizione nei confronti del potere finanziario, lo accettano e non fanno nulla per liberarsi dal debito? L’alieno che dovesse valutare il nostro sistema economico trarrebbe, credo, conclusioni non positive sulla sanità mentale del genere umano.

    • gelsobianco ha detto:

      Io non sono un alieno o un’aliena, ma dubito fortemente sulla sanità mentale del genere umano, anzi reputo proprio che il genere umano sia malato mentalmente.
      gb
      A quando la prossima puntata della tua storia, Guido?:-)

  9. lillo ha detto:

    Dovìè finito il mio intervento 😦 ? Non ricordo nemmeno cos’avevo scritto.
    Comunque: E’ possibile che sia qui spaparanzata anziché a far la rivoluzione? Sì,perché questo è il sistema balordo che fa avere la pancia più o meno piena e i piedi al caldo a tanti ; anzi, E’ STATO. saranno gli immigrati a farla per noi la rivoluzione se sapremo bonificare un po’ l’informazione. Via il Web.

    • guido mura ha detto:

      Certo, se la maggioranza vive tutto sommato con le sue comodità, con le pensioni, gli ammortizzatori sociali, il riscaldamento, qualcosa da mettere sotto i denti, la partita, il concerto, le manifestazioni per sfogarsi quando si è incavolati ecc., la rivoluzione non ci potrà essere mai. Vedremo quanti voteranno candidati meno rassicuranti di Monti o Bersani, che garantiscono comunque il funzionamento del sistema. Rivoluzione potrebbe significare rischiare la perdita del benessere rimanente per questioni di principio; ma anche lo stesso riformismo, se applicato davvero, comporta variazioni che sono viste con sospetto da tanti. L’occidente, e gli italiani in particolare, preferiscono la conservazione all’innovazione: hanno paura del nuovo e vogliono essere rassicurati, per cui un politico che parli di innovazione, di riforme, va benissimo, purché poi non vada ad intaccare veramente i privilegi di nessuno e tutti quelli che lo voteranno lo faranno perché pensano che intaccherà i privilegi degli altri.

  10. lillo ha detto:

    Ma quanto è lungo 7 sorelle? che sto aspettando di leggermelo tutto di seguito!

    Posso salutare qui anche i tuoi ospiti, oltre che fare gli auguri a te?
    Un abbraccio, caro Guido!

    • guido mura ha detto:

      Certo che puoi, Lillo! Quanto al racconto: sette sorelle=sette capitoli, manco l’avessi fatto apposta; e dire che pensavo che sarebbe stato il racconto più breve della serie di Jorg, invece poi le idee sono arrivate e, quando arrivano, bisogna lasciarle parlare. Insomma mi rimane ancora un capitoletto finale da scrivere (ed è già scritto in gran parte).

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