Visti da fuori

sarcodendron

Da: Sarcodendron – Pianta di carne

Gli uomini

L’uomo, a quello che mi sembrava di capire, era anche lui un animale, che però aveva sviluppato un linguaggio articolato e complesso, che consentiva di fare discorsi lunghissimi e complessi, in cui poteva far riferimento a cose vere e e reali e ad altre immaginarie e con cui elaborava e perfezionava teorie, cercava di convincere altri uomini allo scopo di procurarsi benessere e considerazione.
Dell’animale conservava un odore piuttosto disgustoso che emanava dai genitali e dalle ascelle oltre che dai piedi, ma si sforzava di nasconderli con abluzioni e altri odori gradevoli che chiamava profumi.Dopo aver intrapreso la conoscenza dei vocaboli e delle strutture linguistiche usate nel parlare umano, mi trovai a combattere contro le bizzarrie della civiltà dell’uomo e a scoprirne le intime contraddizioni.
Ebbene, questi esseri dotati di pensiero avevano creato un sistema di valori, basato su convenzioni, che dava origine a una disciplina che chiamavano economia. Attribuivano importanza di solito ad alcune sostanze che luccicavano, riflettendo cioè la luce, purché fossero di origine naturale e non prodotte artificialmente, a patto però che fossero sufficientemente rare. Queste sostanze erano l’oro o altri rari metalli e i diamanti, con altre pietre che venivano definite “preziose”. L’oro e i diamanti avevano particolari caratteristiche fisiche che rendevano interessanti questi materiali: l’oro era inalterabile all’aria, non si ossidava, e i diamanti avevano una durezza incredibile, ma esistevano sostanze artificiali in grado di riprodurre le stesse qualità, senza che venissero ritenute di particolare valore.
Gli uomini ritenevano di enorme valore anche alcuni oggetti che i più bizzarri tra loro ottenevano creando forme, a due o tre dimensioni, forme che non avevano alcuna funzione pratica, ma venivano disegnate o dipinte su una tela o una tavola di legno con la sola funzione di rallegrare o creare emozioni ad altri uomini che le vedevano. Solo da questo si potrebbe arguire la sostanziale irrazionalità di questa specie di animali. Ma loro creazione più folle e irragionevole fu quello che definirono “finanza”.
Anziché preoccuparsi di escogitare un metodo che garantisse una facile ed equa distribuzione delle risorse del pianeta che li ospitava, gli uomini inventarono il commercio, dapprima scambiando direttamente i prodotti, poi utilizzando pezzetti d’oro o di altri metalli, su cui imprimevano numeri e l’immagine dei loro re o altri simboli. Successivamente anche i pezzi di metallo furono sostituiti da pezzi di carta stampata, cui si attribuiva un valore convenzionale, perché in origine venivano legati alla quantità di preziosi o di beni reali posseduta.
In ultimo non si usò più per i grandi spostamenti di ricchezza neanche la carta moneta. Ma semplicemente ordini immessi in forma di impulsi elettronici in una banca dati: la notizia del possesso sostituiva addirittura il titolo fisico che corrispondeva al valore delle cose possedute.
A questo punto, il sistema finanziario rivelava la più totale assurdità. Potevano ottenere denaro solo quelli che erano considerati ricchi. Addirittura, era più importante essere ritenuti ricchi che esserlo veramente. Il mercato finanziario venne ad assomigliare sempre più a uno di quei giochi che gli uomini amavano, il poker, in cui era più importante l’opinione (o l’amore del rischio) dei giocatori rispetto al reale possesso di un valore.
In questo sistema aveva fondamentale importanza il credito. In definitiva, poteva accadere che una persona o azienda o stato molto ricchi venissero ritenuti al contrario deboli e instabili e che pertanto il loro credito si riducesse a un punto tale che fossero costretti a indebitarsi sempre più e diventare così realmente poveri: in questo modo l’immaginazione prendeva spesso così il posto della realtà e modificava la realtà stessa secondo le convinzioni di chi muoveva i flussi di capitale. Ugualmente assurdo era che pochissimi uomini detenessero la maggior parte della ricchezza reale o virtuale e addirittura folle era il rapporto di lavoro dipendente, in cui l’impiego era ritenuto tanto più sicuro quanto più il dipendente avesse una retribuzione bassa e quanto più scarsi fossero i suoi diritti.
Altra forma di comportamento irrazionale degli uomini era quello che chiamavano amore. Si trattava, pare di una spinta assolutamente incontrollabile, un tipo di attrazione che li conduceva a sospendere in larga misura i giudizi della ragione e a commettere azioni incomprensibili o in contrasto con ciò che sarebbe stato vantaggioso per l’individuo colpito da questa particolare patologia.
L’attrazione era di solito reciproca tra uomini e donne, ma qualche volta le attenzioni si esercitavano all’interno del medesimo sesso, cosa che era ritenuta per lo più anomala e riprovevole. Ciò nonostante questo tipo di amore, che era definito omosessuale, prosperava, malgrado l’opposizione che in genere veniva esercitata dalla società o dalla religione.
Altro problema era che gli esseri umani non erano tutti tendenzialmente monogami e pertanto si stabilivano relazioni complicate, che in alcuni paesi erano permesse, in altre sanzionate dalla legge. La situazione comunemente accettata era che un uomo si legasse a una donna e insieme creassero una famiglia. Ma visto che le relazioni di coppia erano piuttosto movimentate, si accettavano tacitamente relazioni dette extraconiugali, per cui l’uomo o la donna o entrambi facevano sesso con altre persone. Le coppie benestanti ricorrevano sempre più spesso al divorzio, per spezzare il matrimonio e creare una nuova coppia. Provavano così diverse soluzioni, almeno fino a quando non trovassero una soluzione più soddisfacente o non si fossero stancati di ricominciare nuove esperienze di coppia. Altra stranezza era la vergogna che gli uomini provavano nel mostrare alcune parti del proprio corpo. Di solito era considerato vergognoso e in alcune lingue si usava un termine di oscura origine, “osceno” per designare l’esposizione dei genitali o per mostrare atti sessuali espliciti. Per cui tutto quello che aveva attinenza col sesso veniva tendenzialmente nascosto. Nello stesso tempo, la visione dei genitali o del coito (così chiamavano l’atto sessuale, che conduceva a ingravidare gli esseri di sesso femminile) era ritenuta estremamente interessante ed eccitante, per cui se ne traevano spettacoli registrati, che si vendevano con discreta fortuna. Addirittura, la visione o la semplice narrazione dell’attività sessuale era spesso uno dei motivi di maggior successo anche di quei prodotti il cui fine era qualificato come artistico o estetico dagli esponenti più istruiti della comunità umana. Le femmine nascondevano la parte bassa del ventre e le mammelle, che servivano per nutrire i piccoli. L’azione dell’allattamento al seno non era però considerata oscena e pertanto accadeva spesso che donne che tenevano solitamente nascoste le mammelle con grande pudore le esponessero serenamente agli sguardi avidi dei maschi quando dovevano allattare i loro piccoli.
Altra parte del corpo di cui ci si vergognava abbastanza erano i piedi, che però potevano essere mostrati senza essere accusati di oscenità e che erano spesso fonte di morbosa attrazione. Accadeva comunque che le donne più emancipate mostrassero parti sempre più consistenti del proprio corpo senza vergogna e anzi si divertissero a mostrarle per gioco o per indurre l’eccitazione del maschio. I creatori di vestiti erano abilissimi nel consentire alle donne di mostrare porzioni del corpo che solitamente restavano coperte, così da sollecitare l’interesse dei maschi.
Questi strani animali erano soggetti a mutamenti della sensazione di soddisfazione, che non dipendeva solamente dall’aver mangiato o fatto del sesso. Alcuni provavano soddisfazione nella semplice percezione e considerazione della propria efficienza fisica e mentale o cercavano di accrescere la soddisfazione sottoponendosi a fatiche fisiche per gioco, ma a volte era sufficiente immergersi nell’acqua calda o stendersi al sole, cosa che peraltro sembrava gradita anche ad altri mammiferi, come ad esempio i gatti.

Altri non sapevano nemmeno cosa volesse dire sentirsi sereni e soddisfatti e cercavano di procurarsi queste piacevoli sensazioni attraverso l’assunzione di sostanze che miglioravano l’umore o creavano uno stato artificiale di gradevole esaltazione. Da tantissimo tempo usavano l’alcol o vari tipi di droga naturale, di origine vegetale. A questi si aggiunsero gli psicofarmaci e altre sostanze prodotte con procedimenti di trasformazione chimica della materia. Stranamente molte di queste sostanze vennero considerate illegali, il che permise a numerosi criminali di arricchirsi procurandole illegalmente ai consumatori.Ma la maggiore assurdità della cultura umana era il rapporto con la vita degli stessi membri della comunità degli uomini.

Veniva considerato come crimine, il più orrendo e riprovevole, il togliere la vita a un altro essere umano, ma poi questo diveniva lecito e addirittura meritevole di elogio quando la lotta costante che vigeva tra gli uomini sfociava in quello che era definito stato di guerra. Un gruppo di uomini, definitosi nazione, entrava in guerra contro un altro gruppo che veniva individuato come nemico. Allora, per assurdo, chi uccideva il maggior numero di nemici era ricoperto di lodi e riconoscimenti e chiamato eroe, per aver commesso le stesse azioni per cui in tempo di pace veniva chiamato assassino. La stessa assurda situazione si verificava quando gli assassini, individuati e imprigionati venivano condannati a morte. In questo caso era la società a eliminare con la violenza e seguendo una macabra ritualità gli assassini, vendicando cioè un crimine con un altro crimine considerato però legale. Confesso di aver molto riflettuto su queste e altre aporie della cultura dell’uomo, ma di non essere mai riuscito a comprenderne bene la logica.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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14 risposte a Visti da fuori

  1. stileminimo ha detto:

    Nemmeno io ne ho mai capito la logica, tanto che mi viene il dubbio che non ve ne sia davvero una. Ma esposte in questo modo limpido e oggettivo, sembrano ancor più illogiche, o forse molte di queste, appaiono semplicemente folli.

    • guido mura ha detto:

      Penso che prima o poi qualcuno metterà il genere umano in manicomio, se già non l’ha fatto: in fondo la terra è una grande e sovraffollata clinica.

      • stileminimo ha detto:

        …penso sia un po’ come dici, tanto che definire la follia mi è sempre sembrata una sfida ardua. Per me o siamo tutti matti, o siamo tutti savi. E la prima mi par più plausibile, in effetti.

  2. gelsobianco ha detto:

    Ah, mi pareva impossibile, amico mio!
    La vista mi aveva ingannato!

    Torno con calma a leggere tutto!
    Ti sorrido
    gb

  3. maat ha detto:

    considerazione lucida e perfetta dello stato deplorevole in cui versa l’umanità.
    ti lascio un link, molto interessante, il tuo articolo ne è una sintesi sorprendente:

    a presto
    m

  4. melogrande ha detto:

    Bello questo racconto, Guido.
    Ma in che genere lo cataloghiamo ?
    Fantascienza ? Gotico ? Horror ? Fantasy ?
    Come ?
    REALISMO ????

    Lo temevo….

  5. maria d'ambra ha detto:

    In questa egregia sintesi dei principali paradossi dell’umanità ciò che purtroppo spicca maggiormente è quanto il genere umano sia potenzialmente intelligente e materialmente stupido occupato com’è a crearsi di continuo divieti e pastoie varie in cui impantanarsi e anche morire, quando invece tutto potrebbe essere semplice e luminoso…
    ma essendo un comportamento totalmente privo di logica, chi ha una mente razionale non può far altro che tormentarsi in cerca di una risposta che non ci può essere…
    un abbraccio

  6. guido mura ha detto:

    E’ bello essere una pianta pensante e divertirsi a valutare gli uomini da un punto di vista esterno. Devo controllare il mio DNA, perché da un po’ di tempo mi sento in qualche misura un sarcodendron, e la cosa non mi dispiace.

  7. wolfghost ha detto:

    In realtà credo che l’uomo, inteso come specie, abbia nell’uso errato della propria intelligenza la causa dei mali che provoca a sé stesso, agli altri e all’ambiente. Nel primo Spiderman (scusa per la provenienza non proprio altamente culturale della citazione :-P) viene detto “Da un grande potere, derivano grandi responsabilità”, ed è proprio così: l’intelligenza è un mezzo, può essere di grande aiuto o di grande ostacolo a seconda di come la si usa.
    L’uomo in fondo agisce come gli altri animali, anche nelle altre specie ci sono lotte a volte anche fatali all’interno perfino dello stesso gruppo, ma ha sviluppato mezzi e conoscenze che se non vedono corrisposta un’evoluzione nel controllo del pensiero possono portare al disastro.
    http://www.wolfghost.com

  8. gelsobianco ha detto:

    Visti da dentro… terribili!
    Guido caro, questo è un OT!

    Un abbraccio
    gb

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