Al Parco delle cave

Milano - Parco delle cave

Parco delle cave

Fa freddo e un vento spira
che l’acqua raggrinzisce
il sole è un’illusione
al Parco delle cave
colori dell’inverno
tingono
                  stranamente
erbe cielo e sentieri
gente cammina in fretta
qualcuno in bicicletta
si muove per andare
mentre il cervello pensa per pensare
qualcuno si è stancato
orizzontali
                        lamine
sconosciuti animali in lento volo
portare a spasso il cane
annusando il respiro
della vita accerchiata
da case in lontananza
di un mondo divorato
                        incautamente
pare un sogno anzi un incubo sottile
popolato di mostri da mirare
diffusamente immersi
e rauco un gallo canta
a Cascina Linterno
ad Infernum
                        lontano
poggiati a pelo d’acqua
coccodrilli di legno
a incuriosire i bimbi
che sorridono ancora
finché non giunge il tempo per capire
che solo questo è il mondo che ci resta

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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11 risposte a Al Parco delle cave

  1. gelsobianco ha detto:

    “pare un sogno anzi un incubo sottile”

    Guido, sono stata colpita da questo verso questa notte!
    La poesia è sentita anche secondo i nostri stati d’animo.

    Torno.
    Ti abbraccio
    gb

  2. maria d'ambra ha detto:

    Ho sentito una grande amarezza in questi versi, ma anche una forte compassione, la partecipazione emotiva al tragico destino di ogni creatura vivente che si scontra con le avversità di un mondo ostile…
    un abbraccio

  3. cristina bove ha detto:

    dall’osservazione di un luogo può scaturire la poesia, la visione che ne fissa i particolari e proprio nell’evidenziarli dà loro altre prospettive…
    la vita, in fondo, se non fosse mediata dal pensiero, sarebbe solo un succedersi inconsapevole di eventi, sullo stesso orizzonte.

  4. Melanie Zoe ha detto:

    i miei luoghi 🙂

    • guido mura ha detto:

      Io sto a due passi da Piazzale Gambara; non ci metto molto ad arrivare al parco. Chissà, forse un giorno ti vedrò da lontano, sul tuo cavallo, mentre scatto foto digitali, a primavera.

  5. nuvoletta ha detto:

    “a incuriosire i bimbi
    che sorridono ancora”

    mi fermo sul sorriso di quei bimbi.
    sono una nuvoletta e posso farlo.
    non farò cadere la pioggia sulla loro infanzia.

    c’è la sensibilità estrema di un uomo vero in questi versi.

  6. gelsobianco ha detto:

    Io avverto, in questi tuoi bei versi, una “pietas” profonda, Guido.
    Sì. “Pietas” a cui attribuisco una “funzione memoriale”.
    “L’intuizione della caducità delle cose e la preoccupazione di salvarle trasportandole nell’eterno è infatti uno dei moventi più forti della concezione allegorica.” (Walter Benjamin, Il dramma barocco tedesco, tr. it. di Flavio Cuniberto, Einaudi, Torino 1999, p. 198.)

    E’ proprio in questo, secondo me, il fascino di questa tua poesia!
    Per te l'”eterno” è lasciare memoria… una memoria che possa essere utilizzata.

    Ti abbraccio e ti sorrido
    gb

  7. gelsobianco ha detto:

    Non smontare il mio ultimo commento con la tua vera cultura, Guido.
    Per favore!
    Io non sono una saggista di successo come te!
    A presto.:-)
    gb
    La mia “cultura” è internettiana anche…

  8. gelsobianco ha detto:

    “pare un sogno anzi un incubo sottile”
    bel verso significativo.

    io rileggo sempre.
    un sorriso, Guido.
    gb

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