L’autore – Parte 1

fogli

Assassini 12

Non fatevi illusioni: questo crudo e grottesco racconto non significa che mi sia totalmente convertito a un gusto e a un linguaggio più adeguati ai nostri tempi. Purtroppo continuo a scrivere poesie, per mia disgrazia, ma le ultime le pubblico su piazza di sogno, il mio vecchio blog su blogger. E ora si dia inizio alle danze…

« Qual è la nostra valutazione per il romanzo di Z ? »
« Non lo capisco: è un lavoro totalmente diverso da quelli che ci mandano di solito. Parla di un uomo e dei suoi problemi. »
« E a noi cosa ce ne fotte dei suoi problemi? »
« E’ uno che cerca d’indagare sulle motivazioni e sui misteri della sua vita. »
« Insomma, indaga senza essere un investigatore! »
« Esatto! »
« Allora non serve. In ogni romanzo deve esserci un vero investigatore, infelice e sfigato, che per sopportare orrendi traumi infantili si dà all’alcol o magari si droga, anche. Se poi ha commesso un omicidio di cui manco si ricorda, è ancora meglio. E poi la forma, vediamo la forma. Quanta parte del testo utilizza il discorso diretto? »
« Una parte esigua. I personaggi pensano, ragionano in maniera originale e profonda, divagano, ma parlano pochissimo tra loro. »
« Allora il lettore si annoia. Il dialogo deve essere frequente e diffuso. Ma dimmi: quante volte ha usato la parola cazzo nella prima cartella? »
« Nemmeno una. »
« E voi credete che qualche lettrice continuerà a leggere un libro senza trovare almeno tre o quattro cazzi in prima pagina? »
« Beh, forse… »
« No; lo lascerà perdere. Si parla di vomito almeno? »
« No! »
« C’è la parola nudo, usata anche a sproposito, riferita persino a oggetti o animali, buttata lì perché l’occhio libidinoso del lettore la intraveda a distanza e inizi a vagheggiare scene di lussuria? »
« Nemmeno! »
« C’è almeno uno stupro di minorenne, di cui poi ci si vendicherà nella seconda parte del libro? »
« No, non c’è neanche uno stupro. »
« Qualche sevizia, qualche dito amputato di netto, qualche pezzo di carne umana arrostita e divorata con sano appetito? »
« Ahi, no! »
« Qualche studentessa universitaria legata e frustata da un uomo bellissimo e maledetto? »
« Non ce ne sono. »
« Almeno qualche sana bestemmia toscana, di quelle che fanno cascare i santi dal cielo e incazzare la CEI? »
« Non mi sembra. »
« Insomma, cestinate questa merda: è invendibile! »

Il manoscritto finì, come forse meritava, nel cestino, insieme a tanti altri, sminuzzati, distrutti, fagocitati ed espulsi dal sistema, insieme alle idee, alle sofferenze, agli entusiasmi creativi, alle trovate geniali, ma anche alle improponibili cavolate, all’impresentabile liricume, al sentimentalismo e all’ovvietà più sfacciata, ai plagi più o meno evidenti, all’impreparazione tecnica o alle sofisticatezze gravose e illeggibili.

Ma io, Z, l’autore, non accettavo l’idea di essere costantemente cestinato, e questo era l’ultimo editore al quale avevo deciso di far gustare il mio capolavoro, forse perché era l’unico che dichiarasse pubblicamente di ricercare opere diverse e affascinanti, scritte in buona lingua e fuori dagli schemi. La mia talpa nella casa editrice mi aveva reso edotto in maniera ampia e circostanziata della mia sommaria e sfortunata valutazione e perciò iniziai a covare nei più profondi recessi del mio animo il desiderio di una truce vendetta.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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13 risposte a L’autore – Parte 1

  1. maria d'ambra ha detto:

    Speriamo che Z riesca a vendicare tutti gli amanti della bella scrittura, fluida ed elegante, senza uso del turpiloquio, senza le immancabili quanto superflue scene di sesso o la violenza gratuita o l’efferato spargimento di sangue, insieme a tutto ciò che ha reso barbara la parola contemporanea…
    un abbraccio

  2. melogrande ha detto:

    Una morte elegante, mi raccomando…

  3. wolfghost ha detto:

    ahahah un bellissimo inizio! 😀 Tra l’altro, inutile dirlo, mi ritrovo un po’ nello sfortunato protagonista (in questo primo capitolo almeno, perché ho idea che poi me ne distaccherò 😉 😀 ), non tanto perché i miei scritti (quali?) siano così, quanto perché probabilmente lo sarebbero se solo li scrivessi! 😛
    Un salutone e un caro augurio di serene Pasqua e Pasquetta 🙂

    http://www.wolfghost.com

  4. happysummers ha detto:

    Eh, un incipit molto realistico: se l’autore non ha la possibilità di essere ospite di Fazio, Gruber o almeno Giletti, credo proprio che non gli rimanga altro che uccidere, meglio ancora fare una clamorosa strage!

  5. carmilla50 ha detto:

    Z resterà sempre lo stesso scrittore; sono convinta che non si adeguerà ai diktat del successo letterario:)

    buona Pasqua!:)

  6. graziagardenia ha detto:

    TI ho scritto, usando la mail che mi hai indicato.
    A presto.
    grazia

  7. gelsobianco ha detto:

    “E ora si dia inizio alle danze…”
    e Z ha cominciato a danzare molto bene!
    …e così proseguirà!
    Guido, attendo che cosa la tua fantasia farà accadere!
    “di tutto!”… dico a me stessa.
    Ti abbraccio
    gb

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