La targhetta – Parte 1

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Riprendono le Strane storie, con un nuovo racconto in due puntate: spero sia di vostro interesse.

Il web è un’incredibile occasione di conoscenza. Ci si trova veramente di tutto: informazioni reali, immaginarie, desiderate e indesiderate. E’ un universo a cui bisogna accostarsi con curiosità, senza pregiudizi, ma anche con grande attenzione e prudenza. Può riservare incredibili sorprese, non tutte piacevoli.
Avete mai provato a scrivere il vostro nome, preceduto e seguito dalle virgolette alte, su qualsiasi motore di ricerca?
Intanto ritrovate tutti i vostri omonimi, saprete dove vivono, cosa fanno. Poi troverete tutte le citazioni del vostro lavoro, ovviamente se avete fatto qualcosa che venga segnalato sul web. Certo, se gestite una pompa di benzina o fate i turnisti in un call center (e non usate internet per discutere di politica o filosofia o per pubblicare le vostre ricette di cucina), difficilmente qualcuno parlerà di voi in rete.
E’ così? Non ci siete? Peccato! Vuol dire che la vostra attività non è segnalata da nessuno in nessuna pagina web pubblica. Magari siete presenti nei database, anzi sicuramente lo siete; ma quelli sono privati, appartengono alle ditte o aziende che vi hanno tra i loro clienti o fornitori, sono gli elenchi che le aziende vendono alle compagnie di pubblicità e che consentono a chiunque di trovarvi e rompervi i coglioni quando state mangiando, o quando siete al cesso o fate l’amore.

Così è capitato anche a me di controllare la mia popolarità sul web.

Il racconto completo è pubblicato in e-book, a cura di LOPcom Editore, col titolo Il bacio della maschera bianca e altre storie inquietanti, ed è disponibile presso i maggiori bookstore o presso il sito di LOPcom.

Sito di Amazon – versione per Kindle

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Sito di LOPcom – versioni per la lettura su Kobo – Apple – Google

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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22 risposte a La targhetta – Parte 1

  1. Lillo ha detto:

    Che strano ‘il tristo mietitore’, al maschile…

  2. germogliare ha detto:

    Copio Lillo, però anche io sono stata colpita dalla stessa frase… perché tristo mietitore?

  3. nuvoletta ha detto:

    La figura della morte è conosciuta da molti come Tristo Mietitore o Sinistro Mietitore e Cupo Mietitore (Grim Reaper).

    Bello, Guido, il tuo inizio!
    Tu sai scrivere!

    Ho guardato giù ed ho scorso il tuo post.
    Mi sono fermata!
    🙂

  4. carmilla50 ha detto:

    ehm…www.inmiamemoria.com – archivio storico digitale dei defunti. ho trovato questo sito tempo fa cercando non so più cosa, ma non ho avuto il coraggio di vedere se ci fosse anche la mia omonima, in questo archivio…inquietante, come minimo, direi…ehehehehe
    cmq è anche vero che cambiando strada ed abitudini…si possono fare scoperte interessanti, non sempre macabre tipo questa mia…ehehehehehe

    buona domenica!

    • guido mura ha detto:

      Avevo trovato anch’io qualcosa del genere: era una specie di cimitero virtuale. In questo mio sono oltremodo efficienti e si portano avanti con il lavoro 😉

      • carmilla50 ha detto:

        si si, un cimitero virtuale; fra l’altro, in questo sito che ho trovato io, pagando si possono…ehm…mettere fiori virtuali o forse anche lasciare messaggi (?) ai defunti…ora però aspetto di vedere che succede nel tuo…:)))

  5. melogrande ha detto:

    Dopo aver velocemente controllato su google (no, non ci sono notizie inquietanti sul mio conto, per il momento…), mi godo questa l’ inizio di questa nuova “strana storia”.

  6. stileminimo ha detto:

    Ho visto che ci sono delle mie omonime in giro, ma non molte. E sono vive, pare. Comunque quella faccenda del cambiare bar, del cambiare percorsi, mi piace. Io lo faccio sempre, ma proprio decido all’istante, come viene… però non ho ancora incontrato la targhetta.

  7. guido mura ha detto:

    Io invece qualche mortaccio ogni tanto lo trovo. Per quanto riguarda il resto, cambiare spesso strada può allungare la vita, disincentiva i sequestri di persona e poi è più divertente!

  8. wolfghost ha detto:

    ahah bello! 😀 Un inizio davvero interessante. L’idea di ritrovare tracce del… proprio futuro (e non proprio roseo) su Internet è la versione innovativa della preveggenza 😀
    Attendiamo il seguito… 😉
    P.S.: mi domando… quando inizi un romanzo o una storia breve… hai già esattamente presente la trama o almeno un’idea di dove andrai a parare? 🙂
    Ciao e buon inizio di settimana!
    http://www.wolfghost.com

  9. ioviracconto ha detto:

    Ogni volta che provo a digitare il mio nome e cognome su un motore di ricerca mi gira la testa. Solo nella mia città ci stanno almeno una quarantina di miei omonimi.
    🙂

  10. happysummer ha detto:

    Un brano molto avvincente, sembra che le frasi siano reali pensieri sorti spontaneamente nella mente e scorrono piacevoli fino alla parte finale che, improvvisamente, mi suscita inquietudine: già io tendo a dare “un’anima” al pc, chissà che non sia in grado di predire o predeterminare anche il nostro destino?!

  11. maria d'ambra ha detto:

    Caro Guido, anch’io sono un’appassionata dei Monthy Python… la scena del tristo mietitore è tra le mie preferite del film il senso della vita… è molto importante affrontare tutto ciò che ci spaventa con ironia e se via web inciampiamo casualmente in una targhetta mortuaria che porta il nostro nome, un sorriso scaramantico viene spontaneo… l’importante è non avere mangiato “la mousse al salmone” la sera prima!
    un abbraccio

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