La targhetta – Parte 2

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Com’era possibile?
Spesso accadono cose di cui non viene fornita spiegazione, avvenimenti incerti, non decrittabili, momenti di indecidibilità del reale, in cui l’immaginario si costruisce uno spazio riservato, piccolo ma giustificato, una specie d’irrazionalità razionale. A volte guardiamo fuori, nel grigio di una mattina di fine inverno, dopo essere andati in bagno, magari, o dopo esserci lavati il viso, irritati per il freddo che non accenna a passare, per l’acqua che lo scaldabagno elettrico non è riuscito a scaldare e che ancora ci ghiaccia le dita, guardiamo fuori dalla finestra insomma, cercando conferme al nostro esistere, alla normalità del procedere del mondo, della vita, e percepiamo un rumore, un rumore inatteso e costante, di cui non individuiamo l’origine. Cerchiamo di muoverci, magari cambiamo luogo, ci spostiamo dal bagno in una stanza, ma il rumore è ancora lì, identico, non ha mutato intensità, non mostra caratteristiche riconoscibili.

Il racconto completo è pubblicato in e-book, a cura di LOPcom Editore, col titolo Il bacio della maschera bianca e altre storie inquietanti, ed è disponibile presso i maggiori bookstore o presso il sito di LOPcom.

Sito di Amazon – versione per Kindle

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Sito di LOPcom – versioni per la lettura su Kobo – Apple – Google

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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21 risposte a La targhetta – Parte 2

  1. nuvoletta ha detto:

    Splendido!
    La nuvoletta si ferma qui questa notte.
    Sei bravo Guido!

  2. melogrande ha detto:

    Sono sempre racconti di gran classe, i tuoi, Guido.
    E si ha sempre voglia di leggere subito il resto…

  3. graziagardenia ha detto:

    Sei un E.A.Poe moderno, Guido. Mi spaventi divertendomi. Credo che questo ossimoro letterario sia molto difficile da raggiungere. E tu ci sei riuscito in pieno. Bravo veramente.

    • guido mura ha detto:

      Sarei felice di essere Poe, Grazia: solo che vorrei morire un po’ meglio! A pensarci bene lui ha fatto proprio una strana fine. Secondo me se l’è scritta e avrebbe dovuto far parte dei Racconti dell’incubo

  4. carmilla50 ha detto:

    uhm…inquietante, molto, conoscere in anticipo la data della propria morte…brrrrrrrrrrrr

  5. Lillo ha detto:

    Allora prenditela calma, Sherazado

  6. gelsobianco ha detto:

    Riprendo il commento di graziagardenia che saluto molto cordialmente.:-)
    Guido è anche un Poe moderno. Anche…
    Guido è un artista che riesce molto bene in tutto ciò a cui si accosta.
    Qui è stato bravissimo!
    Ha un’ironia incredibile.
    Un abbraccio, Guido!
    Un sorriso
    gb

    • guido mura ha detto:

      In realtà ho fatto un po’ di tutto, gelso. Mi mancano tante esperienze, come fare il sommozzatore o il paracadutista, ma c’è sempre tempo!

      • gelsobianco ha detto:

        Oh, sì. C’è un’esperienza che tu dovresti fare assolutamente!
        Beh, c’è sempre tempo!
        Hai ragione!
        Spero.
        Un abbraccio, Guido.
        Ti sorrido
        gelso

  7. wolfghost ha detto:

    ahah che incubooooo! 😀 Complimenti, è bellissimo! 😀 Mi chiedo come reagirei in una situazione del genere… certamente il mio nocciolo scettico alla fine avrebbe prevalso e mi sarei convinto di essere stato vittima di uno scherzo, magari, però… chissà, bisognerebbe trovarcisi!
    uhm… anzi, meglio di no! 😛

    http://www.wolfghost.com

  8. guido mura ha detto:

    Bello scherzo, vero? Io comincerei a preoccuparmi e a prepararmi per la dipartita.

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