L’agente – Parte 4

agente

4.

Cerco un volo Milano-Caracas. Ne trovo uno portoghese con scalo a Lisbona. Conosco qualcuno in Venezuela, cioè ho fatto dei favori a qualcuno, ed è per questo che decido di partire per quella parte del mondo.
Il viaggio è un po’ lungo, considerando lo scalo tecnico, ma non ci sono sorprese. A Lisbona non salgono sull’aereo persone dall’aspetto preoccupante e riesco perfino a riposare durante il volo.
All’aeroporto una macchina mi si avvicina e un tizio in borghese con una grossa pistola mi obbliga a salire. Poi il suo compagno che guida mi fa fare il giro della città, o meglio mi dirotta verso la periferia.
« Dove mi portate? »
« Non devi fare domande. »
Sapevo che ci sono momenti in cui bisogna stare zitti, anche perché parlare con degli scagnozzi non serve a niente. Dopo tante giravolte la macchina imbocca una strada di campagna e si ferma a un cancello. C’è una specie di posto di blocco con un militare seduto dentro una garitta. Strisce bianche e celeste sbiadito, con righe rugginose. Il soldato dentro guarda con occhi bovini, divisa color sporco, fisico sovrappeso.
Il cancello si apre, lentissimo; la macchina procede e si blocca davanti a una villa di gusto coloniale, isolata in mezzo a una specie di piazza d’armi, completamente libera da vegetazione.
Il tizio in borghese mi fa scendere, mi accompagna al portone d’ingresso.
« Il signor Vazquez ci aspetta. » Sono le uniche parole di spiegazione.
Non so chi sia l’uomo che ci attende nella villa, ma non me ne preoccupo eccessivamente. Se sono ancora vivo vuol dire che non ha cattive intenzioni.
Entrati nel fabbricato, percorriamo un corridoio lunghissimo. Proprio nella stanza in fondo, seduto dietro una scrivania, c’è un signore grasso, dotato di due baffi vistosi, che guarda verso di me e m’invita a sedermi. Dev’essere lui Vazquez.
« Bienvenido » mi fa il tizio grasso coi baffi, « di cosa avete bisogno? »
« Ho bisogno di stare un po’ tranquillo. »
« Si può fare. Qui starete al sicuro per un po’, ma poi dovrete decidere come vivere. »
« In che senso? »
« Non ci piacciono le persone che se ne stanno con le mani in mano. »
« Nemmeno se hanno tanti soldi? »
« Qui, se avete troppi soldi, a qualcuno potrebbe venire voglia di alleggerirvi un po’. »
« Ho capito: anche qui è meglio fare il cacciatore che la preda » e aggiunsi: « Magari posso fare qualcosa per voi. »
« Se capita. »
Inutile dirgli che un po’ ci contavo.
« Io però non vi conosco, Reni; nessuno di noi vi conosce. »
« Neppure io vi conosco » ribattei.
« Allora, tra sconosciuti, troveremo un’intesa. »

E così avevo di nuovo trovato lavoro. Non era il massimo, ma mi consentiva di vivere decorosamente, soprattutto di sopravvivere. E poi le donne, in Venezuela, sono più divertenti delle italiane e fanno meno storie. Insomma, si apriva una nuova vita e avrei continuato a fare quello che sapevo fare meglio, con meno problemi e complicazioni. L’importante era non guardare al passato, ma non sono uno che soffre di nostalgia.
La morte, è vero, poteva sorprendermi in ogni momento anche lì, lontano dal mio vecchio mondo; ma in fondo non è meglio morire da uomo, freddato con una pallottola in fronte da un bravo killer, che ucciso lentamente da una malattia nello squallido biancore di un ospedale?

THE END

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in racconti e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a L’agente – Parte 4

  1. stileminimo ha detto:

    Io, a quest’ultima considerazione, sinceramente non saprei che ribattere. 😦
    Bel racconto, Guido; di nuovo, grazie!

    • guido mura ha detto:

      In fondo anch’io la penso così. A un certo momento, quando proprio non ne possiamo più, dovremmo cercarci un buon killer. Ma ormai sono così pochi i professionisti. Poi, se ne abbiamo uno bravo, lo facciamo finire in Venezuela!

  2. icalamari ha detto:

    Mi piace questo interludio. Sembra un respiro profondo prima dell’azione.

  3. germogliare ha detto:

    The end…c’è da fidarsi? o ci stai giocando uno scherzo? Ottimo il riscatto dal letto dell’ospedale. Buonproseguo di fantasia

  4. guido mura ha detto:

    L’agente è nato come esperimento nel noir d’azione, all’interno della raccolta Gli assassini fanno anche altro, che mi auguro sia presa sul serio (prima o poi) da qualche vero editore. Non avevo mai scritto niente del genere, a parte Le terme, romanzo che era però un rivisitazione fantastica e fantapolitica dei libri alla Leblanc, con quel tocco novecentista e tardoromantico che era caratteristico dell’epoca in cui era ambientato. E’ ovvio che, essendo morti i maggiori autori di spy story (a parte le Carré), forse il genere merita di essere ripreso, anche se apparentemente morto con la fine della guerra fredda. Lo stile deve essere freddo ed essenziale, deve utilizzare forme gergali e neologismi. Confesso che l’idea mi è venuta da una conversazione con un bizzarro ricercatore ebreo, che esprimeva tutta una serie di particolari convinzioni su tante vicende della nostra storia recente. Non ne ho saputo più niente: sarà ancora vivo, malgrado le sue pericolose ricerche?

  5. graziagardenia ha detto:

    E che sia benedetto il “bizzarro ricercatore ebreo” se sta movimentando la tua fantasia in questo senso ! Mi piace il linguaggio algido e diretto come una scudisciata. Ormai non puoi più ritirarti Reni – volevo dire Guido – perché ci hai trascinati dentro il tuo film e non abbiamo nessuna intenzione di uscire nuovamente all’aperto.

    • guido mura ha detto:

      Se riprenderò a scrivere, Reni sarà uno dei personaggi a cui offrirò qualche altra chance. Ora ho bisogno di riflettere, sulla vita, sul tempo, sugli uomini, su tante cose, anche su me stesso, e di leggere tante cose che non ho ancora letto. Inoltre continuo a pensare che ci sia troppa gente che scrive. Quando la smetteranno, allora forse sarà possibile ricominciare a farlo. E’ inutile produrre patate quando tutti i campi sono coltivati a patate: prima o poi il prodotto resterà invenduto e marcirà, anche quello di qualità migliore. Lo stesso avviene per tutti i prodotti del lavoro umano.

  6. wolfghost ha detto:

    Sai qual è il mio problema? … è che – non scherzo – mi verrebbe da dargli ragione! 😀 Solo qualche giorno fa’, vedendo un film sui “mitici” (terribili…) tempi in cui una guerra seguiva all’altra e per gli uomini era normale andare in battaglia e morire a 25 anni (faccio per dire), mi è venuto da pensare la stessa cosa 😦
    Trovo che il Venezuela sia un’ottima scelta per il nostro 🙂 Sapevi che la cultura della bellezza femminile lì è così sentia che è il paese con la più alta percentuale di interventi estetici? 😮
    E poi credo che – sempre per lui e per quelli come lui – il lavora là non manca certo 😀

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Credo ci sia tanto da fare. Negli intermezzi penso proprio che il Reni si divertirà con las latinas. Io che ho sempre preferito algide bellezze nordiche devo trovarmi in mezzo ai piedi un personaggio del genere! Beh, tutti i gusti son gusti.

  7. suzieq11 ha detto:

    Continuo a pensare che sarebbe un bel film, un bellissimo film…

    • guido mura ha detto:

      “Li quattro ggiorni der Barbagianni”, con Luc Merenda o Antonio Zequila (aka er Mutanda)? 😀 – Coi tempi che corrono trovare qualcuno che finanzi un film tratto da una storia come questa, che verrebbe vista come denuncia del sistema occulto che ci sovrasta, credo sia utopistico; però l’idea di sviluppare il raccontino e farci un film piace molto anche a me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...