Sferolandia

sferolandia

Lo spazio sembra grande e a dire il vero non se ne vede la fine. Sono certamente libero qui dentro: non ho bende, né legami né catene. Posso alzarmi in piedi e sedermi sull’unica sedia o sdraiarmi sul letto; sono comodo, mi pare. Se volessi, e se lo sapessi fare, potrei sollevare i piedi in alto e camminare sulle mani, ma non ho particolari motivi per farlo.

Ho pensato a lungo, messo insieme le varie sensazioni da quando ho coscienza di me stesso, e ho concluso che questo spazio è una sfera. Tutto attorno a me domina l’azzurro. Non si notano muri, ma se ci si allontana troppo dalla stanza, in qualsiasi direzione: a sinistra, a destra, in alto, quella che sembra aria, aria azzurra, oppone resistenza, morbidamente ma implacabilmente. In basso poi, sotto i piedi, ci dev’essere pure qualcosa di resistente, una sorta di pavimento, altrimenti su che cosa camminerei?
Davanti a me c’è sempre stato, da quanto ricordo, uno schermo. Lo accendo quando mi sveglio e lo spengo prima di dormire.

Il racconto completo è pubblicato in e-book, a cura di LOPcom Editore, col titolo Il bacio della maschera bianca e altre storie inquietanti, ed è disponibile presso i maggiori bookstore o presso il sito di LOPcom.

Sito di Amazon – versione per Kindle

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Sito di LOPcom – versioni per la lettura su Kobo – Apple – Google

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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35 risposte a Sferolandia

  1. icalamari ha detto:

    Ecco qua. Una non fa in tempo ad accennare, senza nominarli, ai Racconti Matematici di AAVV (tutti grandissimi) pubblicati da Einaudi (e guarda, non ti metto il link, tanto sei uno zip) che ti tirano fuori sto po’ po’ di surrealismo in tema.
    Eh, bravo però. Piaciuto molto 🙂

  2. guido mura ha detto:

    Grazie molte. Surrealismo fino a un certo punto, però. In fondo tanta gente vive così e anch’io, ogni tanto, mi ci riconoscerei. Ma solo ogni tanto, per fortuna (o per disgrazia?)

  3. graziagardenia ha detto:

    Poe (con la dieresi sulla o) in persona ti farebbe un lungo “clap clap”. Da parte mia, accontentati di un abbraccio pieno d’ammirazione per il clima d’ irresistibile angoscia che riesci a creare da cui vorremmo uscire, non volendolo.

  4. wolfghost ha detto:

    Davvero affascinante 😉 Una storia visionaria e fantastica… che poi non è così distante dalla realtà 😀 In molti cercano di proteggersi in modi simili, in genere con risultati scarsi. Qualcuno ha scritto “E’ inutile annacquare la vita nel tentativo di allungarla” 😉
    http://www.wolfghost.com

  5. happysummers ha detto:

    Racconto splendido, quido, mentre lo leggevo mi sembrava quasi di essere dentro quella sfera e di aprire un file per registrarci il mio pensiero! Sei davvero bravissimo a scrivere, hai ricreato l’atmosfera vagamente surreale di chi vive nel web e per il web, quasi immedesimandosi col suo avatar!

  6. happysummers ha detto:

    Ps: il mio monitor è anche capriccioso e pigro, non vuole saperne di lavorare molto, così gli ho tolto malti programmi (Adobe, Flash player ecc.) ma – nonostante ciò – continua a fare le bizze e a mettermi in castigo dicendomi: “Impossibile visualizzare la pagina web”… Che posso fare? Devo conviverci!! 😀

  7. rossodipersia ha detto:

    Mi ha rammentato il libro “La possibilità di un’isola” di Houellebecq. Il clone del protagonista umano, Daniel 24, resta talmente affascinato da tutto ciò che non conosce, se non attraverso file e immagini, che alla fine rompe lo schema e restituisce una speranza alla vita degli umani.
    Grande scritto Guido!

    • guido mura ha detto:

      Mi piacerebbe tanto essere Houellebecq. Abbiamo anche in comune una vecchia passione per Lovecraft, a cui però io aggiungo quella per Beckett. Poi tutti e due abbiamo fatto poesie e canzoni. Lui (devo dire) con maggior successo, anche se io non ho fatto molto per farmi conoscere, e purtroppo il mio lavoro di funzionario non mi avrebbe consentito di esibirmi, se non nelle forme tradizionali e sussiegose del convegno di studi.

  8. gelsobianco ha detto:

    Qui voglio leggerti con calma!
    A presto, Guido caro!
    Ti abbraccio
    gb

  9. aitanblog ha detto:

    Fantascienza, distopia o presente prossimo venturo?

  10. melogrande ha detto:

    Hai descritto perfettamente la monade contemporanea, col suo senso di sicurezza dell’ essere al riparo di uno schermo, e la sua debolezza effettiva.
    Sì, speriamo proprio di non finire tutti zippati…

    (Houllebecq lo sentii recitare poesie alla Milanesiana alcuni anni fa, non me lo aspettavo proprio come songwriter !)

  11. guido mura ha detto:

    Lui scrive però solo le parole, a quel che dicono. Io invece preferivo scrivere la musica e ho sempre privilegiato la composizione musicale, a differenza degli chansonniers francesi. Però non sono mai andato alla Milanesiana e non so perché non mi chiamino. Sarà perché non mi conoscono? Mah!!!!!! 😉

  12. cristina bove ha detto:

    “I miei ricordi sono filmati che possono essere richiamati dalla memoria totale col doppio click su un file. Alcuni non sembrano veri ricordi, ma registrazioni di sogni, ambientati in un altro differente mondo.”

    quante volte l’ho pensato!

  13. gelsobianco ha detto:

    Oh, che tremenda angoscia!
    Tu, Guido, sei sempre molto bravo, ma io sto male nel leggerti e credo profondamente in ciò che scrivi.
    “Ma a dire il vero manca l’evidenza della loro esistenza. Potrebbero essere esistite in un tempo remoto e ora sostituite da macchine che imitano la struttura del loro pensiero, il loro carattere, i loro usi verbali e le loro predilezioni.”
    Terribile e vero!
    Oh, Guido caro!
    gb

  14. gelsobianco ha detto:

    Guidolandia… impossibile da de-finire!!
    Ti ho riletto ancora!
    Un sorriso
    gb

  15. Godot ha detto:

    Alla fin fine siamo tutti sfere legati da striscioline di tessuto sottilissime…

  16. ioviracconto ha detto:

    A leggere questo racconto, acuto e ricco di ironia, un navigatore del web che abbia ancora un barlume di umanità dovrebbe staccare i fili, rompere il pc e scendere in strada, per tornare finalmente a vivere.
    🙂

    • gelsobianco ha detto:

      Oh, quanto mi piace questo “commento”!:-)
      Grazie.

      Scusami, Guido caro, se mi sono permessa rispondere ad “ioviracconto”.
      E’ stato un impulso più forte di me!

      Buon fine settimana!
      gb

  17. ventisqueras ha detto:

    infondo l’atmosfera è solo una cupola più grande di quella da te descritta, ed anche quello che si conosce e si tocca, infondo è sempre di là dallo schermo…e noi? dove siamo, fuori, dentro, altrove?
    atmosfera soft eppure ben pulsante alle tempie

  18. lillopercaso ha detto:

    “In basso poi, sotto i piedi, ci dev ’ essere pure qualcosa di resistente”…
    Se così dev ‘ essere, spero di non aver più bisogno di piedi, o altro del genere!

    • guido mura ha detto:

      Bentornata, Lillo! Chissà cosa c’è veramente al di sotto! In fondo percepiamo le cose, ma non riusciamo ancora a capire come siano fatte davvero. Per adesso i piedi ci servono, almeno in questa struttura logica.

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