La responsabilità, ovvero degli untori

responsabile

A pensarci bene, la nostra cultura più recente, anzi la nostra più recente moda culturale è quella della responsabilità.
Qualsiasi cosa avvenga, bisogna trovare il responsabile, prevedere un responsabile, inventarsi un responsabile, a grande richiesta.

Mi sono anche chiesto da cosa derivi questa follia responsabilista e mi sono anche dato una risposta: deriva dalla nostra tragica mancanza di certezze.
Un tempo la colpa di tutto quello che avveniva era degli dei, poi del diavolo o magari di Dio che gli lasciava fare cose ignobili e orrende. Per qualcuno le cose avvenivano per destino o per o disegni imperscrutabili della Provvidenza (che sempre a Dio facevano riferimento).
Oggi invece, dato che non si è più certi di niente, che la stragrande maggioranza del popolo non crede in Dio e nemmeno nel progressismo ineluttabile delle ideologie atee e laiche, non si è soddisfatti finché non si trova un responsabile umano.

Qualcuno viene trovato morto. Bisogna trovare il responsabile. Se è un delitto, bisogna condannare qualcuno, il colpevole più probabile. Se non viene condannato qualcuno, colpevole o innocente che sia, il popolo non è soddisfatto.

Se succede un terremoto, la colpa deve essere ovviamente di qualcuno. Se ne discende uno tsunami, lo stesso. Ci dev’essere un responsabile: chi non ha previsto l’avvenimento, chi ha costruito male le case, chi ha trivellato i terreni, chi ha complottato contro la nostra sicurezza, chi non ha avvisato in tempo ecc.

A nessuno viene in mente che la principale colpevole è la nostra cultura, che ha portato a costruire tutti i nostri centri storici in pietra e malta, anziché in legno. E nessuno pensa che si potrebbero cambiare le modalità di costruzione, prima di tutto.
In aree a rischio di tsunami, forse non sarebbe il caso di costruire le abitazioni lontano dalle spiagge?

Se si diffonde un’epidemia, sicuramente è colpa di qualcuno, di chi ha creato nuovi virus in laboratorio, di chi complotta per ridurre il genere umano, di chi vuole speculare sulla vendita dei vaccini.

Prevedere un responsabile, evitare ogni possibile disgrazia, anche quelle naturali, per agire da tranquillante nei confronti della nostra paura, non più ingentilita dalla fiducia in qualcosa di trascendente, comporta però qualcosa che fa a pugni con la nostra realtà economica: comporta una spesa sempre più ingente, che il nostro lavoro, sempre più inutile e precario, non riesce ad ammortizzare.
In ogni ufficio si responsabilizza qualcuno, che però naturalmente deve essere retribuito per le nuove grane che la responsabilità comporta. Il dirigente, unico responsabile civile e penale di tutto, chiederà un aumento della retribuzione. Nei condomini si responsabilizza l’amministratore, che però farà spendere una valanga di soldi ai condomini per rendere la sicurezza totale e a prova d’incriminazione. Nelle aziende il responsabile dell’andamento è il manager che, dovendo rischiare di affrontare attacchi da parte delle varie magistrature, per le inevitabili nefandezze e irregolarità che il mestiere comporta, si fa pagare cifre da capogiro, che gli consentano di diventare talmente ricco da non temere le minacce di galera. Però tutti sono felici di pagargli quelle cifre, perché almeno c’è un responsabile.

La cultura della responsabilità, il perfezionismo che aumenta le spese fino a livelli non più sostenibili, produrrà alla fine effetti devastanti.
Gli abitanti delle nostre città ipersicure non potranno più sostenere le spese condominiali, unite alle tasse sempre più elevate. Molti andranno a vivere in roulotte e rinunceranno alla cittadinanza. I piccoli proprietari non accetteranno più l’eredità di familiari e parenti e l’intero patrimonio immobiliare finirà nelle mani di Stato ed enti pubblici, che, non sostenuti dalle tasse dei proprietari, non avranno i soldi per rispettare le loro stesse normative. Gli immobili verranno abbandonati a se stessi e crolleranno. Bande di nullatenenti senza lavoro né dimora scorrazzeranno per le strade, rapinando e violentando tutto quello che trovano. Ognuno cercherà di sopravvivere, come potrà, nella società più insicura che si possa immaginare, nata dalla ricerca della sicurezza totale.
Chi non riuscirà a sopportare il mutamento globale, la perdita di sicurezza, ricorrerà sempre più spesso al suicidio, come già succede.
E su queste note positive, con queste allegre prospettive auguro a tutti una buona estate…

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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15 risposte a La responsabilità, ovvero degli untori

  1. stileminimo ha detto:

    …volevo dirti che.. mi piace moltissimo l’immagine che hai inserito (e creato), un po’ meno le prospettive che hai lucidamente esposto. 😦

  2. icalamari ha detto:

    Scientificamente parlando, nulla si crea e nulla si distrugge. Troveremo (troveranno?) nuovi equilibri. quanto al presente proverei a istituire un po’ di prevenzione, in ogni campo. Dici che è chiedere troppo? Eh, ma vedi sempre il bicchiere mezzo vuoto… 😉 Buona estate Guido.
    f

  3. rossodipersia ha detto:

    Lucido e spietato. Perché è così che andrà!
    Certo che io e te, in quanto a fiducia nel genere umano, stiamo proprio messi bene 🙂
    Buona estate anche a te…

    • guido mura ha detto:

      Spero che sia solo fantapolitica, ma questo è già successo, nel basso impero, quando i cittadini romani, vessati dalle tasse sempre più gravose che erano necessarie per tenere in piedi l’amministrazione imperiale e per difendere i troppo vasti confini, fuggivano nelle terre dei barbari, rinunciando alla superiore civiltà romana, ma ottenendo di sopravvivere, finalmente liberi.

  4. graziagardenia ha detto:

    Da parete mia ti ritengo responsabile del fatto di lasciarci troppo a lungo privi dei tuoi scritti, Guido, se questa è la tua intenzione.
    Buona estate anche a te, amico mio.
    g

  5. gelsobianco ha detto:

    Guido caro, non vorrei tu dessi il tuo augurio di buona estate così!
    E, poi, buona estate?
    Ti abbraccio
    gb

  6. melogrande ha detto:

    E poi, se almeno questa cultura della responsabilita’ portasse almeno a trovarlo, un responsabile !
    Invece, l’ esatto simmetrico di questa cultura e’ la pratica dello scaricabarile. Al momento buono, e’ sempre colpa di qualcun altro pure se uno guida ubriaco…

    • guido mura ha detto:

      E’ colpa di quel cretino dall’aspetto cadaverico che si è messo sul marciapiede davanti alla traiettoria della macchina…

      • melogrande ha detto:

        A seconda delle circostanze può anche essere colpa del traffico, dei vigili, della burocrazia, della magistratura, del maltempo, dei poteri forti, della stampa, dei colleghi, della sfortuna, nei casi gravi dei comunisti o degli italiani tutti.
        .
        Ma di qualcun’ altro è, la colpa, garantito.

      • guido mura ha detto:

        Basta che non dicano che è colpa mia

  7. wolfghost ha detto:

    Guarda, caro Guido… nel paesotto dove siamo andati ad abitare, questa “cultura del cercare il colpevole” avviene già da tempo. Con mio sommo sconcerto, ho dovuto ammettere che ci sono innumerevoli persone che spiano dalle finestre (giuro… non ci credevo, non avevo voluto crederci, quando mi avevano avvisato), che rovistano perfino nel bidone della spazzatura assegnato al loro condominio (non quindi un bidoncino famigliare) per controllare se un non-condomino ha messo spazzatura non autorizzata (!), c’è un autentico clima di “polizia dei poveri” che serpeggia in giro. E non si tratta di invidia, ma evidentemente di gente che non ha un c… di meglio da fare e che si attacca ad ogni minima fonte di pseudo-potere che venga loro dato, fosse anche un’ordinanza comunale sulla spazzatura, per dare un senso alla loro vita. Un po’ come succede a certi “volontari del traffico” che vengono affiancati ai vigili e che godono nell’essere particolarmente bastardi (“certi”, eh! Non voglio offendere alcuna categoria).
    Sai che ti dico? Il prossimo trasloco sarà in un luogo isolato dal mondo, possibilmente a svariati chilometri dai centri abitati, o… in città, che alla fine, guarda, è meglio dei paesotti che tanto carini sembrano. Almeno in città c’è un casino tale che è come se non ci fosse nessuno 😛

    Ricordo che tempo fa vidi una interessante trasmissione che parlava dei presunti complotti. Ci si chiedeva perché la gente sembra attaccarsi ad essi non appena ce ne fosse ombra, perfino pallida o inverosimile. La tesi era proprio quella che si delinea nel tuo post: la gente ha bisogno di sapere che la loro vita e gli avvenimenti circostanti non sono casuali, che non è il caso a determinare la loro esistenza. Si ha terrore del caso 🙂 Ecco allora che si preferisce vedere dittatori o cospiratori ovunque: non importa se nel male, almeno c’è qualcuno che da’… ordine, seppure sotterraneo.

    http://www.wolfghost.com

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