Saramago e Ricardo Reis

ricardoreis

UFQUPEZ5KEM2

Essendo, come quasi tutti gli amanti della letteratura, esperto soprattutto di autori classici, anche se preferibilmente contemporanei, mi accosto sempre con un certo timore agli scrittori più attuali, quelli ancora vivi, che potrebbero risentirsi di una critica e denunciarti (infatti evito, se posso, di occuparmi dei nostri autori di successo, specie se facenti parte della sublime e intoccabile casta dei magistrati ). Con lo stesso timore reverenziale affronto gli scrittori morti da poco, il cui fantasma vaga ancora credibilmente, come taluni sostengono, sulla superficie della terra.
È quindi con qualche disagio che mi sono accostato a Saramago, ancora troppo fresco di Nobel e di morte e al suo Ricardo Reis.
Diciamo subito che Saramago è un ottimo artefice. La domanda che è insita nel suo nome si risolve positivamente: si tratta davvero di un mago della parola, uno dei numerosi rielaboratori della genialità joyciana, un descrittore della superficie che non disdegna di rivelare il profondo. Eppure mi è sembrato di percepire in lui un’assenza, che mi allontana da quella sensazione di coinvolgimento, di sostanziale vicinanza che per qualche ragione che slitta nell’irrazionale ho sempre provato nell’affrontare la lettura delle grandi opere letterarie. Sarà pure un mago, ma la sua magia mi è estranea.
Mi viene quasi da pensare che L’anno della morte di Ricardo Reis sia un testo bislacco che racconta una storia inutile.
La stessa invenzione del personaggio è, insieme, geniale e cervellotica. La storia dell’eteronimo di Pessoa che diviene reale, entra nella vita quotidiana, trova modo di animarsi, d’innamorarsi e di inventarsi incontri e colloqui con l’ombra dello stesso Pessoa, è troppo artificiosa per appassionare veramente un lettore. A questo si aggiunga che l’ironia costante, con cui vengono raccontate le convinzioni comuni del popolo nei confronti della virata a destra della vita politica portoghese ed europea, appare piuttosto scontata.
Quindi non è nella vicenda, né nella sua componente storica e politica, nella sua rigorosa banalità, l’aspetto più vivo e interessante di questo strano libro, ma piuttosto nel suo particolare ritmo, nella giocosità che avvolge ed esorcizza il dramma, come in un’opera di Mozart.
Perché alla fine quella forza discreta, quell’ironia costante finiscono per fare il loro effetto. L’insieme del discorso, che gira lento, senza scosse, con i suoi periodi spaventosamente prolungati, diventa una sorta di musica di sottofondo. Dopo un iniziale sconcerto, ci si fa l’abitudine e si viene coinvolti e cullati dal trascorrere di un tempo fittizio che umanizza persino i fantasmi.
Allora si capisce che Saramago ha una particolarità: è profondamente e incurabilmente portoghese e quella nota allegra e insieme dolente che si avverte nella sua scrittura è tipica del vivere del suo popolo. Qualcosa di simile in Italia l’abbiamo avuto solo con Tabucchi, che però per la sua frequentazione della cultura e della vita portoghese è diventato in certo qual modo portoghese anche lui, e pertanto non fa testo. Il suo Sostiene Pereira, romanzo peraltro sopravvalutato dalle nostre cronache letterarie, deriva visibilmente, nei toni e nello spirito, dal Ricardo Reis di Saramago.

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in letteratura, recensioni e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a Saramago e Ricardo Reis

  1. melogrande ha detto:

    Questo romanzo è forse il più malinconico’ o “portoghese” della vasta bibliografia di Saramago,
    Io ho una predilezione per il “Memoriale del Convento” dove mi sembra ci sia una gioia inventiva assoluta, e per buona parte del “Vangelo secondo Gesù Cristo”, che secondo me cede assai nel finale.
    Credo che come scrittore,Saramago sia davvero uno degli ultimi grandi.
    Lo dimostra in certe frasi fulminanti leggendo le quali resto ammirato come davanti alla saliera del Cellini.

    “Al di sopra degli dei c’è il destino, Il destino è l’ ordine supremo a cui gli stessi dei aspirano, E gli uomini, quale diventa il ruolo degli uomini, Turbare l’ ordine, modificare il destino, In meglio, In meglio o in peggio, è lo stesso, quello che è necessario è impedire che il destino sia destino.”

    • guido mura ha detto:

      Eh… mi sa che qui un fado ci voglia proprio.

      • melogrande ha detto:

        Se poi ci aggiungiamo un fado che mette in musica una poesia di Pessoa..

        Di Dio il volere e dell’uomo il sogno
        Fanno sì che si compiano le imprese .
        Dio volle che la terra fosse una
        Che il mare unisse, non che separasse.
        Te scelse . E tu la spuma rischiarasti.

        Corse l’onda , di scoglio in continente,
        luminosa fin dove il mondo ha fine,
        e la terra fu vista , d’improvviso,
        Levarsi , tonda, dal profondo azzurro.

        Chi elesse te , ti volle portoghese.
        Su noi, con te, del mare il segno impresse.
        Alla fine , quel Mar fu conquistato;
        L’impero si dissolse . O mio Signore
        Resta ancora incompiuto il Portogallo!

  2. gelsobianco ha detto:

    …e Guido scrive!
    sono felice!
    poi leggo con attenzione!
    abbraccio e sorriso
    gb

  3. massimobotturi ha detto:

    l’ho letto, tempo fa, mi ricordo piacevoli ore

    ciao Giudo

  4. gelsobianco ha detto:

    Questo è per te, Guido!
    Ti abbraccio e ti sorrido.
    gelsettina

  5. gelsobianco ha detto:

    E, poi, anche, questo!
    gelsettina

  6. suzieq11 ha detto:

    Me lo diceva l’istinto….fai un salto da Guido Mura…..facci un salto…..Sorpresa! Pessoa, Saramago, il FADO! Con Amalia Rodríguez e le altre….
    Che meraviglia! Che dolcezza per una notte d’estate che lascia colare gocce di stelle dai rami del pino d’Aleppo davanti a casa mia…..
    Devo leggere il libro di Saramago, così potrò fare il confronto con “Sostiene Pereira”

  7. guido mura ha detto:

    Io mi devo decidere ad andare in Portogallo, Suzieq11, poi magari comincerò anch’io a scrivere da portoghese. Mi sa che questo stile sia contagioso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...