Stelle cadenti




Scemo io che cerco stelle cadenti nel cielo di Milano, in una notte in cui le nuvole velano l’orizzonte di una fumosità rosea, là verso le Alpi.
E poi ricordo di averle viste, le stelle cadenti; ma ero molto giovane e quelle stelle cadevano nel mare di Alghero, negli anni Sessanta, quando c’erano meno luci e anche le vere stelle si vedevano molto bene.

Certo sono i ricordi della persona che ero allora e solo in parte sono stati trasmessi a quell’essere che adesso sono diventato. Vagamente, mi pare di aver notato delle lucette improvvise che scendevano nel cielo e scomparivano nel nulla. Non c’era niente di magico in quelle luci, anche se poi come si faceva a non esprimere un desiderio?
Confesso che i desideri semplici di allora li ho realizzati, tanto che adesso non mi rimane più niente da chiedere, se non cose impossibili o quasi da realizzare, come tornare giovane o essere assunto in cielo come la Madonna o qualche personaggio mitico.

Chissà perché ho sempre desiderato assistere agli spettacoli della natura, da quelli più comuni a quelli più inconsueti, come se fosse uno dei miei compiti fondamentali nella vita!
Così avvenne che nell’agosto del 1999 decisi di partire in macchina con tutta la famiglia per Monaco di Baviera per assistere all’ultima eclissi totale di sole visibile alle nostre latitudini ai nostri tempi. Mia moglie, essendo la più industriosa del gruppo, era riuscita ad acquistare dopo affannose ricerche almeno un paio di occhiali necessari per guardare il sole. Mio figlio aveva provveduto ad affumicare del vetro per ottenere un oggetto utilizzabile per proteggere la vista e vedere qualcosa.
Attraversammo il Brennero con entusiasmo e ci ritrovammo, dopo una corsa estenuante, in una città invasa dai turisti e non troppo ben disposta verso quella massa ingestibile di persone che cercavano disperatamente vitto e alloggio.
Di alloggio non se ne parlava proprio. Quanto al vitto, i locali erano stracolmi e le kellerine non parevano in grado di trovare una sistemazione per tutti. Si entrava in un locale e e si usciva dall’altra parte senza risultati. Tavoli pieni, un vociare continuo e assordante. Le ragazze andavano da un tavolo all’altro, con il viso stanco e il trucco in decomposizione, muovendosi nei ristretti spazi che restavano liberi per camminare. Era inutile insistere. Pareva che non ascoltassero nemmeno i nuovi venuti. Mangiammo qualcosa in macchina e ci mettemmo a girare in cerca di un albergo per la notte, ma era tutto esaurito, compresi gli hotel a cinque stelle. Rimaneva solo qualche suite prestigiosa, ma non avevamo intenzione di dedicare uno stipendio all’eclissi, anche perché dopo lo spettacolo astronomico avevamo intenzione di proseguire, sempre andando alla ventura, verso Salisburgo e Vienna, e i soldi erano appena sufficienti per le nostre necessità.
Alla fine ci ritrovammo in un piazzale di periferia, con la prospettiva di dormire in macchina. Solo che in quella zona c’era un movimento continuo. Ogni tanto apparivano furgoncini, che entravano o uscivano da un cancello: avevano delle scritte sulla fiancata; forse appartenevano a una ditta di trasporti, a un corriere. Così ci spostammo in una via laterale, dove c’era minor movimento, meno illuminazione e lì riuscimmo a prender sonno.
La luce del mattino ci trovò immersi nel biancore. Bianca la strada sterrata coperta di polvere, bianchi i muri. Il cielo era sereno, ma davanti a noi appariva uno spettacolo inquietante. Su una sorta di enorme trespolo di legno scuro stavano appollaiati grossi uccelli neri, in serie. Era il loro gracchiare ad averci svegliati. Sembrava che ci osservassero e che discutessero tra loro. Decidevano se e quando attaccare in quel mattino hitchcockesco. Ma quello che non avevamo ancora notato stava dall’altra parte della strada. Al di là di una ringhiera e di un bianco muro sormontato da una specie di rete, si vedevano pezzi di marmo bianco, qualcuno rettangolare, qualcuno arrotondato. Guardando meglio, si notavano lastre già pronte, con le croci di metallo, i nomi incisi: un segno di morte in quella strada troppo tranquilla, vicina al cimitero.

Invece, niente eclissi, quest’anno, e nemmeno stelle cadenti. Al mattino entro nella stanza vuota, dove mio figlio non c’è. C’è invece la zanzara che avevo lasciato lì ieri notte. E’ disperata e attacca disperatamente, per svolgere la sua funzione, per procurarsi una goccia di sangue. Naturalmente riesco a evitarla, ma senza ucciderla. Riesco soltanto a metterla in fuga. Poi scompare e non si fa sentire; non si vede più navigare in controluce: sembra essersi dissolta nel nulla. Forse si è suicidata.
Devo affrontare un altro giorno, un altro te con i crostini, la luce che pervade la stanza. Un altro giorno di vuoto, senza desideri.


Post scriptum domenicale (18 agosto 2013)

stella cadente
arsa ardi i desideri
di chi ti cerca

Così dice il bell’haiku di gelso bianco, sintetizzando bene la strana situazione della mia vita, in cui mi trovo a cercare i desideri, ora che mi sembrano scomparsi, forse perché ne ho paura e preferisco lasciarli bruciare insieme alle stelle che non riesco più a vedere. Spero che almeno tu, gelso, torni a vedere la tua stella, anche se per farlo dovrai magari riaprire il tuo blog, e anche se, certo, tanto tempo è passato

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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21 risposte a Stelle cadenti

  1. massimobettini ha detto:

    sono scemo anch’io (che sto qui sotto le alpi)… va bene allora scommettiamo che stasera le vediamo?

    • guido mura ha detto:

      Mi sa che per quest’anno non ci sia più molto da vedere, a meno che non cada un po’ di quella ferraglia che ogni tanto mandiamo nello spazio. Poi, anche oggi, nuvole. C’è sempre qualche nuvola, quando non dovrebbe esserci.

  2. massimobotturi ha detto:

    sembra la sceneggiatura di un film Guido
    allucinante trovarsi a dormire in auto in Germania, in genere si viene cacciati, o mi sbaglio?

    io vivo in uno dei comuni in periferia, meno luce decisamente che in città, eppure è raro vedere qualcosa, desiderare invece, sempre

    un caro saluto Guido

    • guido mura ha detto:

      Beh, c’era tanta di quella gente, a Monaco, che non credo che i poliziotti avessero voglia di controllare anche le strade dei marmisti del cimitero. Lì si poteva riposare in pace. 😀

  3. rossodipersia ha detto:

    Sei un uomo pieno di sogni anche se vuoi convincerti del contrario. Ti leggo sempre volentieri, finalmente sono finite le tue vacanze! 🙂

    • guido mura ha detto:

      Qualche piccolo sogno c’è sempre, ma anche qualcuno enorme e impossibile da realizzare. Purtroppo, col tempo, si diventa più razionali e quella sana follia che consente di realizzare grandi cose e che nutre le migliori avventure finisce per scomparire (però non si sa mai!)

  4. gelsobianco ha detto:

    Tu, Guido, ancora così colmo di sogni, ora più di prima.
    E nella tua musica il colgo i tuoi desideri.
    Quelle note che si ripetono…
    Quell’onda radio… (si chiama così?)
    Tu, artista.
    Lascia il te con i crostini e vai incontro a tutto ciò che tu vuoi!
    Dai. Coraggio.

    Bravissimo.
    Con affetto profondo e stima
    gelsettina

  5. stileminimo ha detto:

    Quando mi capita di vederle cadere mi prende una bella sensazione; non sono magiche, però sono belle. Le stelle ci sono indifferenti, penso, solo che noi non siamo indifferenti alle stelle; credo ci condizionino la vita, come il sole e la luna e allora le cerchiamo per avere delle risposte. Cerchiamo sempre delle risposte in ciò che ci attira; vuoi perchè è bello, vuoi perchè non ne sappiamo mai abbastanza. Le stelle sono belle e misteriose come il buio che le circonda e che va oltre e credo che forse non c’è niente di più affascinante di una cosa bella immersa nel mistero.

  6. gelsobianco ha detto:

    Guido, per te, un mio haiku improvviso.

    stella cadente
    arsa ardi i desideri
    di chi ti cerca
    (gb)

    Ti sorrido, amico mio

      • gelsobianco ha detto:

        You’re welcome, sir.

      • gelsobianco ha detto:

        Solo ora mi accorgo che tu hai postato il mio haiku sotto al tuo scritto.
        Grazie. Sono commossa.
        Tu hai compreso e gradito il mio dono. Questo è così tanto per me.
        Sì, in tre versi, volevo farti giungere il mio dispiacere nel constatare il tuo lasciar bruciare i tuoi desideri, per disicanto e successiva paura, insieme alle stelle che non riesci più a vedere. In quei tre versi c’è tutta la mia speranza che tu possa alzare lo sguardo al cielo con stupore e scorgere ancora quel luccichio.
        Grazie per quello che tu auguri a me. Riuscirò a vedere una stella cadente che mi strizzerà l’occhiolino benevolmente. Sì, accadrà.
        Io ti so persona speciale con doti molto rare e conosco l’autenticità della tua amicizia per me.
        Ti voglio bene. Lo scrivo pubblicamente.
        Tu sai quanto io sia schiva e quanto mi sia difficile esprimere i miei sentimenti in un blog aperto a tutti.

        Grazie ancora, amico mio.
        Ti sorrido.
        gelsettina

  7. melogrande ha detto:

    La nostalgia dei desideri, proprio quello.
    Esattamente quello, Guido.

    • guido mura ha detto:

      Eppure c’è ancora, a volte, il desiderio di un colpo di dado, di qualcosa che renda l’assurdo possibile. E il bello è che in questa assurdità regolata anche questo potrebbe accadere, anche un’ultima, improbabile pennellata di colore.

  8. wolfghost ha detto:

    E’ da un po’ di anni che vado controcorrente, anche se c’è mia moglie che, forse anche per differenza di età, la pensa diversamente. L’uomo cambia nel corso degli anni, non solo il fisico, cambiano anche le sue aspirazioni, i suoi desideri. I sogni “mitici” li avevo da bambino, forse da ragazzo, poi sono passato ad obiettivi più realistici. Adesso sarei felice di mantenere ciò che ho, famiglia (animali inclusi) e salute in particolare. Vorrei pace, serenità. Tranquillità. Non possono essere anche questi sogni, desideri? Non è la serenità una bella aspirazione? Mia moglie, dicevo, soffre un po’ questa cosa 🙂 A volte mi ha “accusato” di esseremi seduto. Io credo, al contrario, che la vita segua una sua strada nella quale dopo il tempo delle battaglie giovanili, ci sia quello del riposo e della serenità. Almeno come aspirazione, perché, va da sé, c’è sempre, sempre, da battagliare: per il lavoro, per la salute, per tutti i vari intoppi e via dicendo.
    Credo che siamo figli della società del “non è mai troppo tardi”, ma non in senso positivo, bensì in quello del “niente riposo! Datti da fare!”, non importa l’età. Chi non ha ambizioni “materiali” oggi viene bollato come uno che ha la testa tra le nuvole, uno che sta buttando la sua vita. Penso che sia il contrario: molta gente insegue tutta la vita qualcosa solo perché gli è stato insegnato che bisogna sempre avere qualcosa da inseguire. Guai a dirglielo naturalmente e, in fondo, è giusto così: che ognuno insegua quel che vuole.

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Anche la serenità può essere un sogno, anche perché non è garantita. Comunque io credo di esserne ancora lontano. Mi rendo conto di essere inquieto e di non aver raggiunto diversi obiettivi, solo che ora non so nemmeno se veramente desidero ancora raggiungerli. E’ una fase d’incertezza, di estrema incertezza.

      • wolfghost ha detto:

        … però è un’incertezza comprensibile, trovo. E’ molto più normale che gli obiettivi cambino nel passare delle stagioni della vita, che restino sempre i medesimi. L’ultimo caso anzi nasconde incapacità o – non desiderio – di dare ascolto alle proprie profondità.

        http://www.wolfghost.com

  9. sabby ha detto:

    Complimenti per il tuo blog, sto leggendo un po’ i tuoi post e mi piacciono molto, soprattutto le tue recensioni.

    • guido mura ha detto:

      Benvenuta, sabby, ti ringrazio per l’attenzione. Spero di ritrovare la motivazione che mi aveva spinto a portare avanti questo blog, anche dopo la scomparsa di splinder. Ora ho ridotto un po’ l’impegno, durante l’estate, ma spero di riprendere il percorso.

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