Skrjabin

fiamme

Sapete che non sono portato a mitizzare artisti e letterati, ma a vederne luci e ombre, lati positivi e lati negativi. Eppure capita che alcuni personaggi suscitino in me un particolare interesse, qualcosa che è simile all’entusiasmo. Su questi personaggi mi soffermo perciò, giungendo a fremere dei loro fremiti e a calpestare le loro orme. Mi capita anche di fantasticare sulla loro vita e sul loro pensiero, a raggiungere con l’intuizione quello che non riuscirei a percepire con la razionalità.
L’ultimo incontro, casuale, come tutti gli altri, è stato quello con Skrjabin, in particolare con l’ultimo Skrjabin, il cantore della fine, lo sperimentatore di nuove ed estreme proprietà della musica.
Affascinante era la sua percezione della musica come colore e luce, la sua ricerca del suono creatore e distruttore, che è un Leitmotiv anche nella mia produzione, o almeno in quella più orientata al fantastico. Inquietante era la sua convinzione che il mondo sarebbe stato dissolto dal calore, in strana sintonia con le più attuali teorie sulla modifica delle condizioni di vita sulla terra per effetto dell’indebolimento del campo magnetico e della conseguente esposizione del nostro pianeta alle radiazioni.
Chissà quale potere avrebbe avuto il suo lavoro conclusivo, mai portato a termine, quell’opera composta di suoni e luci e forme che avrebbe voluto far eseguire in un monastero himalaiano?
Ma il suo momento produttivo e la sua vita si conclusero troppo presto, proprio quando il compositore aveva abbandonato le sonorità tardoromantiche e postwagneriane per tentare nuove e più difficili strade.
Chissà come, chissà perché, gli uomini si fermano sempre a un passo dalla soglia, proprio quando stanno per incontrare l’impossibile!

A Skrjabin ho dedicato una poesia, che ho preferito pubblicare sul mio blog Piazza di sogno.
http://piazzadisogno.blogspot.it/2013/09/per-skrjabin.html

Trovo eccellente anche l’interpretazione di Zhukov

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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14 risposte a Skrjabin

  1. icalamari ha detto:

    Forse perché sarebbe un incontro impossibile 🙂

    • guido mura ha detto:

      Mi piace immaginare che ci sia una sorta di clausola di sicurezza. Insomma, se vai troppo oltre, qualcuno o qualcosa ti fermerà. Sarà per questo che la storia degli artisti e degli scrittori è piena di suicidi e di strane morti?

      • icalamari ha detto:

        Sei consapevole di aver scritto qualcosa di contraddittorio (mai rispondere a una domanda con un’altra domanda…)? Belle riflessioni, ma pericolose (per quanto mi riguarda)

      • guido mura ha detto:

        L’universo stesso è contraddittorio. Se tutto fosse perfetto, se la struttura non fosse costretta a ridurre l’imperfezione, probabilmente non ci sarebbe nemmeno l’universo. Quanto al rischio della conoscenza, è necessario correrlo, se si vuole procedere. Quanto a Skrjabin e alle sue strane convinzioni sul suono, pare che qualcuno abbia scoperto (proprio in Italia) che gli ultrasuoni possono modificare la struttura atomica degli elementi. Insomma, forse non era poi tanto folle.

  2. suzieq11 ha detto:

    L’ha ribloggato su suzieq11e ha commentato:
    Bellissimo, inquietante….so che sto per dire una stupidaggine, porta pazienza. E’ come se il pianoforte angosciato si chiedesse “perchè?”
    Va bene, l’ho detta grossa. Sii clemente.

  3. wolfghost ha detto:

    Caspita, era davvero un precursore dei tempi!
    Mi è piaciuto molto leggere della tua capacità di entrare così in sintonia con autori del passato, al punto di cercare non solo di entrare nelle loro opere, ma addirittura nelle loro teste. Ne sarebbero certamente felici. Credo che l’artista vero metta sempre sé stesso nelle proprie opere e desideri perciò essere conosciuto quanto lo sono le opere stesse.

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Credo, wolf, che proprio questa ricerca della sintonia sia alla base di qualsiasi operazione critica. Io, qualche volta, sono riuscito a farlo. Naturalmente è un’operazione lenta e faticosa, ma poi cominci a ragionare come l’oggetto del tuo studio e a comprendere molti suoi processi mentali. Con Skrjabin questa sintonia c’era già da tempo, solo che non me ne ero reso conto, conoscendo troppo poco l’artista. In realtà io stavo applicando già in alcune mie narrazioni di qualche anno fa le sue teorie. Ora sto riprendendo quei testi e li vedo entro una luce nuova.

      • wolfghost ha detto:

        Bé, indubbiamente la fatica è però mitigata dal feeling con le idee stesse dell’artista 😉 Non credo riusciresti a fare lo stesso con un artista… a caso 😛

        http://www.wolfghost.com

      • guido mura ha detto:

        Certamente l’operazione non riesce sempre. Ci sono autori che non riesci proprio a sentire vicini a te. Cerchi di capirli, ma il rapporto rimane superficiale. Non potresti mai elaborare un discorso critico su quell’autore, su quell’artista. Anche perché lo sforzo conoscitivo è notevole. Devi leggere tutte le opere dello scrittore, ascoltare tutte le musiche del compositore e, se lo spirito di quelle opere non ti piace, è meglio evitare di farlo. A volte invece c’è un primo approccio sbagliato, che ti impedisce di vedere oltre la prima opera in cui ti sei imbattuto.

  4. gelsobianco ha detto:

    Il grande Skrjabin!
    Tu sai perchè non sto lasciando i miei soliti commenti argomentati, Guido!
    A presto, mon ami.
    Mi è piaciuto tutto!
    La poesia anche!
    Video molti validi!

  5. maria d'ambra ha detto:

    Non conosco Skrjabin e ne sono lieta perché è sempre un piacere arricchirsi con nuove conoscenze… Vorrei invitarti a pubblicare la poesia in questo stesso post perché è davvero bellissima…
    un abbraccio

    • guido mura ha detto:

      Grazie, Maria. Io mi rendo sempre più conto dell’unicità della creazione artistica. Ho la fortuna di essermi interessato sia di musica che di letteratura o di arte figurativa e ho percorso diverse strade di produzione artistica. Ho scoperto Skrjabin, cioè gli ultimi esiti artistici di Scrjabin, da poco, per capire che diverse cose ci accomunavano, in particolare il fantasticare sui rapporti tra suono e vita. E dire che ritenevo che Skrjabin fosse un epigono, piuttosto noioso, di quella musica tardoromantica e impressionista che non avevo mai amato, invece lui stava cercando una via di fuga da quelle realizzazioni di maniera, senza lasciarsi inscatolare in gabbie matematiche come quelle di Schönberg.

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