Le terme

gallerie

gallerie

Avviso 1 – Sto attraversando uno strano periodo, in cui riprendono le percezioni inconsuete, come quelle delle grate di ferro che si muovono, se cerco di guardarci attraverso. Sono le grate della cancellata di un padiglione che ospita i vecchi pazzi e, più avanti, la camera ardente di un istituto per anziani. Di notte si sentono spesso urla, da quelle parti. Mi trovo quindi nelle condizioni di spirito ideali per proporre il mio primo romanzo, una mescolanza di occultismo e prenazismo, avventure e deliri erotici: insomma, un successo assicurato, se non l’avessi scritto io e se avessi usato uno stile da serial televisivo, che (dicono) è l’unico che il pubblico di oggi riesce a comprendere. Il filmato di youtube utilizza un mio vecchio brano, ancora tonale e provvisto di una melodia riconoscibile. Me ne scuso con gli esperti di musica. Quanto prima, riprenderò a comporre pezzi atonali o quanto meno politonali, più adatti alla nostra epoca. Ma il romanzo che presento si svolge negli Anni Trenta.

Avviso 2 – Dopo molte esitazioni ho deciso di presentare alcuni brani del mio primo romanzo, Le terme, un testo un cui le storie s’inseguono in un’atmosfera onirica, con intuizioni e riferimenti a ipotesi scientifiche che sono attualmente in fase di verifica. Il romanzo strizza l’occhio alle storie alla Dan Brown, con una componente decadente e insieme grottesca, che esprime una torbida mitologia. Insomma, un insieme complesso, che necessita di una lettura che non si limiti a un assaggio dello strato superficiale.
Non so che fine farà la storia, che pochi amici hanno avuto finora la fortuna o sfortuna di leggere. Non so se sarà autopubblicata, in qualche forma. Per ora comincio a riversarne alcune parti sul web, sperando in una migliore accoglienza di quella riservatale dall’editoria tradizionale, che non ha però avuto maggiori attenzioni per i miei testi realistici, come per quelli più commerciali, di genere. Comincio a pensare di essere antipatico o troppo diverso dagli standard attuali. Purtroppo non riesco a fingere di essere Moccia, né Camilleri.

Le terme

I

La facciata era decisamente liberty, ma con un tocco di maestosità imperiale degno di una città che era stata tra le più rappresentative di un impero ormai svanito in un inquietante e già lontano ricordo. Le terme non avevano risentito delle distruzioni belliche e rappresentavano il presente e il futuro economico di un centro una volta ricco che cercava di rinascere come polo industriale.
Adrián entrò nel portale principale, scandito da lesene tripartite e sormontato da teste di leone aggettanti, e si trovò immediatamente in un’aula spaziosa, terminante con ampie vetrate che lasciavano intravedere altri profondi spazi e corridoi. Le pareti erano ricoperte quasi dappertutto da una specie di lacca translucida e dovunque apparivano fioriere in ferro battuto, dalle forme strane e forse simboliche, rappresentanti uomini e animali stilizzati e distorti come se fossero stati sottoposti a qualche bizzarro tipo di mutazione.
Dopo essersi addentrato in quella sorta di universo fantastico, si trovò improvvisamente davanti a un bancone di accoglienza. Una ragazza dall’aspetto gradevole e dal fare efficiente si procurò di fornirgli un depliant e di comunicargli le informazioni essenziali per capire l’organizzazione dello stabilimento termale. Il complesso si articolava, oltre che in una serie di servizi terapeutici tradizionali e in aree dedicate al fitness, in una serie di grandi vasche, ognuna delle quali produceva effetti specifici. Il trattamento, nell’insieme, mirava a una rigenerazione totale dell’uomo, ma era particolarmente impegnativo, dal punto di vista fisico come da quello psicologico, così da consigliare la frequentazione delle sole vasche iniziali alla maggior parte dei clienti. Solo alcuni, selezionati dalle autorità sanitarie che dirigevano il complesso, potevano avere accesso al servizio nella sua totalità e sperimentavano il trattamento completo. A quanto pareva, malgrado le difficoltà insite nelle procedure e nella natura sperimentale della metodologia utilizzata, non si era mai verificato alcun problema, poiché nessun reclamo era stato mai presentato alla Direzione.
Secondo le notizie che si avevano del servizio termale, confermate dall’eloquente esposizione della giovane addetta alla reception, le pratiche terapeutiche sembravano collegate a una specie di filosofia, in cui gli ospiti, come erano eufemisticamente definiti i visitatori di quel luogo di cura, si immergevano gradatamente, passando dall’una all’altra vasca e alleviando insieme, pareva, le pene dei loro corpi e delle loro menti, fino a raggiungere uno stadio sempre più avanzato di serenità e di benessere.
I tempi della permanenza erano di solito piuttosto lunghi, il che non costituiva un problema per gli ospiti, ampiamente dotati dal punto di vista finanziario: abbandonavano per qualche tempo le loro solite occupazioni per accedere a un’imitazione di vita che conservava comunque le piacevolezze della loro abituale esistenza.
La struttura termale comprendeva un albergo con un notevole numero di stelle, in grado di soddisfare le esigenze mondane e culturali delle persone più raffinate e facoltose. Per dare spazio ai piaceri dello spirito il complesso comprendeva un museo ricco di cimeli di età medievale e una biblioteca di grande ricchezza. Chi si sentisse attratto in particolare dalle scienze poteva accedere ai laboratori delle terme e alla loro sezione storica, dove i visitatori venivano accolti dal conservatore, dottor Liebmeyer, un uomo alto e magro e dal comportamento ossequioso, che più che uno scienziato sembrava un antico Kapellmeister. Si raccontava che la biblioteca conservasse alcuni manoscritti orientali, non ancora completamente trascritti, e altre carte in alfabeti occidentali, ma di ardua lettura, che avrebbero gettato nuova luce sulle conoscenze segrete degli antichi popoli e sulle procedure iniziatiche dei culti tradizionali.
L’interno del complesso era vasto e articolato. Vi erano costruzioni di vario tipo e misura, in cui all’originale stile liberty si affiancavano fabbricati e padiglioni di sapore avveniristico. Tra l’una e l’altra struttura si stendevano boschetti e radure verdi, con ampi sereni viali e una miriade di vialetti tortuosi che sfociavano in piazze attrezzate con luoghi di ristoro e fresche fontane.
I punti di ritrovo erano molteplici, sia all’interno degli edifici in muratura, sia nel parco, dove il personale, in ben distribuiti gazebo, accoglieva i clienti con ogni sorta di raffinatezze, dai cocktail ai dolci della tradizione austriaca e alle specialità slave o magiare.
Adrián Szabo aveva prenotato per la prima volta un soggiorno alle terme ed era curioso di conoscere ogni aspetto e ogni angolo di quell’insieme architettonico che rappresentava una sorta di mito nell’immaginario collettivo.
Interessante era anche poter stabilire un rapporto più saldo con gli altri frequentatori di quel luogo di delizie, persone che conosceva in gran parte, ma solo in maniera superficiale. Sperava di ricavarne anche vantaggi reali, oltre che spirituali, aumentando quei contatti che costituiscono la migliore motivazione per il successo. Adrián non era ricchissimo, ma poteva fruire di un discreto patrimonio immobiliare, che sfruttava al meglio, e possedeva un’interessante collezione d’arte e di oggetti storici, che tramite la sua rete di conoscenze sperava di incrementare. Alcuni fortunati ritrovamenti, in parte abilmente collocati, erano all’origine di quel principio di fortuna, che gli consentiva un tenore di vita abbastanza elevato anche se non particolarmente dispendioso.

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in musica, racconti e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

52 risposte a Le terme

  1. icalamari ha detto:

    Guido, il punto è che il lettore, e in particolare il lettore di blog, sta diventando sempre più frettoloso. Io leggerò volentieri i tuoi post, ma secondo me dovresti fare il salto alla pubblicazione cartacea. Offriresti a chi fosse interessato un’occasione di lettura più approfondita e personalizzabile nei tempi e modi (sottolineature, orecchie, commenti…) di un testo che tu per primo definisci piuttosto difficile.
    Sii ottimista, ciao!
    Francesca

  2. guido mura ha detto:

    Quello che dici è sensato. Posso osservare solo che la pubblicazione in cartaceo non è gratuita e che prima di spendere soldi per soddisfare una mia vanità vorrei comprar casa per mio figlio (e anche mille euro in più mi farebbero comodo in questo momento). Inoltre, anche i lettori di libri su carta sono sempre più frettolosi. C’è di buono che un libro come le terme (se venisse pubblicato) potrebbe essere letto anche come semplice libro di consumo. Presenta storie di forte impatto emotivo e scene d’azione standard. Poi, naturalmente, c’è dell’altro, ma sappiamo che spesso i lettori saltano tutto quello che non è puro intreccio (le parti storiche del nome della rosa o quelle addirittura dei Promessi sposi) ed è quindi considerato noioso.
    Insomma, se ne riparlerà quando non avrò altri obiettivi e mi resteranno soldi da spendere 🙂

    • gelsobianco ha detto:

      Guido, quante volte questo discorso insieme!
      Tu sai che cosa io pensi di te come scrittore.
      Sai anche che ti invoglio a “buttarti” di più!
      gb

  3. germogliare ha detto:

    Segui il tuo pensiero, che è giusto per te, senza piegarti alle mode, se puoi. E poi per ogni cosa ci vuole culo, oltre che saper intrecciare relazioni proficue.

    • guido mura ha detto:

      E inoltre devi essere bello e giovane. Oggi gli scrittori devono essere anche attori, se possibile, o comunque essere legati al mondo dello spettacolo. Se non sei bello, giovane, o per lo meno caratteristico, alternativo, un personaggio insomma, non vai da nessuna parte. Devi incuriosire il pubblico come personaggio e l’editore valuta le tue caratteristiche, capire come ti presenterai al pubblico, se sarai efficace in teatro, in televisione, se potrai recitare o meno in un film. Devo confessare che anche in altri tempi fare la propria figura in società non era certo una qualità da disprezzare. Qualcuno si è mai chiesto il motivo dello straordinario successo di Hemingway, tanto per fare un esempio?

  4. stileminimo ha detto:

    Per me sei abbastanza personaggio anche solo per come scrivi, oltre che per quello che scrivi… però ammetto che pure io le regole del “sapersi vendere bene” mi sa che non le capirò davvero mai. Forse perchè l’idea di vendermi mi fa schifo, non so. E non è che non avrei bisogno pure io di quei mille euro in più, però il prezzo da pagare per averli, non so, mi crea repulsione. Forse con il tempo diventerò più saggia se avrò tempo, ma spero sinceramente di no.

  5. ventisqueras ha detto:

    segui il tuo istinto e percorri la tua strada, quello che scrivi mi affascina, anche se il mondo dei blog è in gran parte frettoloso c’è ancora chi tiene a leggere bei pezzi
    grazie

  6. gelsobianco ha detto:

    “Purtroppo non riesco a fingere di essere Moccia, né Camilleri.”
    Non devi fingere, Guido.
    Con “umiltà” essere semplicemente te stesso!
    La vera “umiltà”!
    Parlo di quella!
    Con affetto
    gb

    • guido mura ha detto:

      Ti ringrazio per i tuoi numerosi interventi, gelso. Lo so benissimo che non devo fingere: non ne sarei capace. Il problema, semplicemente, è che culturalmente io non sono italiano, la mia cifra è dissonante rispetto alla cultura italiana di questi anni, quella che si nutre di talk-show, quella che ci rende tutti incapaci di capire la realtà e che ci conduce alla rovina, quella provinciale e raffazzonata, parolaia e superficiale, quella che si basa sui giochi di parole, sui motti di spirito e sulle frasi fatte, quella che ci porterà a scomparire molto presto come nazione.

      • gelsobianco ha detto:

        In questo senso, non lo sono neppure io, Guido!
        Non credere che altrove si stia molto meglio.
        Meglio, sì.
        Maggior consapevolezza e rigore!
        Purtroppo ogni paese, ormai, è simile all’ altro, però.
        Omologazione.
        In Italia c’è maggior condensazione di tutto quello di cui tu parli!
        Scompariremo. Sì.

  7. wolfghost ha detto:

    Ho letto anche un po’ di commenti. Non è che sia molto d’accordo con alcuni di loro. L’avventura cartacea, per così chiamarla, è molto difficile e il “successo” casuale, indipendente dalle capacità e bravura degli scrittori. Chi non sfonda… che dovrebbe fare? Pubblicare a proprie spese qualche libro così da sentirsi soddisfatto? O rivolgersi al mondo dei blog – ma non solo – che permette almeno di avere una platea di potenziali lettori? E poi non è detto che una cosa escluda l’altra, no?
    Anche sulla così detta frettolosità dei blogger non concordo. Forse era così qualche anno fa, ma oggi c’è facebook, c’è twitter (si scrive così? :-D), ci sono una pletora di instant messagger – perfino sugli smartphone ormai – che fagocitano i frettolosi: chi è rimasto nel mondo dei blog non è certo tra questi, in generale. Come mi piace scrivere, i blog sono slow-food, i social network fast-food.
    Poi è chiaro, ogni lettore e scrivente fa’, sempre, storia a sé.

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Come in tutte le cose, wolf, bisogna attendere la fortuna, che spesso arriva a giochi fatti, cioè quando l’autore è morto, ma non c’è niente da fare. Quanto ai blog, è vero che c’è chi ha sempre fretta, ma molti blogger (quelli superstiti dopo la grande fuga) hanno ancora voglia di approfondire e di conoscere. A presto 🙂

      • wolfghost ha detto:

        Sui blogger siamo d’accordo allora 🙂 Sulla fortuna che arriva quando l’autore è morto… 😀 … bé, credo che in ogni caso solo una minuscola parte di essi vengano comunque scoperti postumi, soprattutto oggi. La società di oggi infatti è fatta di comunicazione visiva, di apparizioni in TV, di possibilità di fare “speciali” televisivi. Chi non ha sfondato da vivo, oggi non ha molta possibilità di farlo da morto. Credo di doverti togliere anche questa speranza! ahahah 😛
        Io spero che tu ci riesca presto, altro che… “dopo” 😉 Ma anche se così non sarà, come ti ho scritto in “tempi non sospetti”, non sarà certo stato demerito tuo, i tuoi racconti non hanno nulla da invidiare a tanta robaccia cartacea che si trova in giro, ma nemmeno a quella che invece ha successo meritato. Anzi… non mi stupirei che prima o poi qualcuno te li plagiasse! Sicuro di non aver mai trovato romanzi stranamente simili ai tuoi? 😉

        http://www.wolfghost.com

      • guido mura ha detto:

        I racconti in Italia non si vendono, wolf. Conosco persone che non leggono un libro che non abbia almeno 300 pagine. Io, d’altra parte, non posso lamentarmi. Ho scritto solo due testi lunghi, La casa dove gli angeli cantano, che è un libro realistico ma un po’ troppo particolare, e Le terme, fantastico. Giorni di nebbia è un romanzo breve. Spero che nessuno li plagi, ma non farebbero grossi affari. Dovrebbero rielaborare troppo le storie per renderle commerciali e aggiungerci almeno cento pagine, per farle rientrare in un romanzo standard.

      • wolfghost ha detto:

        Ma no, io non sono d’accordo. Particolari sicuramente, e questo è un merito, ma difficili da leggere tanto da non meritare l’attenzione del grande pubblico, no, non credo. Io continuo a sostenere che è anche questione di c… ehm… di fortuna! 😉

        http://www.wolfghost.com

      • guido mura ha detto:

        Hai ragione, wolf, ci vuole c… (pardon, orecchio). “Bisogna averlo tutto,
        tanto…anzi parecchio… Per fare certe cose – ci vuole orecchio!”

    • lillopercaso ha detto:

      Ciao Wolf, non riesco ad accedere al tuo blog!
      (Scusa Guido, ma non riesco ad accedere al suo blog 😀 )

  8. annamaria49 ha detto:

    Hai la stoffa dello scrittore vero, ciò che ho letto è di qualità. L’auto pubblicazione è costosa e mortificante: l’opera viene in seguito deprezzata, io ne so qualcosa. Infatti quando non avevo esperienza, sono incappata in quel tipo di procedura. Ho scritto altri due romanzi ma giacciono nel cassetto e, anche se demoralizzata, ne sto scrivendo un altro, ma non mi arrendo ed è ciò che devi fare tu: la vita offre improvvisi ribaltamenti. E poi chi ama scrivere, suonare, dipingere non smette: è il fuoco della passione che non si spegne ad alimentare la voglia di fare.
    In bocca al lupo e buon tutto.
    annamaria

  9. guido mura ha detto:

    Ti ringrazio, Annamaria. Per ora ho deciso di continuare a scrivere per gli amici che si divertono a leggermi. Autopubblicarsi in cartaceo senza avere le necessarie competenze commerciali e pubblicitarie è un’avventura senza molti sbocchi. Si perdono dei soldi e non si guadagnano lettori. Cadere nelle grinfie di un editore significa, quasi sempre, pagare per lavorare, il che è quanto meno assurdo. Credo che dovremo sperimentare nuove forme di diffusione. Il problema è che un prodotto che non si presenti come dichiaratamente commerciale e che non sia garantito da un grosso editore il pubblico non lo vuole nemmeno in regalo. Il piccolo editore sa in partenza che non venderà un numero di copie sufficiente e quindi chiede in pratica all’autore di assumersi il rischio. Lo fa con gli autori giovani e ancora ingenui; agli autori anzianotti come me non risponde neppure, perché sa che non accetterei certe condizioni. Quindi non c’è soluzione. Bisogna accettare l’idea che fare letteratura non è un’attività che abbia rilevanza economica, a meno che non ci si adatti a scrivere prodotti di consumo o testi di saggistica a comando, secondo le direttive dei vari padroni al potere. Ma quello è compito dei professionisti del giornalismo, non degli autori di letteratura.

  10. gelsobianco ha detto:

    “Sto attraversando uno strano periodo, in cui riprendono le percezioni inconsuete, come quelle delle grate di ferro che si muovono, se cerco di guardarci attraverso.”
    😉

  11. gelsobianco ha detto:

    Che splendide fotografie nel tuo video!
    Ho rigurdato e risentito tutto!
    Musica adatta!

    • guido mura ha detto:

      Che bello, qualcuno che guarda anche i miei video! Mi sembra di tornare ad essere un musicista. Ma perché avrò smesso poi? Bohhhhhhhh!

      • gelsobianco ha detto:

        Guido, ti prego!
        Non cominciare anche tu con le consonanti, le vocali ripetute!
        Mi viene l’allergia! 😉
        Tu, evidentemente, qui lo fai per riuscire maggiormente a comunicare quel tuo “Boh!”!
        Una volta va bene, anche se io devo già prendere un antistaminico.
        Non di norma! Ti prego, Guido caro. Non sempre.
        E non iniziare ad usare anche i troppi puntini.
        Quelli, ancora, non li ho visti da te!
        No. Non i tre puntini sospensivi, usati con maestria. Quelli sono molto validi.

        Io leggo ogni tua parole, seguo i video ed ascolto la tua musica.
        Con un sorriso, ti prego
        gb

        Si è sempre ciò che si è stati.
        Con meno esercizio. Con la stessa passione.
        Tu hai smesso per un po’. Poi hai ripreso.
        La musica, come la danza, entra nel sangue e scorre, anche se in silenzio.

      • guido mura ha detto:

        Almeno per la musica non devo cercarmi un editore, per la musica e per le foto. Sono prodotti miei, che posso utilizzare liberamente. Certo, la vita ti obbliga a scegliere, a rinunciare a una parte di te stesso. “Una sola vita, per vivere davvero non ti basta, e quand’è finita, non hai vissuto abbastanza”: sono versi di una canzone che non ho mai finito di scrivere, forse perché non so come concluderla.

    • gelsobianco ha detto:

      Si concluderà da sola!

  12. graziagardenia ha detto:

    Non finirò mai di ammirarti, Guido.
    Per la tua scrittura, per la tua intelligenza, per la tua originalità.
    Viviamo tempi strani, purtroppo.
    Buonanotte.
    grazia

  13. rossodipersia ha detto:

    Non sono abbastanza preparata per addentrarmi in questa conversazione ma volevo solo dirti che quello che ho letto, perché l’ho letto tutto e con calma, mi è piaciuto. Ciao.

    • guido mura ha detto:

      Grazie, rosso. Se qualcuno mi legge, l’obiettivo è raggiunto. A volte si pubblica su carta e si hanno meno lettori di quelli che si raggiungono sul web. Spesso non si conosce nemmeno il numero dei lettori. Per esempio, io non saprò mai se i miei articoli pubblicati su riviste o libri miscellanei siano mai stati letti da qualcuno. Il web per lo meno ti fornisce qualche statistica 🙂

  14. maria d'ambra ha detto:

    Caro Guido, da lettrice poco ortodossa, nel senso che non leggo per moda, né con fretta, né con aspettative precise e per tutte le cose che ben sai visto che ci frequentiamo via blog da parecchio, voglio dirti un’altra volta che ho sempre ammirato la tua scrittura chiara, fluida, in molti punti addirittura impeccabile, ma purtroppo tutto questo non ha nulla a che vedere poi con l’essere pubblicati o con l’avere successo. In Italia è una tradizione puntare sulla superficialità e non essere lungimiranti, soprattutto in campo editoriale,. La dice lunga in tal senso non soltanto la classifica dei libri più venduti, ma anche la lista di quelli che finiscono fuori catalogo, senza contare il fatto che molte persone sono convinte che leggere debba essere un equivalente del dolce far nulla, ovvero un’attività che distragga dal quotidiano, ma senza alcun impegno di riflessione. Viviamo in un momento storico in cui la cultura è veramente bistrattata, del resto basta vedere le scene raccapriccianti che ci propongono quotidianamente i nostri politici per sottolineare questo vuoto della mente dove per primi annegano proprio i libri…
    Tuttavia, come sempre accade, dopo che si tocca il fondo non si può fare altro che risalire, perciò non perdiamo la speranza!
    un abbraccio

    • gelsobianco ha detto:

      Vuouo totale della mente, Maria!
      Come hai ragione!
      Un saluto molto caro ed un sorriso
      gb
      Sono molto stanca e preoccupata in questo periodo e, purtroppo, non ce la faccio, spesso, a commentare i tuoi bellissimi post, Maria!

    • guido mura ha detto:

      L’Italia è un paese ricco di contraddizioni, per cui non si sa mai. Certamente non bisogna arrendersi all’assenza di cultura e allo stile unico, da traduttore di noir e fantascienza americani o da commediola adolescenziale. Il pubblico ogni tanto cerca qualcosa di nuovo. Il problema è come farglielo conoscere.

  15. lillopercaso ha detto:

    Sarà che leggere l’inizio di un romanzo sapendo che non si saprà il seguito è demotivante, ma non è il mio genere.
    Mi piaceva molto la serie ‘Assassini’, e ‘Colline’.
    No, anche La casa dove gli angeli cantano, nonostante fossero solo degli estratti…

    Invece mi piace l’inizio del post, credevo cge il racconto fosse quello!

    Ciao Guido caro, continua a scrivere e a comporre, e divertiti, come noi ci godiamo la lettura e l’ascolto!

    • guido mura ha detto:

      E mi dici niente! Assassini, Colline e La casa sono le mie cose migliori, Lillo. Le terme è una cosa strana: un Dan Brown corretto da Thomas Mann. L’inizio del post piace anche a me. Se riesco a capire cosa succede là dentro, un racconto ne viene fuori.

  16. gelsobianco ha detto:

    E’ un OT.
    Tu non sei così “cattivo” come sembri nella fotografia di “about me”!
    E sei anche più carino.
    Decisamente sì. 😉

  17. melogrande ha detto:

    Conoscendoti so già che lì dentro ne succederanno di tutti i colori.
    Leggerti è un gran piacere, tutto il resto è relativo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...