Le ceneri di Priebke

Neanche i pesci lo vogliono

pesci rossi

In questa nuova storia all’italiana si ammira l’assoluta incapacità delle nostre autorità di assumere qualunque iniziativa per il futuro. Forse pensavano che Priebke, in quanto nazista, avesse conseguito l’immortalità, a seguito delle ricerche effettuate dai suoi camerati in Tibet e in altre parti del mondo. Per cui non era necessario prevedere una soluzione razionale da adottare in caso di sua morte.
Di conseguenza, visto che l’odiato gerarca invece è morto, si è assistito a un indecente scaricabarile, tra località, nazioni e popoli. Insomma, nessuno lo vuole.
Come si è risolto il problema in Germania?
La tomba di Rudolf Hess, collaboratore di Hitler, nel cimitero bavarese di Wunsiedel era diventata oggetto di un culto insano. Perciò i suoi resti sono stati riesumati e bruciati, con l’accordo della famiglia.
(Fonte: http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/22/germania-il-gerarca-nazista-rudolf-hess-sfrattato-dalla-sua-tomba/ )

E’ ovvio che anche per Priebke non sarebbe opportuna la sepoltura in una tomba che diverrebbe luogo di pellegrinaggio di fanatici fuori di cervello o incoraggiare inutili vendette postume, con vilipendio di cadavere.
L’unica soluzione consigliabile sarebbe la cremazione e la successiva dispersione delle ceneri in mare. Sempre che i pesci non abbiano anche loro qualcosa da obiettare.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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32 risposte a Le ceneri di Priebke

  1. melogrande ha detto:

    Sarebbe forse bastato anche solo seppellirlo in forma anonima ed annunciare la morte qualche giorno più tardi, a cose fatte.
    Ed è anche triste che non si riesca mai, nemmeno una volta, a guardare avanti anziché sempre e solo all’ indietro. Che gusto potrà mai dare, insultare un cadavere ?

    • guido mura ha detto:

      Ogni soluzione razionale, predisposta in tempo, sarebbe stata meglio del solito arrangiarsi quando le cose succedono. Comincio a pensare seriamente che gli italiani siano sempre e soltanto degli improvvisatori, assolutamente incapaci di pianificare, di prevedere, di organizzare. E’ uno dei motivi per cui la nostra struttura industriale sta andando in frantumi. Quanto all’essere rivolti al passato, è un’altra delle nostre caratteristiche. Certo è difficile, per una persona razionale, comprendere come qualcuno possa prendersela con un cadavere. Però esiste un sentimento fortissimo e irrazionale, che è quello della vendetta, che a volte necessita di immediata soddisfazione. Il cadavere rappresenta il simulacro della persona odiata e molti provano soddisfazione nell’accanirsi contro quel mucchio di carne morta. Qui parliamo di gente che ha subito i massacri nazisti, di uomini e donne che hanno visto familiari e amici giustiziati o trasportati a forza verso i campi di sterminio o che, i più giovani, abbiano sentito raccontare quegli orrori. Penso che abbiano dentro un odio che mai riusciranno a placare. In qualche misura li comprendo.

      • melogrande ha detto:

        Sara’.
        Ma a me viene da pensare che sono passati settant’ anni, due generazioni, e che anche i figli di coloro che videro quelle atrocita’ sono ormai anziani.
        Dubito che a quegli scontri, su entrambi i fronti, abbia partecipato gente davvero coinvolta personalmente nella vicenda.

      • guido mura ha detto:

        Comunque si tratta di gente nutrita nell’odio, perché la giornata dell’oblio o della pacificazione, o semplicemente della razionalità, non la istituisce nessuno.

  2. massimobettini ha detto:

    io ho l’impressione che tanti protestatori e indignati di professione non abbiano in realtà alcun interesse per la questione in sè, ma devono semplicemente rispettare il copione, in questo come in tanti altri casi… i pesci sì, sono la soluzione, perchè anche se hanno qualcosa da ridire comunque tacciono

    • guido mura ha detto:

      Credo che la situazione sia un po’ più complessa. Ci sono, naturalmente, professionisti del caos, spesso manovrati, ma in casi come questi c’è alla base un lontano desiderio di vendetta. Spesso questo desiderio si trascina per generazioni, viene bevuto insieme all’apprendimento della storia o all’indottrinamento ideologico. C’è oggi un desiderio di vendetta nei confronti del nazismo, come un desiderio di rivincita per chi ha perso la guerra, nei confronti dei vincitori. Così, in altre situazioni, qualcuno vuole ancora vendicare l’offesa delle crociate o intende rivalersi contro le ferite del colonialismo o per le purghe staliniane o per chissà quale altra diavoleria della storia, comprese le guerre puniche e la distruzione del tempio di Gerusalemme. La ragione, che imporrebbe di stendere un velo di pacificazione tra popoli e idee contrapposte, non è di casa da queste parti, sulla Terra.

      • gelsobianco ha detto:

        “un desiderio di vendetta nei confronti del nazismo”
        a che serve?
        e, poi, non solo i nazisti hanno cercato di sterminare una stirpe!

      • gelsobianco ha detto:

        quante stirpi sono state sterminate e quante ora sono in via d’estinzione?

      • guido mura ha detto:

        Diverse, ma non in maniera così ideologica e sistematica. Erano popoli da distruggere perché altri volevano impossessarsi delle loro terre. Nessun popolo poi aveva una tradizione scritta e una cultura paragonabili a quelle del mondo ebraico, né una simile penetrazione nel mondo occidentale, per cui se ne parla di meno. Tanti genocidi sono stati perpetrati o tentati, ma hanno avuto minore impatto mediatico, anche perché i massacratori hanno avuto almeno il buon gusto di non perdere una guerra.

      • gelsobianco ha detto:

        “i massacrati di allora” hanno sempre le loro medaglie con doppie facce potentissime.

  3. suzieq11 ha detto:

    Spiegami come mai persone normali, persone come me, te e tanti altri, la soluzione l’aveva già trovata senza tanti sforzi. Era così semplice, lo si crema e si gettano le ceneri in mare. Io avevo addirittura pensato che, visto il personaggio, forse non era neppure il caso di comunicare la sua morte. Si taceva e si faceva sparire. Dov’era la difficoltà?

    • guido mura ha detto:

      Perché alle persone “normali” non è consentito raggiungere determinati livelli decisionali: le fermano sempre prima. Quelli che comandano obbediscono a criteri che sono ben diversi da quelli della ragione. E viene da pensare che un po’ di casino faccia sempre bene al sistema e che quindi… ma qui mi fermo, per non passare per complottista.

  4. Egle1967 ha detto:

    Probabilmente si sarebbe comunque scatenato un putiferio , perche’ prima o poi si sarebbe dovuto dire …e i giornalisti contribuiscono fortemente a fomentare odio e polemica..beh, i pesci almeno non parlano.

    • guido mura ha detto:

      Se poi il cadavere non è bruciato bene e ci rimane qualcosa di commestibile, magari i pesci ringraziano pure. Invece così si è lasciato qualcosa di commestibile soltanto ai giornalisti, che ovviamente si buttano (a pesce) sulla notizia.

    • suzieq11 ha detto:

      comunque sia, noi, o meglio chi ci rappresenta, riusciamo sempre a distinguerci dagli altri. E’ una nostra prerogativa….

  5. d8r6 ha detto:

    Ma da un paese che impiega 70 anni per condannare un militare tedesco colpevole di aver partecipato ad un eccidio, davvero ci si può aspettare tanta saggezza?
    Un paese civile, che so, l’Uzbekistan, la Repubblica del Congo, Tahiti avrebbe tranquillamente raginato in ottica futura e pensato alle soluzioni per tempo debito ma qui siamo in Italia.
    Siamo davvero al ridicolo. E forse, non rimane che riderci su, anche su questi temi…giusto per non piangere.
    Cmq davvero complimenti per il suo blog.Ci sono passato per caso ma devo dire davvero ben fatto e ben curato e molto molto interessante.
    Se vuole la invito a visitare il mio blog: http://www.aspettatiilmeglio.wordpress,com

    A presto

    • guido mura ha detto:

      Mi aspetto prossime condanne per i crimini compiuti in età romana o medioevale, con procedimenti che finalmente abbiano concluso l’iter giudiziario. Quanto ai blog: il suo, che è originale e divertente, l’ho già linkato.

  6. rossodipersia ha detto:

    Ho trovato vergognoso il modo in cui è stata gestita la faccenda, così come ho trovato vergognoso che un condannato per crimini di guerra andasse a passeggio nelle vie dei suoi stessi crimini sorridendo alle telecamere. Trovo che tutto sia stato gestito con il solito rumor tipico italiano. Anche il problema della sepoltura: certo da uno che ha cento anni prima o poi bisogna pure aspettarsi che muoia! E’ stato offensivo per la memoria delle vittime dell’eccidio ma anche per lo stesso Priebke, al di là della Storia.

    • guido mura ha detto:

      In Italia abbiamo una classe dirigente che il mondo NON ci invidia. Le nostre strutture, pubbliche e private, fanno acqua, soprattutto ai vertici. Eppure i nostri capi politici e sindacali vengono scelti da noi attraverso elezioni, i nostri dirigenti pubblici tramite concorso e, quando si va a controllare, sembrano tutti esseri geniali e superiori, solo che sul lavoro si rivelano delle pubbliche sciagure. Gli ultimi dirigenti che ho sperimentato, anche nel mio settore, per quanto in teoria preparati e assunti per concorso, si sono dimostrati peggiori di quelli che una volta venivano selezionati tramite scrutinio per merito comparativo e non per concorso. C’è qualcosa, al vertice, che non funziona, o forse ha fallito la scuola, l’università che ha preparato tante persone boriose e incapaci. Fatto sta che oggi sono questi i dirigenti che il nostro sistema è stato in grado di selezionare.

  7. lillopercaso ha detto:

    Siamo un paese che ha bisogno di eroi, o di mostri. Peccato che raramente si spieghi il perché.

    • guido mura ha detto:

      E’ una vecchia tradizione, Lillo. Dai tempi dei Romani, Cesare è stato prima eroe popolare, poi mostro da abbattere, poi abbiamo avuto gli imperatori-mostro, cioè quelli che non piacevano alla classe dei senatori, poi Dante (sommo poeta e gran maestro di una segreta loggia esoterica), cacciato da Firenze ed esaltato dagli avversari del papa. Eroi e mostri insieme erano anche i grandi briganti, i grandi fuorilegge. In epoca più recente ne abbiamo avuto altri, di eroi-mostri, troppo amati e troppo odiati. Ovviamente il fenomeno non è solo italiano. Lo si risolve, secondo me, solo scoraggiando il culto della personalità e sviluppando la cultura individuale e l’autostima dei singoli. Questo porterebbe a ridurre il verticismo della nostra società e a una migliore redistribuzione del reddito, a una vera rivoluzione quindi, in cui non ci sarebbero più idoli, salvatori della patria, “migliori” alla Ercoli, ma semplicemente persone dotate, che possono essere scelte per diventare primi inter pares. Insomma, non più geni e superstar, ma persone che sanno fare alcune cose un po’ meglio degli altri e che potranno guadagnare un po’ di più degli altri, non cento o mille volte di più.

      • lillopercasol ha detto:

        Giusto! Ognuno secondo i suoi bisogni, ma anche secondo le sue capacità: sai che soddisfazione?
        Ma turnando agli eroi: PERCHE’ questo bisogno? E’ naturale o indotto?

    • guido mura ha detto:

      Bella domanda! Io credo che ci sia nella natura umana qualcosa di lupesco, per cui ci si organizza in branchi e ci si affida a un capo branco, quello che ha in sé al massimo grado virtù positive (è il più forte, bello o eloquente) o negative (il più feroce e spietato, il migliore ingannatore). Però c’è da dire che una società che si è costituita su questi criteri ha interesse a consolidarli, scoraggiando i comportamenti gatteschi o da lupo solitario. L’educazione (nel suo complesso, non solo quella scolastica, ma anche quella più sottile promossa dai media o dagli stessi esempi della realtà) porta all’esaltazione del genio e all’esecrazione-ammirazione per il mostro. Poi subentra anche la pigrizia, che spinge al più comodo disimpegno psicologico e materiale: diventare geni o mostri è faticoso e impegnativo. Meglio trovarne uno già fatto, così motivato e ambizioso da impegnarsi e rischiare, se poi è uno psicopatico, pazienza!

      • lillopercasol ha detto:

        Anche io avevo pensato ai lupi ! e all’Uomo come animale gregario. E perché seguire il capo-branco e contemporaneamente dannarsi per differenziarsi (e non parlo degli adolescenti)? “E quando tutti saranno supereroi, nessuno lo sarà più”, diceva Sindrome ne Gli Incredibili (cartoon) 😀

  8. gelsobianco ha detto:

    Quoto questo commento
    melogrande scrive:
    18 ottobre 2013 alle 8:07 pm
    E’ il primo commento!

    Ciao, Guido
    gb

  9. melogrande ha detto:

    Alla fine hanno avuto un colpo di genio, seppellirlo di nascosto in una localita’ segreta.
    Pensa un po’.

  10. ventisqueras ha detto:

    quando l’uomo che è polvere ritorna nel suo elemento mi sembra assurda ogni qualsiasi cosa che lo distolga da ciò che è diventato: polvere di tempo, resteranno le sue opere a parlare di lui, come sempre travisate dalla storia che avrà sempre diverse versioni da fornire
    lasciamolo dove è, non starà in pace, forse padre Dante avrebbe inaugurato un nuovo girone per tutti gli sterminatori o colpevoli di genicidio che non si chiameranno necessariamente solo nazisti o Priebke

    • guido mura ha detto:

      Ai tempi di Dante ancora non si parlava di genocidio, comunque era di gran moda sterminare gli abitanti di una città e ridurre i superstiti in schiavitù. Il nazismo ha solo tentato di far rinascere quelle tradizioni, gestendole in maniera organizzata e sistematica. Ma nella storia si è visto (e forse si continuerà a vedere) di peggio. In fondo, nemmeno il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki e la distruzione di Dresda sono stati una distribuzione di caramelle.

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