Polli di Halloween

Anche quest’anno il mio blog presenta un racconto per Halloween, accompagnato da una colonna sonora insolita. A tutti un Happy Halloween.

Una volta, una sola volta all’anno. In un solo giorno o meglio in una sola notte dell’anno si può fare: solo nella notte di Halloween.
E’ strano che si possano reprimere gli istinti per tanto tempo, che si possa percorrere la vita in mezzo agli uomini indossando una maschera dalle perfette sembianze, senza manifestare la diversità che la natura comporta. E poi, in una sola notte, una legge antichissima consente che esplodano desideri profondi e inespressi, che il sangue reclami i propri diritti, che tutto il represso ritorni alla luce e operi senza limiti, superando ogni barriera, ogni divieto, ogni prescrizione della ragione.
Solo in quella notte il cervello inventa azioni folli e sconsiderate, crimini inimmaginabili, violenze e supplizi. Solo quella notte, solo per una notte.
Gli uomini hanno scimmiottato talvolta, in maniera incerta e grottesca, le nostre imprese, le nostre follie; ma solo noi abbiamo la forza e il coraggio di proclamare il nostro potere, di esprimere la nostra naturale superiorità su questa razza di bastardi, creata da noi per servirci e per allietare le nostre giornate terrestri.
Eppure, per dominarli, dobbiamo fingere, da sempre, di essere come loro.
Ma oggi no, questa è una notte perfetta, di un nero profondo, un velluto che avvolge e che soffoca, che non lascia sfuggire neanche un barlume di luce.
Gli uomini vanno a caccia, in questa notte abissale, di sensazioni e di emozioni, di piaceri proibiti e di violenza sublime. La follia della notte li ha contagiati e sognano fantasie di sesso e dominio, di selvaggia trasgressione, di illimitato potere del desiderio.

Ed è uno di questi cacciatori a tentarmi, con il vigore della sua carne e la prestanza delle sue forme. Vedo che mi desidera e che tenta di travolgermi in un turbine di follia. Io mi lascio coinvolgere e lo porto nella casa in cui da qualche tempo abito, dove nessuno potrà disturbarci, per l’intera notte.
La mia casa pare una teca di voluttà: tendaggi rosso cremisi, legni preziosi, profumi orientali che invitano ad azioni lascive, immagini di bellezze carnali e naturali, di giovani donne colte nello stupore della scoperta del piacere. Nessun uomo può entrare nella mia casa e non provare il desiderio di eccedere, di abbandonarsi all’istinto, di perdere ogni ritegno; mentre le donne, qualunque sia la loro origine e la loro vita sensibile, provano a loro volta il turbamento estremo che le conduce alla perdita di ogni naturale pudore.
L’uomo che io conduco per mano verso la perdizione mi si affida, non può evitarlo, non riesce a richiamare alla mente l’istintiva prudenza, il desiderio di avventura è troppo forte, la mia forza seduttiva lo annienta. Si lascia condurre nella penombra, su un giaciglio di piume che è un oceano di morbidezza, tra fiori che emettono il loro profumato potere, che predispongono al cedimento della volontà, al più totale abbandono all’abisso. E lì, su quel giaciglio, lui entra in mio potere. Lo conduco verso il piacere estremo, lo prolungo fino allo spasimo, lo prendo, lo annego nell’estasi più totale. Lentamente ne estraggo la forza, il sangue, l’anima, una due tre, più volte. Stimolo all’infinito i suoi nervi ormai esausti, il suo spirito ancora incapace di resistere, fino a quando non si torna più indietro. La mia bocca aspira, i miei denti mordono qualcosa che è morbida carne. Lo spirito si dissolve, il mio corpo, le mie labbra, il mio sesso sono macchiati di bianco e di rosso; la sua vita è volata dentro la mia, ora ne fa parte, in questa notte di terribile magia. Io stessa precipito in un’assenza infinita, in un delirio sublime, in un presente assoluto che vieta al tempo il suo scorrimento inesorabile, volo nella dimensione vera: il tempo può attendere.

Ho fame. Ho tra le mani qualcosa di morbido. Le mie mani sono rosse. Ho toccato qualcosa di viscido. Sono semicosciente, l’esaltazione che mi aveva dominato ha lasciato il posto a una sorta di obnubilamento. Fluttuo tra il rapimento e lo stupore. Ho fame. Prendo quel pezzo di carne, che sembra proprio un pollo. Come il pollo deve essere prima passato sul fuoco per bruciare le piume che rimangono anche dopo la spennatura e la peluria, quella leggera peluria che resta sulla pelle di quei volatili. Sento la carne sfrigolare sul fuoco del fornello, la giro e la rigiro, finché il rosa cambia colore. Poi inizio a mangiarla: è ancora morbida e soffice. Vorrei anche del pane, ma non ne è rimasta nemmeno una mica.
La carne sa ancora un po’ di sangue. Non è cotta completamente, ma il gusto del sangue mi eccita, tanto da sconfiggere in parte il mio torpore. Si risvegliano in me antichi ricordi, non solo miei ma della mia specie.
I miei antenati sorvegliano quegli animaletti bipedi, prima racchiusi in fredde caverne, poi in contenitori sempre più ampi, infine diffusi in quell’enorme pollaio che chiamano mondo, quei piccoli esseri che imparano a parlare, a combattere, discutono, uccidono, credono di dominare lo spazio in cui vivono: inconsapevoli dolcissimi polli.

L’uomo, quel giovanotto che aveva voluto trascorrere con me, la sua conquista, la magica notte di Halloween è disteso sull’erba, appena fuori della porta di casa. Nel buio non si nota il sangue uscito in abbondanza dalla sua ferita. Non si vede nemmeno il taglio che lo ha privato del suo strumento di piacere e della vita stessa. Dovrò lavare bene il prato, per non lasciare traccia, e far sparire il corpo, prima che i suoi amici lo cerchino, prima che le sue donne lo reclamino. Un così bel ragazzo avrà pure delle amiche che lo cercheranno, domani. Non riusciranno a trovarlo. Non è successo niente, è come un sogno, un’istante d’irrealtà. Tante cose, tanti fatti si dissolvono nel nulla in una notte come questa: è inutile cercare di capire. Gli uomini non potranno capire, non hanno un intelletto adeguato. Sospettano gli uni degli altri, parlano di reati, di delitti. Non sanno, non immaginano nulla che si trovi al di là della loro banale realtà, non credono alla vita che pullula nell’universo, alla vita che sta oltre la vita.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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70 risposte a Polli di Halloween

  1. cristina bove ha detto:

    scritto diabolicamente bene!
    piaciuto molto anche il video.

  2. guido mura ha detto:

    Infinite grazie, Cristina. In fondo sono un buon diavolaccio. I miei video sono totalmente improvvisati. Posso dire però che mi diverto molto a farli.

  3. ventisqueras ha detto:

    è terrificante, era questo che volevi no? però io e la festa di halloween non abbiamo nulla in comune non riesco ad accettarla non riesco ad inserirla nelle nostre tradizioni
    sorry, quindi a me non augurare niente, mi basta avere letto una buona cosa
    notte

    • guido mura ha detto:

      Non sarà nelle nostre tradizioni, ma la festa si è già abbastanza diffusa. Quello che mi preoccupa, piuttosto, è la ventata di irrazionalismo che ne deriva. Sto osservando da tempo che la celebrazione di Halloween è legata a fenomeni trasgressivi estremi, come l’omicidio. In Italia, il caso più famoso è quello del delitto di Perugia, in cui l’atmosfera di Halloween è degenerata in qualcosa di folle e inarrestabile. Vedremo se anche quest’anno succederà qualcosa.

      • gelsobianco ha detto:

        Credo che il commento di Ven sia perfetto.
        Io la penso come lei.

        Bello scritto, Guido!
        Questo sì!

        Un abbraccio
        gb

        Ho ascoltato i due video insieme!
        Bellissimi così!

      • guido mura ha detto:

        Sono due brani molto diversi per ispirazione e per concezione. La marcia ha ancora un impianto tonale ed è volutamente appesantita e grottesca. Il secondo brano è più libero e lirico. Probabilmente è per questo che possono essere combinati. Sto facendo altre sperimentazioni con strumenti software nuovi: chissà che alla fine non venga fuori qualcosa di decente. Sto ascoltando musica di vari generi. Oggi ho scoperto un quartetto di Respighi, di cui conoscevo solo i soliti poemi sinfonici. Ha fatto della musica molto interessante, in cui si riflette un’eccezionale cultura musicale.

      • gelsobianco ha detto:

        Respighi è un grande, Guido!
        Era un musicologo molto profondo!

        Buona domenica!
        Ora sono troppo stanca per cercare qualcosa da donarti di Respighi.

        Un abbraccio
        gelsettina

      • gelsobianco ha detto:

        Non c’è molto di Respighi su you tube!
        Ti dono questa musica!
        Con affetto vero
        gelsettina

      • gelsobianco ha detto:

        Per te queste trascrizione ottima!
        Amo molto questa musica!
        gelsettina

      • gelsobianco ha detto:

        Ed eccone un altro lavoro di Respighi!

      • gelsobianco ha detto:

        Ed ecco…
        mio refuso.
        scusami
        gb

      • guido mura ha detto:

        Sto ascoltando. Grazie, Gelsettina. Il pezzo di respighi che avevo sentito invece era il quartetto dorico

        Mi sono iscritto a un canale youtube che segnala tantissimi pezzi di musica del Novecento, soprattutto italiana: http://www.youtube.com/user/TheWelleszCompany?feature=c4-feed-lik

      • gelsobianco ha detto:

        Splendido il “quartetto dorico”!
        Lo conosco bene!
        Non lo trovavo su you tube.
        C’è un altro pezzo splendido. Devo rintracciarlo!
        Se tu presti attenzione, c’è qualcosa di simile nell”adagio con variazioni” che ti ho postato.
        Grazie per l’indicazione!
        Ti abbraccio
        gelsettina

  4. lillopercasol ha detto:

    Quella che maneggi nel video mi sembra una piastra per le bistecche… Ah no?? Peccato!

    • guido mura ha detto:

      Magari una bistecchiera Panasonic per polli virtuali 😀 E’ quella che mi serve per fare i borboglii elettronici, anche se adesso ho trovato un software che li fa meglio (o peggio?). Ho visto che youtube ha inserito tra i video simili ai miei la quinta di Shostakovich, il che mi diverte molto.

  5. germogliare ha detto:

    Altro che:Dolcetto scherzetto!!!
    Se halloween ti ispira tanto, peccato che arrivi una volta l’anno 🙂

    • guido mura ha detto:

      Sai, in realtà mi sarebbe piaciuto far parte di quella strana combriccola che si riunì nel 1817 nei dintorni di Ginevra a scrivere storie di fantasmi. Il lago di Ginevra poi ha per me un fascino particolare e ambiguo, tanto che ho utilizzato una mia foto ginevrina per la testata del blog. Comunque ogni occasione è buona per stimolare l’immaginazione. Ho scritto storie e poesie per ogni stagione dell’anno e Halloween, con questa accentuazione del magico nella realtà, può essere utile per pensare a qualcosa di alternativo, un po’ come avveniva agli inglesi, che raccontavano storie di fantasmi per Natale.

      • gelsobianco ha detto:

        Ginevra ed il suo lago… a me ricordano tutt’altro che i fantasmi!
        Ognuno è un mondo a sè stante!
        😉
        gb

  6. wolfghost ha detto:

    L’ho letto con i sottofondi musicali – perfetti – dei tuoi video 😉 Potrebbe essere un estratto da un film dell’orrore, il racconto di un macabro rituale che “qualcuno” ripete ad ogni anno. Molto molto ben scritto 🙂

    http://www.wolfghost.com

  7. maria d'ambra ha detto:

    Più che il racconto horror mi affascina (e diabolicamente mi diverte) l’irrisione della povera umanità che pensa di essere tanto sobria da meritarsi almeno un giorno trasgressivo all’anno, ma poi lo usa per essere ancora più pollescamente imbecille del solito (con rispetto per i polli s’intende…)
    Caro Guido, tra musica e parole, qui non si perde mai tempo!
    un abbraccio

  8. aitanblog ha detto:

    Ho letto con gusto e trepidazione, ascoltando l’inquietante colonna sonora.
    (Mi è piaciuta di più la musica del secondo brano con quei disturbi di frequenza…)

    • guido mura ha detto:

      E’ vero. Mi diverte molto creare borboglii e rumoracci. Il primo pezzo è, se vogliamo, più tradizionale, potrebbe diventare addirittura il tema di un brano scritto veramente e non più di una costruzione estemporanea. Chissà che non mi venga voglia di metter giù qualcosa su pentagramma. L’avevo fatto tempo fa, ma è un lavoro molto più faticoso e impegnativo, soprattutto per chi, come me, non sia abituato a scrivere musica sul serio. Fatico tantissimo anche a trovare il tempo esatto delle note (da secoli che non solfeggio). C’è di buono che poi il computer esegue il brano in maniera perfetta, anche se un po’ anonima. L’improvvisazione invece lascia molto spazio al caso: si creano accordi e dissonanze casuali. In fondo si imita la natura, lasciando che le note si comportino come in un universo quantistico. Si meritano un po’ di libertà anche loro, che poi trovano da sé le loro regole, in barba al contrappunto e alla dodecafonia, che è un’altra gabbia.

  9. lillopercaso ha detto:

    Respighi a parte: Gelso ha ragione, i tuoi due pezzi sovrapposti sono perfetti!!

    • guido mura ha detto:

      Non sono ancora riuscito a metterli insieme con Audacity, anche perché in realtà quelli del filmato sono spezzoni di improvvisazioni più lunghe e devo identificare bene inizio e fine

    • gelsobianco ha detto:

      Hai sentito anche tu?
      Sono perfetti sovrapposti!
      Cara Lillo, abbiamo gli stessi gusti!

      Guido, non comprendo tutta la tua difficoltà.
      Fai come Lillo e come me.
      🙂

      • guido mura ha detto:

        Riuscito! Ho estratto le tracce audio dai video e le ho mixate con audacity. E’ vero: in qualche momento sembra che le due linee tematiche siano state elaborate per stare insieme. Però devo stare attento, perché il tema della “marcia” è diabolico e fa un po’ l’effetto della canzoncina del controllore di Mark Twain!

  10. lillopercaso ha detto:

    …invece quel pezzo di Ginevra non mi piace per niente, adattissima a storie di annegati.

  11. koredititti ha detto:

    welààà complimenti…

  12. lillopercaso ha detto:

    Gelso, Guido,
    anche io conoscevo Respighi per i componimenti più popolari. Ascolto questi e mi meraviglio della ‘larghezza’ che riesce a tirar fuori con soli quattro strumenti!

    • guido mura ha detto:

      Per me il Quartetto dorico è stato una rivelazione. Mi fa meditare sui giudizi limitativi che spesso si danno su una produzione in base a conoscenze approssimative. Qui ho avuto la percezione istintiva della grande musica, che spesso non è destinata a una grande fortuna popolare, ma che è l’unica che veramente possa trasportarci al di là del gradevole, che qualche volta è solamente banale.

    • gelsobianco ha detto:

      Respighi è stato un grande, Lillo cara!
      Oltretutto era un musicologo di fama!
      Ti sorrido
      Gelso

  13. margaret collina ha detto:

    Cavolo!
    Terribile.
    Il maestro Poe plaudirebbe.

    • guido mura ha detto:

      Un po’ un ritorno alle origini, ai miei primi racconti fantastici, che erano forse più orientati verso il gusto di Hoffmann, che a quello di Poe. Poi mi son messo a scrivere testi più realistici e impegnativi, ma visto lo scarso successo (almeno presso gli editori), ho ricominciato a occuparmi di musica; visto che all’ippica, non intendendomi di cavalli, proprio non mi posso dedicare.

      • margaret collina ha detto:

        Secondo me scrivere ti riesce bene.
        Cavalli non mi intendo

      • guido mura ha detto:

        Grazie Margaret; ma se tu fossi un editore giudicheresti in modo diverso. Per piacere all’editoria ufficiale e commerciale dovrei essere giovane e scrivere e pensare in maniera moderna, come un giovanotto appunto. Invece dovrò limitarmi a fare borborigmi musicali, per i quali non è necessario un editore. Un po’ di pomodori virtuali comunque me li voglio meritare!

  14. lillopercaso ha detto:

    Uhmmm… io ho un rosso leggero… Ma passate lo stesso, no!!!

  15. gelsobianco ha detto:

    rispondo a Lillo, a Marfaret, a te, Guido, al più presto, con grande piacere!
    scusami, amico mio, se mi sono permessa lasciare questo “avviso”.
    ti abbraccio
    gelsettina

  16. mitedora ha detto:

    è stato un piacere leggerti. grazie del tuo passaggio, gradito, tra i miei versi.

  17. gelsobianco ha detto:

    **Ti posterò una parte ogni sera di Church Windows di Respighi.**
    Ascolta semplicemente. Vivi la musica solo “sentendola”.
    Goditi la musica!

    Ti abbraccio
    Gelsettina

    • guido mura ha detto:

      Ti ringrazio, gelsettina. Mi pare di aver sentito da poco la terza, bellissima. Questa, la prima, credo di non conoscerla.

    • gelsobianco ha detto:

      Il Concerto Gregoriano di Respighi!
      Non ho parole!
      L’ho ascoltato così tante volte e sempre mi incanto.
      L’ autore ha sviluppato alcuni temi gregoriani.
      Grazie. Grazie.
      🙂
      gelsettina

      • gelsobianco ha detto:

        C’è Uto Ughi che suona uno dei suoi violini preziosi.
        Io conosco personalmente Uto Ughi che è un incredibile interprete!
        gelsettina e… i suoi “segreti”

  18. gelsobianco ha detto:

    Questa è la seconda parte!

  19. gelsobianco ha detto:

    Questa la terza!

  20. gelsobianco ha detto:

    Questa è la quarta!
    Ascolta ogni nota!
    🙂
    Gelsettina

  21. gelsobianco ha detto:

    :-O
    neppure un piccolo, piccolo “grazie”?
    :-O

    • guido mura ha detto:

      Le ho sentite solo ieri sera ed ero sicuro di aver già risposto. Scusami. Ti ringrazio in ritardo. Poi mi son messo a rivedere i miei “rumori” da scaricare su youtube e si è fatta mezzanotte, ora del coprifuoco!

  22. gelsobianco ha detto:

    Questo è un siti di qualità!
    Che faccio?
    Mi inchino.
    gelsettina

  23. melodiestonate ha detto:

    complimenti per il post e il video……..Sara

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