Che ne dite di Nina? – Parte 12

london-Panorama da Bankside

Susan:

Ho sognato Nina, che non vedevo da anni. La sua immagine raggrinzita e stravolta si era manifestata, ma io la rifiutavo, non potevo accettare che quello fosse il reale aspetto della mia giovane amica.
Era notte e ricordavo di aver camminato per tanto tempo all’aperto, calpestando l’erba umida dei prati, che mi bagnava le gambe.
Una luna, una luna dalla luce violenta, quasi mediterranea, incombeva alta nel cielo e investiva la bianca figura che, nell’illusione del sogno, sapevo essere Nina.
Si ergeva candida, sullo scuro sfondo della boscaglia. Poi lei, lei stessa, sollevava la mano all’altezza del volto e con un gesto levava il velo che lo copriva. Con mio stupore, il viso appariva giovane e bellissimo, come doveva essere una volta, prima ancora che io la conoscessi.
“Vedi? Io sono questa”, diceva, mentre la luce bagnava la sua pelle, rendendola più chiara, quasi perlacea. “Io sono sempre rimasta così, ma nessuno poteva vedermi quale sono. Chissà perché gli uomini non vedono l’essenza delle cose, ma l’aspetto esteriore che discende dal deteriorarsi della materia, dalle stratificazioni e dalle alterazioni prodotte dal tempo.”
“Allora era vero quello che dicevi, che lo studio delle cellule danneggiate dalla malattia, di quelle piccole forme di vita sofferente, avrebbe potuto dare risultati incredibili. Allora Jameson aveva ragione!”
“La scienza ha ragione. Ogni patologia può essere affrontata, con fiducia e con una qualche dose di creatività. Quello che per una cultura è miracolo, per una società più avanzata nelle vie della conoscienza può essere l’effetto di una cura regolarmente prevista e di un farmaco debitamente registrato. Ma se gli stessi medici, gli stessi ricercatori, non hanno fiducia, se credono nell’ineluttabilità dei processi morbosi, non si potrà mai realizzare nessun progresso, non si potrà mai sviluppare una nuova cura. Prima di tutto bisogna credere nella possibilità di qualcosa: è il primo passo verso la sua realizzazione. Poi occorre l’intuito, occorre l’immaginazione. A volte bastano un sogno, un’intuizione o il semplice caso, per risolvere problemi ritenuti insolubili per secoli.”

Questo affermava Nina, nell’illusione del sogno; ma probabilmente erano mie antiche convinzioni, quelle che ponevo nella sua bocca, convinzioni purtroppo mai suffragate da prove reali, da esperienze della nostra vita cosciente.
Valutando la realtà, le esperienze registrate dalla nostra mente, non rimane che angosciarsi per la miseria e la fragilità dell’uomo e per la sostanziale inutilità dei suoi sforzi per scongiurare le malattie e allontanare la morte.
La stessa scomparsa di Jameson, e con lui di Nina, le interpreto ora come un conclusivo desiderio di voler celare al mondo, al suo teatro, e all’uomo che ne è l’inconsapevole spettatore, il totale, angoscioso orrore della verità. Eppure da qualche parte, nella mia mente, si annida la speranza. Mi viene da pensare che Nina e i suoi compagni si nascondano un qualche zona remota dell’universo a pensare, a sperimentare, a immaginare cure per le più angosciose e inconcepibili patologie.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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8 risposte a Che ne dite di Nina? – Parte 12

  1. tramedipensieri ha detto:

    ..e chissà dove sono, spero non ci sia stata una tragedia collettiva …
    No, vero?

  2. guido mura ha detto:

    Al momento si possono fare solo delle ipotesi, Ciao. 😉

  3. wolfghost ha detto:

    Bé, un po’ Castanediane queste sparizioni, vero? 😉 Più che una guarigione dovuta alla scienza, questa parrebbe essere un trascendere in un’altrà realtà. Ovviamente se il nostro non stesse semplicemente elaborando sue speranze nel sogno 😉
    Chissà se ce lo farai scoprire o se lascerai abilmente a ciascuno le proprie conclusioni 😉

    http://www.wolfghost.com

  4. Lillopercaso ha detto:

    …o a tramare contro il resto dell’Umanità!!!

  5. guido mura ha detto:

    Tutto può accadere, Lillo. 😉

  6. gelsobianco ha detto:

    Che puntata bella bella!
    I tuoi passaggi poetici rendono ancora più viva la tua profondità di pensiero.
    Tutto è un dubbio. Sì.
    Eppure Nina in sogno “Vedi? Io sono questa”, diceva, mentre la luce bagnava la sua pelle, rendendola più chiara, quasi perlacea. “Io sono sempre rimasta così, ma nessuno poteva vedermi quale sono. Chissà perché gli uomini non vedono l’essenza delle cose…”
    E come non dare ragione a ciò che Nina, sognata da Susan, ci fa giungere?
    Chiusa di “speranza”.
    La tua foto è “giusta” e mi piace tanto. Quelle nuvole… 🙂

    Un abbraccio, Guido
    gelsettina

  7. guido mura ha detto:

    Che bel commento, gelsettina. Mi commuovi.

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