Che ne dite di Nina? – Parte 13

London - Thames

Melvin Westwood:

La cronaca che scrissi sulla scomparsa di Jameson dalla palestra di Stewengrange aveva la non troppo nascosta intenzione di far colpo sui lettori del nostro giornale.
Devo confessare però che una spiegazione razionale degli avvenimenti è possibile, anzi quasi necessaria.

La mia prima impressione, la mia impressione più vera, è che si sia trattato di una rappresentazione. Che la fuga sia stata organizzata perfettamente, e realizzata con un vero e proprio coup de théatre.
Avevo notato, durante la mia visita, che la grande palestra in cui Jameson si era rifugiato aveva una copertura in vetro, che si concludeva con una grande botola. Sembrava perfettamente chiusa, è vero, ma non mi sembra impossibile che qualcuno abbia potuto serrarla dall’esterno, dopo una fuga rocambolesca, magari in elicottero.
A dire il vero, nessuno ricordava di aver notato velivoli lì vicino, quel giorno; ma bisogna considerare che la palestra si trova in una zona isolata e che difficilmente gli abitanti della zona avrebbero potuto notare il volo di uno o più elicotteri a bassa quota, specie se la destinazione fosse stata qualche area sperduta delle vicine alture selvagge. E poi, chi si mette a guardare il cielo quando si è appena svegliato e pensa ancora assonnato a pulire il suo corpo e a predisporre la sua immagine per il mondo che dovrà vederla e giudicarla, tra poco?
Ho provato a immaginare la scena: Jameson che entra nel cerchio rosso con i suoi discepoli e con la misteriosa dama velata che lo segue da tempo. Su, nella copertura della palestra, una botola si apre e ne scende una scaletta, su cui salgono, uno dopo l’altro, i compagni del professore. Lo stesso Jameson, per ultimo, supera con la scala di corda la botola e, con un colpo deciso, la richiude, prima di risalire sul velivolo che attende immobile nell’aria.
Successivamente, le macchine volanti si muovono nel cielo ancora pallido del mattino e si dirigono velocemente verso le montagne, dove un pulmino o un gruppo di auto attendono, per trasferire i fuggiaschi in un posto sicuro.
Dove possano essere andati, poi, può solo essere oggetto di congetture. Forse in qualche isola semideserta del Nord. Oppure, se quella potrebbe essere stata una probabile meta immediata, in qualche paese lontano, raggiunto con mezzi privati, magari spostandosi per piccoli gruppi, tanto per non dare nell’occhio.
Qui Jameson avrebbe potuto proseguire le proprie ricerche in tutta tranquillità, raggiungendo livelli conoscitivi superiori e impensabili e conseguendo un potere spaventosamente grande.
Certo quelle conoscenze sarebbero rimaste segrete, raggiungibili solo dagli uomini più ricchi e potenti, che avrebbero continuato ad arricchire lo scienziato e i suoi più stretti seguaci., pur di assicurarsi una salute perfetta, fino al naturale esaurirsi della propria forza vitale.
Insomma, se si lascia correre l’immaginazione, anche le storie che si pretende di ricondurre a una sana razionalità finiscono per sfuggirci, per rifugiarsi nei regni della fantascienza.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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12 risposte a Che ne dite di Nina? – Parte 13

  1. stileminimo ha detto:

    …dall’immaginazione nasce conoscenza.

  2. gelsobianco ha detto:

    Ho visto “Jameson che entra nel cerchio rosso con i suoi discepoli e con la misteriosa dama velata che lo segue da tempo.”
    Ne sono certa, Guido!
    E’ la mia immaginazione?
    No. No. No.
    Io sono la donna velata!
    Ti svelo io, ora, qualcosa.
    Guarda bene!
    Vedi quella mano bianca che non è riuscita a non mostrare la dama velata?
    E’ la mia! Sì! E’ la mia!

    N. B. Stai attento! E’ notte! E di notte io immagino ed immagino ed immagino…
    Poi amo immedesimarmi nei personaggi.

    Guido, sei davvero bravo!
    Questo tuo è un racconto d’ampio respiro.

    gb

    Ritorno con la luce del giorno! 😉

  3. wolfghost ha detto:

    Uhm… però è difficile credere che una botola sia sfuggita all’occhio attento degli investigatori 😐 Insomma… a volte il tentativo di scardinare l’inspiegabile si risolve in una spiegazione ancora meno credibile 🙂 D’altronde è davvero così: basta leggere certi articoli del CICAP. Ne ricordo uno nel quale, un sedicente esperto, dichiarava che tra le possibile cause dei cerchi nel grano… c’erano cervi ed altri animali che, in amore, danzavano in cerchio attorno alla femmina! 😀 Il CICAP si è poi dissociato, ma la figuraccia era bella che fatta! 😀

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Qualche volta, per razionalizzare a tutti i costi e tentare di spiegare l’inspiegabile, si superano i limiti del ridicolo. Però una spiegazione deve pur esserci ed è umano cercarla. Poi, in casi come questo, bisognerebbe conoscere lo sviluppo delle indagini, mentre di solito non se ne sa niente. Spesso un caso viene archiviato solo perché qualcuno in alto decide che è meglio non trovare una soluzione ufficiale, anche se magari la si conosce benissimo.

  4. annamaria49 ha detto:

    Sembrerebbe quasi una storia alla James Bond, quegli elicotteri che fanno scendere una scaletta e prelevano il fuggiasco che si mette in salvo; poi la botola e la cupola di vetro, è simile a un film che ho già visto. La narrazione è perfetta, coinvolgente e fa entrare nella scena. Complimenti!
    Buona serata.
    affettuosità
    annamaria

    • guido mura ha detto:

      Da un po’ di tempo cerco d’inserire scene d’azione nei miei pezzi. Credo che funzionino. Comunque sempre meglio che annoiare il lettore con la minuta narrazione di tormenti psicologici e raffinate disquisizioni filosofiche. Tutto può entrare in una narrazione, ma bisogna mantenere un giusto equilibrio, e un po’ di “mission impossible” ogni tanto non guasta.

  5. Lillopercaso ha detto:

    Impossibile che non sia rimasta traccia del passaggio di un elicottero (non dico nella mente degli appena scesi dal letto). Semmai, non la si vorrà rivelare…
    Ma continuo nella lettura.

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