Che ne dite di Nina? – Parte 14

cagliari-porto_molo

Giovanni:

Ho già due figli: un maschio e una femmina, ma se ne dovessero arrivare altri ben vengano. Posso permettermi di mantenerli.
Mia moglie è una ragazza del mio paese, dagli occhi scuri e vivaci. E’ una donna attiva e intelligente. Segue bene i miei figli e gli dedica tutto il tempo che io non riesco a trascorrere con loro, per colpa dei miei pesanti impegni lavorativi.

Dovrei sentirmi sereno e realizzato. Ma ogni tanto un ricordo s’insinua e si fa spazio nel mio cervello, e mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se Nina fosse stata con me, se il destino non le avesse precluso il cammino che aveva scelto.

Non ho più avuto sue notizie. Secondo i miei calcoli dovrebbe essere già morta, a meno di un miracolo; ma io non credo ai miracoli. So che ogni patologia ha tempi medi di sopravvivenza e che un procedimento degenerativo non ha alcuna possibilità di interrompersi, a meno che non si trovi una cura innovativa adeguata. Purtroppo la sperimentazione nel caso della patologia che ha colpito Nina non è che agli inizi e pertanto non ci sono tuttora possibilità reali di intervenire in maniera efficace.

Ho costruito una villetta sul litorale, sopra un terreno che ha termine solo dove si frangono le onde.
Qui, in questo piccolo paese, sono una persona importante, e rispettata. Chi potrebbe protestare perché ho occupato una piccola porzione di spiaggia? D’altra parte, quando l’ho fatto, questa zona era un deserto. Non ci arrivavano neanche i pastori, perché cosa se ne sarebbero fatti di un po’ d’acqua salata e di un po’ di piante spinose, o delle alghe che il mare riversava sulla sabbia ad ogni mareggiata?

Così mi siedo sulla mia veranda, in alto, al riparo dai flutti e dalle tempeste invernali, e qualche volta mi sembra di vedere Nina, là, accovacciata sulla sabbia, con gli occhi rivolti al mare, a un orizzonte infinito, che sembra contrastare con la finitezza della nostra vita. Ma è solo un’illusione, che cerco di scacciare dalla mente.

(Fine)

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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16 risposte a Che ne dite di Nina? – Parte 14

  1. gelsobianco ha detto:

    Quell’illusione… che si tenta di scacciare e che ritorna.
    Anche la puntata conclusiva è di pregio davvero!
    Grazie, Guido.
    Un abbraccio
    gelsettina

    • guido mura ha detto:

      Grazie, gelsettina. Posso dire: Anche questa è fatta! Adesso posso ricominciare a fare il blogger

      • gelsobianco ha detto:

        Tu, blogger, che sa scrivere. ❤
        Complimenti veri!

        "…con gli occhi rivolti al mare, a un orizzonte infinito, che sembra contrastare con la finitezza della nostra vita. Ma è solo un’illusione, che cerco di scacciare dalla mente."
        E' solo un'illusione?
        Noi uomini, talmente, finiti, talvolta, siamo in grado di cogliere l'infinitezza, in molti sensi, e ne abbiamo paura.
        E quindi scacciamo dalla mente quel qualcosa…
        gelsettina

      • gelsobianco ha detto:

        chiedo scusa per un mio refuso
        *Noi uomini, talmente finiti,*

      • guido mura ha detto:

        La razionalità, gelsettina, che ci spinge a rifiutare tutto quello che non è visibile e misurabile. Che ci porta a respingere il pensiero delle strade interrotte, delle opere non realizzate. Ogni tanto però qualcosa riemerge, in forma di malinconia: basta un suono, un’immagine, un sapore.

      • gelsobianco ha detto:

        “Ogni tanto però qualcosa riemerge, in forma di malinconia: basta un suono, un’immagine, un sapore.”
        E ricordo Proust, les Petites Madeleines… anche se con qualche diversità.
        gb

  2. stileminimo ha detto:

    Che se una che è malata e poi sparisce… e non la si vede morire, fa pensare…. 🙂 e meno male che qualcuno ne scrive. Ti ho seguito passo passo, Guido. Grazie del racconto.

    • guido mura ha detto:

      Grazie a te, stileminimo. Sai che mi piace pensare che tutto il possibile sia anche realizzabile: Volevo lasciare aperta questa storia, i cui sviluppi esistono solo nella mente dei testimoni. Chissà se avrò mai un giorno notizie di Nina e di tutte le persone che, come lei, sono scomparse nel nulla. Questa è solamente una storia, ma queste cose possono succedere nella realtà, e credo che non ci sia nulla di più angoscioso.

  3. tramedipensieri ha detto:

    Hai ben descritto la mia casa ideale 🙂
    A parte questo resta sempre una persona nel nostro cuore di cui non sappiamo più nulla…e l’illusione a volte gioca brutti scherzi…

    Ciao
    .marta

    • guido mura ha detto:

      Temo che quella casa oggi sarebbe alquanto fuori legge (eppure ho conosciuto case come quelle!)
      Io ne conservo tante, nella mente, di persone scomparse nel nulla, non reperibili su facebook, vissute in epoca preinformatica. Qualche volta mi capita di costruire una storia su questi amici dissolti nel tempo. Credo che il mio prossimo romanzo racconterà una di queste storie.

  4. cristina bove ha detto:

    la straordinaria scrittura di Guido, capace di raccordare sogno e realtà, l’evanescenza di chi sparisce tra ricordi e visioni, e la descrizione di una dimora in cui ci si vorrebbe fermare nella quiete del presente
    grazie per questa bella lettura.
    cri

  5. Lillopercaso ha detto:

    Perché ‘nulla di più angoscioso’ ?
    In questo caso, il non sapere lascia aperta l’immaginazione buona, e la speranza che possa essere andata diversamente dal prevedibile!

    Bello. Piaciuto!

  6. wolfghost ha detto:

    Un finale inevitabilmente malinconico, ma anche romantico. Le persone che ci hanno incrociato sopravvivono, per noi, nei nostri ricordi. Anche se, a volte, è opportuno ricacciarle indietro, altrimenti gettano un peso sulle nostre vite.
    Bravo Guido, un bel romanzo, molto originale.

    http://www.wolfghost.com

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