Parto dalla gavetta

La frase è una delle tante che dal gergo militare si è poi diffusa, specie attraverso un uso metaforico, nel parlare comune. La gavetta era il contenitore di latta o alluminio in cui consumavano il cibo i soldati semplici. Gli ufficiali che erano partiti dalla gavetta erano quelli che si erano conquistati i gradi sul campo, partendo dal livello più umile, anziché dall’accademia.
Ebbene, non so se diventerò mai un ufficiale. Se succederà, potrò dire anch’io di essere partito dalla gavetta.
Finora ero l’unico letterato o pseudotale a non aver mai pubblicato una poesia. Ebbene, ora posso dire di aver perso questo (invidiabile o non invidiabile) primato. Infatti, nel recente e-book della piattaforma LopCOM, qualcuno ha deciso d’inserire una mia poesia, di quelle prima maniera, non eccessivamente impegnate o “difficili”, ancora legate a una concezione lirica e musicale della poesia che ho superato da un pezzo, ma che risulta, a quanto vedo, preferita nell’uso popolare del prodotto poetico.
Questo comporterebbe una lunga riflessione sulla funzione e sul futuro della poesia che non mi sento in questo momento di affrontare, anche perché ci sto riflettendo sopra. Quando avrò risolto il problema, magari se ne riparla. Nel frattempo, potrei dedicarmi a scrivere qualche bel testo per canzoni pop, oppure stornelli e filastrocche.
A presto!

Per chi fosse interessato a scaricare l’antologia da Amazon, posso dire che fornisce un quadro abbastanza attuale dei gusti letterari dei nostri lettori e scrittori. C’è dentro anche qualche buon testo, scritto da autori che non sono proprio alle prime armi. Qualcuno avrei voluto scriverlo io, pensate un po’ 😉

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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8 risposte a Parto dalla gavetta

  1. rossodipersia ha detto:

    E figurati se me lo perdo!
    Complimenti Guido, tutto meritato, nessuno ti ha regalato niente!!

  2. gelsobianco ha detto:

    E non dire bugie! 😉 Ti si allunga il naso!
    Io ho seguito il tuo lavoro e so bene quello che sai scrivere, in prosa e in poesia.
    Dalla tua penna sono nate opere notevoli e ne saranno create altre, tante altre… decisamente “superiori”.
    Complimenti, Guido, comunque!
    E spero davvero arrivi il tuo momento giusto!
    Con affetto vero
    gelsettina
    ❤ […e ricorda che mi hai "fatto sparire" un "cuoricino", un like! :-)]

    • guido mura ha detto:

      Non dico bugie, gelsettina, solo che ognuno ha i propri sistemi di valutazione. Le mie “opere” andranno avanti, in un modo o nell’altro. Se nel frattempo qualcuno mi pubblica qualcosina, non posso che ringraziarlo. Poi capita che spesso il pubblico premia proprio quei prodotti che l’autore e la critica consideravano “minori” e meno impegnati. Lo stesso accade nel mondo della produzione musicale, come sai bene.

  3. wolfghost ha detto:

    Bé, le poesie per avere successo popolare e non essere adatte un pubblico di nicchia, devono essere un po’ vecchio stampo, “musicali”, per così dire. Forse non sono le migliori, è vero, ma sono facili da capire, piacevoli da leggere. Chiaro che può non essere la tua preferita, ma… per una volta puoi soprassedere! 😀

    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      D’altra parte, l’arte deve comunicare. Se nessuno ne fruisce, vuol dire che forse non funziona. L’importante è avere un palcoscenico e un pubblico, magari differenziando i prodotti in funzione del pubblico. Non mi lamento di certo: a caval donato…

      • wolfghost ha detto:

        Non è che “non funziona”, funziona… ma per una nicchia di persone. Oggi va di moda il fast… read 😀 La gente non ha voglia di cose che ritiene “pesanti” da leggere, vuole cose scorrevoli. Ciò non significa che ci siano anche quelli che prediligono letture… meno immediate.

      • guido mura ha detto:

        Significa solo che ci sono tanti finti intellettuali e pochi intellettuali veri. Sul web, i lettori non vanno oltre una decina di righe. Poi si annoiano. Sul romanzo di carta, invece, pare prediligano ancora libroni di centinaia di pagine, purché siano scorrevoli e poco impegnativi. Insomma, libri che devono far passare il tempo, senza impegnare troppo il cervello.

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