Chewing gum

bubble

Per qualche bizzarro motivo, ho sempre ritenuto di essere diverso dagli altri esseri umani. Chissà perché, mi accadeva di ragionare diversamente dalla maggior parte delle persone, di non appassionarmi a quello che le entusiasmava, di non prendermela per le cose che le infastidiva. Insomma, avevo reazioni diverse, tanto da pensare di essere una sorta di animale ibrido, mezzo umano e mezzo non so cosa.
Di tutto questo divenni pian piano consapevole, anche se in qualche modo ne avevo avuto sentore da tempo. Ci fu un fatto, però, che rese evidente ai miei occhi questa mia strana disposizione della mente e del corpo, un fatto che esplose come un petardo, senza provocare danni irreparabili, è vero, ma così brutalmente da lasciare il segno sul quaderno della mia ragione.
Ecco cosa avvenne:
Camminavo sul marciapiede largo di un viale di periferia, quando mi si affiancò una donna. Non era né giovane, né vecchia, e indossava un paio di jeans celesti, di quelli con gli sbreghi da finto povero, fatti ad arte, che avevo sempre ritenuto molto sexi, perché mettevano in mostra, in modo inusuale, qualche centimetro di pelle nuda, per lo più abbronzata, in un modo che un pantalone tradizionale non avrebbe mai esposto. Fu quell’incongruenza, tra l’età e il vestire giovanile, a farmi notare quella creatura, che non era neanche brutta, a dire il vero. Di conseguenza la guardai in viso, e notai che masticava qualcosa. Mio Dio, il giovanilismo dominante in quella non più giovane donna arrivava fino al punto da farle usare ancora il lolitesco chewing-gum, quel misterioso intruglio che a dire il vero fa piuttosto schifo, soprattutto quando te lo ritrovi spiaccicato su una poltrona del cinema o sotto il tavolino di un bar, o quando stende scure macchie indelebili sui marciapiedi delle strade cittadine.
Fu allora che mi resi conto di una mia caratteristica che manifestava chiaramente la mia diversità, di un’incapacità che mi tagliava fuori dal contesto delle persone normali e mi proiettava nell’oscuro universo dei diversi. Io non riuscivo a fare le bolle!
Ci avevo tentato in tutti i modi, con le gomme a palla e con quelle a tavoletta, con quelle che promettevano aliti freschi e profumati e quelle che garantivano miracoli globulari di gomma di fantastiche dimensioni, sferiche manifestazioni di piacere gommesco.
Avevo attraversato infanzia e giovinezza e ora, piombato senza rendermene conto nella maturità, capivo che la mia incapacità di fare le bolle con la gomma da masticare era una limitazione angosciosa, qualcosa che mi rendeva inferiore all’ultimo ragazzino idiota. Avevo appreso in ritardo, è vero, tante cose; avevo imparato a nuotare (male) quando ormai i miei amici e compagni si erano trasformati in delfini; avevo preso la patente quando gli altri avevano già distrutto un paio di automobili, ma sul chewing gum ero irrimediabilmente rimasto indietro.
Da allora, quest’angosciosa sensazione d’inadeguatezza mi accompagna, mi inibisce nelle mie azioni, nei miei rapporti con gli altri, con quelli normali.
Devo fare qualcosa, per superare il mio complesso.
Ditemi, oggi che si inventano corsi per qualsiasi cosa, in cui tanti strani personaggi si riciclano come insegnanti di materie inutili o bizzarre, esiste da qualche parte un corso per masticatori di chewing gum? Un corso specifico che insegni a fare quelle inspiegabili bolle, quelle misteriose creazioni tonde ed effimere, elastiche e scoppiettanti, quelle che, per la loro assenza, hanno segnalato la mia fondamentale incapacità a vivere come gli altri, come le persone semplici e magari ignoranti, abili tuttavia in attività comuni che a me paiono tuttora precluse e inarrivabili?

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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19 risposte a Chewing gum

  1. massimobotturi ha detto:

    stare al passo coi tempi è fondamentale, salvo scoprire, a fine corso, che le gomme non sono più di moda

    • guido mura ha detto:

      Come l’hula hoop, più o meno? Insomma, tante volte ci si tormenta per qualcosa di effimero. Misteri della moda. Che avverrà dei corsi di arti marziali e che futuro avranno i corsi per sommelier, quando andranno al potere gli islamici?

  2. Branoalcollo ha detto:

    e la ragazza con i jeans?

  3. tramedipensieri ha detto:

    🙂
    A quanto leggo non mi sembra tu ne faccia un cruccio
    mi pare eh…

    Ciao Guido
    un sorriso
    .marta

  4. cristina bove ha detto:

    se non riuscire a fare bolle col chewing gum fa scrivere pezzi così, è meglio che tu non abbia imparato a farle.

  5. rossodipersia ha detto:

    Facciamo un patto: io ti insegno a fare le bolle e anche a fischiare e tu mi insegni ad arrotolare gli spaghetti considerando che alla mia tenera età li faccio ancora a pezzi con la forchetta! Come la vedi?
    Io ho capito che ci sono cose per me impossibili da apprendere. Prima mi facevano impazzire, adesso ci ho fatto pace: tu sai scrivere, è meglio che fare le bolle!!

    • guido mura ha detto:

      Bolle, bolle, fortissimamente bolle! Comunque ci sono altre cose che non so fare: sbucciare la frutta come fanno tutti i cristiani (lo faccio al contrario, per non tagliarmi), fischiare con le dita in bocca, suonare la fisarmonica (da buon pianista, la tastiera la voglio orizzontale, e non riesco a suonare se contemporaneamente devo muovere le braccia per creare il vento), salire su una nave senza provare nausea, ballare il liscio ecc. ecc.
      Ma, ti prego, non ammazzare gli spaghetti: che ti hanno fatto di male?

  6. Nexus ha detto:

    La leggo solo come una metafora di inadeguatezze più grandi.E più serie. penso anche che la ragazza coi jeans non doveva piacerti molto. Secondo me ti muovi solo per stimoli adeguati.

  7. wolfghost ha detto:

    Non mi piacciono le bolle: tutte palle! 😀
    Devo dire che, bolle a parte (ognuno ha la sua… croce 😀 , io ne ho altre ;-)), mi sono ritrovato parecchio in questo post! 😛

    http://www.wolfghost.com

  8. Francesca ha detto:

    Essere un “diverso” conferisce uno speciale fascino, perché cambiare? :-\

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