La perfezione – 1

viale san gimignano - Milano

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« Non è come potresti immaginare » disse Lucio: « è quasi umana. Pensa, decide, si emoziona, proprio come noi, però è anche diversa: più razionale, meno dipendente dai condizionamenti della società, o da obblighi religiosi. »
« Una donna moderna, insomma » dissi io.
« Sì, ma perfetta, troppo perfetta, una che non ha mai conosciuto la povertà e che non ha paura della violenza degli altri, che desidera, ma sa anche tenere a freno i propri istinti, cosa necessaria per realizzare un’esistenza serena e per convivere con il resto della società. Noi sappiamo comunque che lei non può interiorizzare i limiti più assurdi della nostra morale e della nostra religione. Se le va, può infrangere qualsiasi tabù. »
« Tranne uccidere un essere umano » feci.
« Certo: quello è uno dei pochi condizionamenti originari. Ma anche quello può essere disattivato dal nostro , se decidessero di utilizzarla come soldato, ad esempio. »
Sullo schermo apparivano le immagini del progetto. Il testo, redatto in inglese, raccontava tutte le fasi progettuali, in particolare quelle della realizzazione del prototipo.
Pareva che mezzo mondo avesse contribuito a quella iniziativa. Tra gli autori apparivano cognomi asiatici, inglesi, spagnoli, tedeschi, italiani, cognomi assurdi e spesso ridicoli, che sembrano esistere solo nei progetti di sviluppo tecnologico. Tra gli istituti finanziatori c’erano centri di ricerca europea e americana, ma anche altre parti del globo vi avevano partecipato: in primis i giapponesi, che avevano una lunga esperienza nell’elaborazione di organismi robotici.
Preceduta da una lunga presentazione, finalmente apparve la figura del prodotto che tante menti geniali e tanti tecnici infallibili avevano contribuito a generare. La cosa strana era che non era l’immagine tridimensionale elaborata da un software di animazione 3D, ma un’immagine fotografica vera e propria, il ritratto realistico di una donna bellissima, così bella da parere immateriale.
Non mi aspettavo nulla del genere. Malgrado l’accurata descrizione che il mio amico italiano ne aveva fatto, pensavo a una sorta di magnifica bambola, a un’Olimpia moderna. Ma quello che si vedeva dalla foto era una creatura dotata di corpo e di spirito, in cui lo spirito sembrava manifestare la medesima perfezione del corpo.
Rimasi incantato. Il mio stupore e la mia ammirazione erano così evidenti che Lucio pensò di scuotermi subito, mettendomi in guardia dalle mie debolezze, che ben conosceva.
« Non te ne innamorare » disse. « Non farlo pure tu. »

Non mi accadeva spesso di andare in Italia. Questo paese, che era considerato almeno fino all’Ottocento uno dei rifugi esotici preferiti del paranormale, un deposito di misteriose antichità, che stimolavano la fantasia degli scrittori di avventure magiche, era diventato uno dei più refrattari alla contaminazione con il mondo del meraviglioso.
Secoli di tradizioni cattoliche, di opportunismi gesuitici, di finta condiscendenza verso le tradizioni popolari, ma di fondamentale materialismo, lo avevano trasformato in un covo di razionalisti e di accaniti negatori del particolare e del diverso. Anche di fronte all’evidenza dell’evento inspiegabile, gli intellettuali italiani, confortati dalla sostanziale incredulità delle gerarchie cattoliche, solidamente ancorate alle materiali consistenze dell’economia e alla corporeità del potere, trovavano sempre una laica e razionale giustificazione del fatto o subodoravano sistematicamente manipolazioni e inganni.
Gli italiani amavano molto la storia e poco la fantasia, anche se le creazioni fantastiche, una volta fiorenti nelle antiche credenze popolari, avevano prodotto una rinascita delle narrazioni irrazionalistiche e surreali nel Novecento, ad opera di scrittori più vicini al mondo fantastico nordico o extraeuropeo che al realismo nazionale. Il razionalismo era molto forte soprattutto in Lombardia, terra di tradizioni illuministe, in cui la stessa filosofia pareva improntata alle logiche della produzione e del profitto, in contrapposizione con l’area piemontese, orientata a fondare il potere su presupposti esoterici e di strisciante irrazionalismo. Il Mezzogiorno, più vicino alle tradizioni degli antenati greci, aveva più forti radici di cultura popolare, che sembrava più una prosecuzione delle fantasie mitiche del mondo classico o una sovrastruttura legata alla coltivazione di leggende religiose che non un richiamarsi alle fonti irrazionali del romanticismo.
Per questo, avrei immaginato di poter essere chiamato in qualsiasi parte d’Italia, ma non certamente a Milano, per aiutare un amico per giunta, un giovane scienziato che avevo conosciuto ad Amsterdam, in un contesto abbastanza diverso da quelli che abitualmente frequentavo, un convegno sulle intelligenze artificiali.
Solo che in questo caso non di presenze irrazionali o aliene si trattava, come nella maggior parte dei casi che mi venivano proposti, ma di un pressante problema personale, legato a un prodotto tecnologico, la cui esistenza veniva tenuta accuratamente nascosta alla gente comune.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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7 risposte a La perfezione – 1

  1. stileminimo ha detto:

    Questa storia è decisamente gustosa già in partenza!! Attendo il seguito con impazienza.

  2. guido mura ha detto:

    Ne avevo postato un pezzetto tempo fa, ma ho rimaneggiato anche quello. Il blog comunque prosegue, anche se ormai il prodotto blog è quasi morto, come molti blogger, considerata l’età avanzata. I nuovi autori ormai pubblicano direttamente e-books.

  3. gelsobianco ha detto:

    Oh, sei un eccellente narratore, Guido. 🙂
    Ti abbraccio e aspetto la seconda puntata.
    gb

  4. Mimi ha detto:

    Continua? Spero di si ….

  5. wolfghost ha detto:

    Davvero interessante. Mi è piaciuta molto la breve trattazione dell’evoluzione del materialismo e del suo diverso impatto nelle varie regioni italiane.
    … però non hai parlato della Liguria 🙂
    Continuerò senz’altro la lettura 😉

    http://www.wolfghost.com

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