Augustismo

augustus

La velocità del nostro tempo mette fuori moda la democrazia.
La necessità di dare risposte immediate e concrete ai problemi che si presentano e che spesso premono improvvisi e imprevedibili, rendono inefficienti le forme tradizionali di democrazia rappresentativa.
Di conseguenza ci si orienta verso forme in cui un governo regolarmente eletto abbia la possibilità di agire subito, senza dover sottostare alle lunghe e farraginose discussioni, alle mediazioni e agli altri riti del sistema parlamentare. Di fatto, con la sorda opposizione di chi si trovava a suo agio nel sistema parlamentare novecentesco, ci si orienta verso modalità di temperato cesarismo, che sarebbe più esatto chiamare augustismo.
Le prime avvisaglie di questo metodo si sono avute nella vita comune e lavorativa con l’ accentramento del potere nelle mani del dirigente. Nella realtà di aziende e uffici pubblici si è preferito svuotare di contenuti le forme parademocratiche e rappresentative esistenti, per conferire responsabilità e potere decisionale a una sola persona, il dirigente, collocato su un piedistallo, superpagato e sottratto a qualunque forma di controllo da parte dei lavoratori-sudditi. I sindacati hanno accettato di buon grado questa soluzione, in quanto in questo modo si trovavano di fronte una controparte unica, con cui contrattare e da denunciare (eventualmente) per ogni tipo di inadempienza.
Purtroppo, l’inefficienza del vecchio sistema, basato su interminabili riunioni e assemblee in cui aveva la meglio non il più preparato e riflessivo, ma quello che aveva maggior potenza vocale, ha costretto tutti a scegliere una nuova organizzazione, in cui certamente la democrazia è ancora più debole, se non inesistente.
Con chi prendersela allora, se non contro noi stessi, contro noi lavoratori che non siamo stati in grado di far funzionare decorosamente le nostre strutture democratiche, che non siamo riusciti a gestire in maniera efficiente gli apparati pubblici, che abbiamo fortemente voluto un capo, un responsabile da contestare e da accusare?
E adesso che si fa?
Confidiamo nel destino, speriamo che i capi eletti, i quasi dittatori ai quali ci stiamo affidando, non facciano scelte scellerate, che non scatenino guerre né cacce alle streghe, che non continuino a riempire le tasche degli amici con i nostri soldi. Non potremmo nemmeno fuggire, perché in un mondo globalizzato non si potrà nemmeno cercare scampo con la fuga, come facevano i cittadini romani che si rifugiavano tra i barbari per salvarsi dall’esosità delle finanze imperiali.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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4 risposte a Augustismo

  1. RosaVelata ha detto:

    forse ci si potrebbe opporre…

    • guido mura ha detto:

      Con quali proposte e con quali prospettive? Per opporsi a qualcosa occorre una strategia unitaria e credibile, che non c’è. La proposta augustea, d’altra parte, appare funzionale alle esigenze delle strutture economiche dominanti. Ogni alternativa sarebbe schiacciata sul nascere dai sommi poteri internazionali. Mettersi in rotta di collisione con chi comanda il mondo potrebbe significare affrontare un’avventurosa miseria, se non addirittura la lotta armata. C’è qualcuno che se la sente di farlo per motivi di principio?

  2. wolfghost ha detto:

    Sono d’accordo, purtroppo, con i fatti odierni, con la perdita di peso dei sindacati, con il desiderio sempre meno sommerso di “figure forti” con tutti i rischi che questo comporta. Meno d’accordo con le cause. La crisi, l’esempio più eclatante, è apparsa, ed è, tutt’altro che improvvisa e imprevedibile, e dura ormai da più di dieci anni. Il problema non è la rapidità delle risposte dei nostri governanti, ma la più generale inadeguatezza.
    Soluzioni? Non mi lancio in improbabili soluzioni, ma quelle che sento, da una parte e dall’altra, mi sembrano davvero troppo superficiali e banali per avere speranza di un qualche successo.
    E sì che arrivano da chi dovrebbe intendersene…

    http://www.wolfghost.com

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