Uomini e animali

Settembre sarebbe un bel mese

Tra un classico e l’altro, mi capita di leggere anche testi scritti da autori dei nostri giorni, libri freschi di stampa, che cercano faticosamente di trovare lettori nel panorama inflazionato dell’editoria attuale.
Tra questi nuovi testi ho tra le mani un librino, Settembre sarebbe un bel mese, di Maria Paola Canozzi, un’autrice che affronta per la prima volta una struttura letteraria complessa, anche se di limitate dimensioni.
In realtà non di un vero e proprio romanzo si tratta, ma piuttosto di un interessante connubio tra contenuti narrativi, che prendono in prestito alcune movenze del noir, e dimensione saggistica. In questa struttura ibrida hanno larga parte l’affermazione di principi e la segnalazione, o meglio la denuncia, di fenomeni di portata negativa, di comportamenti umani contro i quali l’autrice prende dichiaratamente posizione.
Il libro è chiara espressione di quella sensibilità animalista che si sta lentamente affermando e che condurrà sicuramente a un maggiore rispetto per il mondo animale, un mondo di esseri sensibili e sostanzialmente indifesi, e che incoraggia l’uomo a limitare sempre più l’assunzione di cibi derivanti dall’uccisione di altri esseri dotati di sentimenti.

Lo stile è arioso e piacevole, la lettura agile. In definitiva, il compito non facile di mettere insieme racconto e reportage sembra riuscito, argomentazione e svolgimento narrativo si fondono in un insieme armonico, sostenuto da una discreta descrizione d’ambiente. Unico appunto è che la struttura narrativa vera e propria avrebbe meritato probabilmente spazi più ampi, anziché limitarsi all’inserimento di brevi episodi, in un contesto che dichiaratamente si propone finalità superiori.
Testi come questo possono contribuire ad animare un dibattito, quello sulla caccia e sullo sfruttamento a fini economici del mondo animale, che non si è mai spento, anche se riappare oggi con minore evidenza in un contesto politico ed economico rivolto ad altri più pressanti argomenti.

La scrittrice, da animalista convinta, considera la caccia come un residuo di vecchie consuetudini, non più giustificabili nella realtà attuale. Devo dire che la sua posizione è certamente condivisibile ed è di fatto condivisa dalla maggioranza della popolazione. Le forti resistenze all’eliminazione di quest’usanza antichissima vengono da chi, specie nelle aree rurali e nelle città di provincia, è stato educato allo sfruttamento del mondo animale come risorsa a cui l’uomo ha sempre avuto libero accesso, senza porsi troppi problemi (Se mio nonno cacciava e mio padre pure, perché io non avrei più il diritto di farlo?)

Forse i tempi non sono ancora maturi per ottenere la cessazione di questo massacro ingiustificato, anche se una normativa in difesa degli animali si fa strada a lenti passi. C’è da lottare contro forti interessi economici e da contrastare tradizioni culturali antichissime. Comunque la cultura dell’uomo è in costante evoluzione e se gli usi e i costumi non sono conformi a un sentire più moderno e civile, sono destinati a soccombere. Altrimenti dovremmo ancora celebrare riti che comportino sacrifici umani e praticare l’antropofagia. La messa al bando della corrida in Catalogna è un esempio recente di rinuncia a tradizioni culturali cruente e non più sopportabili da una sensibilità moderna. Alcune forme usuali di sfruttamento del lavoro animale, con l’utilizzo sempre più diffuso delle macchine, sono scomparse almeno da noi. Non mi risulta che gli asini siano più usati nei mulini, dove giravano in tondo, attaccati a un asse. La tradizione era talmente radicata che in Sardegna, ad esempio, lo stesso nome dell’animale, su molente, derivava dal lavoro che era costretto a compiere, quello di molitura, o macina, dei cereali.

La vera opposizione alle tesi animaliste, che vorrebbero giungere fino all’abbandono dell’alimentazione con prodotti di origine animale, può nascere però da esigenze specifiche dell’uomo come si è realizzato oggi e non com’era in origine. Se è vero che gli uomini sono nati come raccoglitori, quindi sostanzialmente vegetariani, se non vegani, oggi non lo sono più. Il nostro organismo si è trasformato ed è diventato prevalentemente carnivoro. Ci vorranno centinaia di migliaia di anni, perché convinzioni etiche, sia pur valide, riescano a modificare nuovamente l’uomo, facendo scorrere all’indietro l’orologio evolutivo. A quel punto, forse, non ci saranno più sulla Terra animali da macellare e gli uomini dovranno adattarsi a trovare altre forme di nutrimento.
Quanto a me, posso testimoniare che, tutte le volte che mi sforzo di sostituire la carne con qualche piatto di origine vegetale, ho seri problemi digestivi, che non si verificano quando mi comporto da necrofago, divorando cadaveri di mucche o maiali. Non è un problema di gusto, credetemi, ma le verdure le digerisco malissimo, e i legumi proprio mi esprimono la loro ostilità. Forse nemmeno loro, che tutto sommato sono esseri viventi, desiderano essere mangiati.
La cosa tragica è, in definitiva, che la vita, così come si è affermata sul nostro pianeta, è una sequela di orrori, che noi possiamo solo limitare, mai eliminare del tutto.

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in letteratura, pensieri e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Uomini e animali

  1. Non l’ho letto, non ancora. Però mi son fatta un’ idea in merito alla questione. Non amo la carne, non mi piace. Non è per scelta, solo non mi piace mangiarla e se posso la evito. Detto questo, credo che l’umanità abbia una grande responsabilità nei confronti di se stessa e di conseguenza anche nei confronti della Terra che la ospita. Esiste un solo modo per arrivare ad un’evoluzione tale che ci permetta di preservare con intelligenza le risorse limitate che abbiamo a disposizione in quanto specie; la responsabilità in quanto spece DEVE essere la responsabilità del singolo. È così perché solo attraverso una presa di coscienza profonda e sincera di ciò che è fondamentale proteggere da noi stessi si può pensare di invertire una tendenza che è palesemente autodistruttiva. E se questa presa di coscienza deve passare attraverso il RISPETTO per noi stessi e per qualsiasi essere vivente che popola questo pianeta, mi sa che prima cominciamo a porci il problema individualmente e meglio è. In fin dei conti, se ci pensiamo bene, fino a qualche secolo fa nel nostro civile Occidente si bruciavano vivi degli esseri umani con la stessa convinzione di essere nel giusto che pervade molti stomaci che amano riempirsi di carne cotta o cruda nei fast food odierni. Può sembrare un paragone un po’ forzato, ma mi serve per dire che al migliorare noi stessi non dovremmo proprio porre mai nessun limite. Poi possiamo discutere per ore sui modi migliori per giungere a questo, ma l’importante è non perdere di vista quest’obiettivo.

  2. wolfghost ha detto:

    Bé, devo dire che l’argomento è vasto e tocca molti più temi di quel che possa apparire ad una “sorvolata veloce” 🙂 Per prima cosa però un complimento all’autrice per il tentativo fatto (sulla riuscita, non avendolo letto, non posso esprimermi).
    In realtà caccia e vegetarianesimo, se non veganesimo, sono due temi che sembrano vicini ma hanno un mare nel mezzo. Oggi c’è talmente tanta disponibilità di carne da allevamento che davvero raccontarci che la caccia è necessaria per fini alimentari è una barzelletta. Capisco di più, ma non condivido, quei cacciatori che cercano di spacciare il loro macabro divertimento come utilità alla “conservazione dell’ambiente” (ci sono troppi lupi, troppi questo, troppi quello…).
    Venendo all’alimentazione… che dire? Io, che sono vegetariano e a tratti vegano da più di trent’anni, mi sono sentito recentemente dire da un primario in gastroenterologia esattamente cosa dici tu: per come sono fatto dovrei essere carnivoro perché il resto mi crea problemi.
    Tuttavia sono rimasti in me molti e più dubbi. Da quanto ricordo dai miei primi 18 anni, l’alimentazione carnivora mi portava problemi di gran lunga peggiori (di fatto ero diventato vegano non per cause animaliste, bensì salutiste… e con evidenti vantaggi), e francamente se sono peggiorato solo “recentemente” non posso non chiedermi “ma se il problema sono verdura, frutta, cibi integrali… perché solo ora e non vent’anni fa’?” 😐 E poi, pur non essendo tornato carnivoro, ho provato a reintrodurre in determinati periodi alimenti derivati (formaggi, uova…), ma senza miglioramenti… anzi! E poi lo sai, è scienza, ma non matematica: medico che trovi, differente opinione che ricevi. Il mio medico di famiglia mi ha perfino detto sibillinamente che “ci sono cose che lui non può dire”.
    In ogni caso noi non dobbiamo vedere alle eccezioni, di cui io e te possiamo far parte, ma alla generalità, e ti assicuro che oggi con la grande varietà di cibi di origine vegetale (tofu, seitan e dir che si voglia, spuntano come funghi) ricchi di proteine contenenti tutti gli aminoacidi essenziali di cui necessitiamo, che ci sia il reale bisogno di restare onnivori è sostanzialmente una balla che racconta chi ha il piacere di farlo. Apprezzo di più, e ce ne sono tanti, quello che ti dicono in faccia “Senti, a me piace mangiare così. Punto.” 🙂
    Ovviamente le eccezioni ci sono, appunto, e questo è incidentalmente uno dei motivi per cui mi sono sempre visto dal fare “azioni di proselitismo”: ci sono tantissime informazioni (seppure molte di dubbia validità) affinché chi è “portato” possa trovare da solo la sua strada.
    http://www.wolfghost.com
    http://www.wolfghost.com

  3. guido mura ha detto:

    Mi sembra, caro Wolf, che la questione sia piuttosto complessa e che probabilmente avremo bisogno della tecnologia alimentare per elaborare prodotti sempre più largamente compatibili con quello che è diventato l’uomo, dopo che per millenni si è cibato soprattutto di alimenti di origine animale. Inoltre bisogna fare i conti anche con un’economia che prevede ancora un grosso impegno nell’allevamento e nella trasformazione di prodotti animali. Non so se veramente sia ipotizzabile un’Italia senza prosciutto, una Germania senza Wurstel o un’America senza enormi bistecche di manzo. Può essere che il ricorso ai vegetali sia necessario per l’impossibilità di riempire tutto il mondo di enormi allevamenti, che producono tra l’altro un inquinamento difficilmente sostenibile. Nel frattempo abituiamoci pure a cibi e sapori diversi e a ridurre progressivamente il consumo di carne, studiando anche nuove soluzioni. Tofu, seitan e simili hanno ancora un’immagine troppo esotica per sostituire in toto le nostre tradizioni alimentari. Quanto al gusto, poi, le abitudini sono sempre dure a morire e a volte si esagera. Mi sai spiegare per esempio perché dobbiamo usare glutammato per insaporire un cibo tradizionale e sano come i ravioli di borragine (che ho comprato ieri al market)? Qualcun altro mi sa dire perché poi si mette aglio dappertutto, pur sapendo che a molti (non a me per fortuna) fa male? La risposta è che si pretendono cibi sempre più saporiti e gustosi, a costo di adulterarli. Insomma quello dell’alimentazione è un settore complesso, che però non può essere lasciato senza regole.

    • wolfghost ha detto:

      Mah… nella COOP vicino a casa mia c’è un’intera sezione di cibi vegetali 🙂 Non parliamo più di cibi “esotici”, credimi. Però sono d’accordo, e lo ribadisco: siamo distanti, e molto, per il “grande salto”, ci vorranno ancora generazioni, almeno tre o quattro. Sempre che ci arriveremo… 🙂
      Nel frattempo, hai pienamente ragione: a leggere cosa c’è nei cibi che compriamo… c’è da farsi più di una domanda.
      http://www.wolfghost.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...