Un funerale

Croci a Ginevra

Nel vedere il polverone sollevato nei media e nella politica italiana da un funerale, sia pure di un personaggio noto e a suo modo importante nella realtà di questo nostro strano paese, mi stupisco delle manifestazioni di sdegno e stupore, da parte di gente che, evidentemente finora ha abitato in Canada o in Australia, tanto da non conoscere come funzionano da noi le cose. Pare che nessuno sappia che settori importanti della popolazione vivono (e qualcuno si arricchisce) con strumenti non proprio leciti. Sembra che nessuno conosca il vivere e l’operare di quegli uomini e di quelle donne, gli eredi dei lazzari, che la nazione non saprebbe come mantenere, se non si arrangiassero da soli, alla faccia della legalità e dello Stato sovrano.
Il bello è che tutti sottolineano l’indecenza dell’esibizione di potenza e prestigio da parte della vasta famiglia del defunto, ma nessuno ha saputo scorgere i lati positivi dell’avvenimento. Infatti, tutti coloro che si stupiscono e s’indignano dovrebbero invece gioire perché la storia familiare che è emersa da questo bizzarro scandalo è una perfetta storia d’integrazione. Non capisco come non siano arrivati dalla comunità internazionale vivi complimenti per come l’Italia sia riuscita a integrare magnificamente un gruppo di origine zingaresca nella sua realtà economica e nelle sue tradizioni storico-sociali. Che poi questa realtà presenti anche aspetti un po’ al di là della legge è un particolare che non può sminuire il risultato complessivo dell’operazione.
Insomma, non è forse vero che la cronaca di questi giorni ci racconta di un gruppo appartenente a un popolo povero e perseguitato che è riuscito a trasformarsi in una famiglia italiana di rispetto, simile a tante altre che tuttora dominano il nostro profondo sud e che ormai rischiano di dominare anche l’economia del profondo nord?
Dovremmo essere lieti e fieri di questo, di questa capacità della società italiana di assimilare popoli diversi e lontani da noi per cultura. Significa che chiunque arrivi tra noi ha la speranza e la possibilità reale di diventare un italiano vero e di abbracciare con reale convinzione le nostre tradizioni più vive e durature. Tra qualche anno avremo finalmente padrini romeni e albanesi, marocchini e bengalesi, ai quali pagare il pizzo. In questo modo l’Italia continuerà a esistere. Pazienza se gli italiani così come li abbiamo conosciuti non ci saranno più. Saranno i discendenti di altri popoli a preparare la pizza e a fare serenate col mandolino, per il sollazzo dei pochi turisti che continueranno a venire da queste parti.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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13 risposte a Un funerale

  1. tramedipensieri ha detto:

    Incisivo e decisamente realista 😦

    • guido mura ha detto:

      Grazie marta. Ritengo che utilizzare le armi del paradosso sia oggi più utile dell’esecrazione di rito. Il fatto è che per ora vedo un futuro grigio per l’Italia, che come sostiene qualcuno non esisterà più tra dieci anni, e per l’Europa, che non è nemmeno riuscita a costituirsi come nazione e già si vede trasformata in un impero romano alla mercé dei barbari, esterni e interni. Credo che tanti, anche in politica, siano ben consapevoli della situazione, ma non abbiano il coraggio di ammetterne la tragicità.

  2. wolfghost ha detto:

    Sarà solo invidia di qualche politico che sa che al suo funerale ci sarà infinitamente minor seguito 😀
    In genere non lo apprezzo, ma quando il sarcasmo ha finalità come quelle del tuo post lo trovo assolutamente condivisibile 😉

    http://www.wolfghost.com

  3. O magari chi arriva saprà essere migliore del defunto e forse anche degli italiani che sono già in Italia, chissà….

    • guido mura ha detto:

      Non lo escludo. C’è solo da sperare che i nuovi abitanti non acquisiscano i difetti italiani, aggiungendovi quelli della loro tradizione. In questo caso non intravedo un futuro radioso. D’altra parte, non sta avvenendo nulla di nuovo. L’Italia, già nata da un coacervo di popoli, ha subito tante invasioni e dominazioni da non sapere bene su quali tradizioni fondare una sua identità nazionale. Inoltre gli italiani non si amano troppo e non faranno niente per evitare di scomparire, cosa che secondo alcuni dovrebbe avvenire nel prossimo decennio.

      • …come sopra; potrebbe accadere che i nuovi arrivati, oltre ai difetti, portino anche i loro pregi e li uniscano a quelli degli italiani, che se anche se si amano poco e non ne parlano mai, forse qualcuno ce l’hanno. La diversità non è una minaccia, a parer mio; però è una ricchezza. Ed il cambiamento non è sempre qualche cosa di negativo e catastrofico. Sta a chi lo gestisce fare in modo che non lo sia. Sta a noi, a ognuno di noi.

  4. Mr.Loto ha detto:

    …. oltre tutte le chiacchiere e le polemiche, c’è la “livella”( come diceva Totò ), che non guarda in faccia nessuno. La morte è l’unica cosa veramente democratica nella vita degli esseri umani.

    Buon fine settimana.

    • guido mura ha detto:

      Buon fine settimana, Mr Loto. Potrei osservare che si tratta però di una strana democrazia, in cui il popolo non può nemmeno scegliere chi mandare dall’altra parte 🙂

      • Mr.Loto ha detto:

        … democratica nel senso che colpisce egualmente benestanti e poverelli, onesti e corrotti, giovani e vecchi, belli e brutti ….

  5. melogrande ha detto:

    Beh, effettivamente la si può anche interpretare come un esempio di integrazione di successo …

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