Perduta nella polvere

Dust, dal romanzo In the heart of the country

DUST, from left: John Matshikiza, Nadine Uwampa, Jane Birkin, 1985, © Kino International

Ma ora io sono di nuovo sbagliata, sbagliata, sbagliata, sbagliata come lo sono stata nel tempo sbagliato, nel posto sbagliato, nel corpo sbagliato.
Da In the heart of the country, di J. M. Coetzee

Una fattoria isolata nella polvere delle campagne del Sudafrica, una ragazza, ormai trasformatasi in zitella, che intristisce nella solitudine, assistendo alle avventure erotiche vere o immaginarie del padre, una materia narrativa che oscilla tra la reminiscenza e la follia. Questo l’argomento di uno strano romanzo di John Maxwell Coetzee, autore sudafricano insignito del premio Nobel nel 2003. Il testo ha dato origine a un film altrettanto particolare, Dust, interpretato da Jane Birkin e Trevor Howard. Ricordo, a distanza di tempo, quanto il film mi avesse affascinato. Anche forse per la presenza di quella straordinaria presenza femminile che è stata la Birkin, purtroppo relegata dal nostro immaginario erotico nelle scene piccanti di Je t’aime moi non plus, ridicolo e pretenzioso filmetto hard e di qualche altro film in cui rivestiva ancora i panni (pochi) della giovane, conturbante e androgina bellezza.
Trattandosi di una delle mie icone erotiche preferite nei tempi andati, ho saputo apprezzare la Birkin anche in questo ruolo più maturo e difficile.

Il libro ha naturalmente ben altro spessore. La zitella oscura e insignificante, che conduce la sua grigia esistenza tra le distese africane, è probabilmente nella realtà meno conturbante fisicamente della sua interprete cinematografica, ma lo è invece come personaggio, in cui ho visto, per un momento, riemergere una delle più affascinanti figure letterarie della letteratura anglosassone, la fantasiosa istitutrice di Giro di vite di Henry James, che agisce ugualmente su un piano narrativo oscillante tra reale e fantastico.
La riflessione che impone invece la frase che ho voluto segnalare trascende gli avvenimenti specifici del romanzo, per proiettarsi sul piano della nostra realtà quotidiana. Cosa saremmo noi, come si sarebbe svolta la nostra vita, se fossimo nati e cresciuti in un mondo diverso, in una condizione storica e climatica diversa? Se siamo qua a prendercela con il destino, per non averci collocato in uno spazio tempo più favorevole, perché non riflettiamo su quale sarebbe stata la nostra esperienza di vita se fossimo nati in un un altro tempo e paese, magari con un altro colore di pelle, educati secondo diversi principi etici e religiosi?

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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2 risposte a Perduta nella polvere

  1. Lillopercaso ha detto:

    Giusto! Ma anche senza film o libro, quante volte al giorno ti capita di imbatterti in uno di cui pensi “Se fossi al suo posto” ! L’immedesimazione, l’immaginazione ci fa umani (nel senso buono del termine)

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