Das Auto

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Era l’Auto per antonomasia ed era anche un simbolo di efficienza, di un rapporto nuovo e avanzato tra capitale e lavoro, di una grande e diffusa illusione.
Di questa illusione è giunto il momento di parlare, dell’illusione di uno sviluppo a basso impatto ambientale, di soluzioni “verdi” e “pulite” per chi intenda utilizzare combustibili per azionare macchine, a qualunque fine.
Il discorso è ancora più complesso e comporta un totale ripensamento del modello di sviluppo finora seguito dalle società umane avanzate. Lo scandalo della Volkswagen costringe ad aprire gli occhi su una realtà che troppi avevano interesse, interesse immediato, a tenere nascosta.
Se si vuole produrre e vendere, restando competitivi, automobili come frigoriferi, acciaio come pomodori, si è spesso costretti a infrangere qualche legge, qualche regolamento, a nascondere qualche realtà sgradevole sotto il cuscino del successo economico.
Oggi, forse per la prima volta, l’uomo della strada comincia a comprendere che capitale e legalità, che capitale e benessere totale dell’uomo, non sono perfettamente compatibili, che il libero mercato non è la strada migliore per raggiungere l’ideale di un mondo perfetto, non il migliore dei mondi possibili, ma il migliore dei mondi impossibili, quello che qualcuno si era illuso che fosse a portata di mano. Quando si arriverà a produrre vino che venga percepito come succo d’arancia dagli etilometri, droghe che non vengano identificate come doping nel settore delle competizioni sportive? Ma questo (la corsa al doping invisibile) in pratica già avviene, a quanto mi dicono. Per il vino ancora non si è trovata la soluzione, ma non è detto che la tecnologia non risolva questo sgradevole problema.
Inoltre si comincia a capire che, se si pongono limiti e barriere difficilmente raggiungibili, l’unico modo per raggiungere gli obiettivi è alterare la percezione degli strumenti di controllo.
Il caso della Volkswagen è emblematico, ma non è certamente isolato. Nel settore auto molti produttori ricorrono a stratagemmi per aggirare i controlli. Ma chissà in quanti altri settori succedono analoghi imbrogli.
Già: le società falsano i bilanci, gli Stati fanno lo stesso per rientrare in determinati parametri. Per non parlare delle classifiche, delle recensioni, dei festival, delle votazioni e così via.
Insomma, troppo spesso la matematica è soltanto un’opinione.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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6 risposte a Das Auto

  1. wolfghost ha detto:

    Come non essere d’accordo? Ad esempio, uno dei settori dove sono certo che i dati sono falsificati è quello ralativo alla sanità pubblica. Che in Italia funzioni meglio che nel Nord Europa, ad esempio… scusatemi, ma proprio faccio fatica a crederlo!
    Qui stanno prendendo in giro noi e il resto del mondo.

    http://www.wolfghost.com

  2. tramedipensieri ha detto:

    Sempre pensato….purtroppo 😦

    • guido mura ha detto:

      La mia impressione è che pretendiamo la classica “botte piena e moglie ubriaca”. Oggi fare attività economiche è come giocare a poker e le strategie di sviluppo sono ancora incerte. Quello che è certo è che, se fumiamo per vari giornin dentro una stanza chiusa o lasciamo scaricare i gas dell’auto in garage senza assicurare il ricambio dell’aria, molto presto l’aria diventerà irrespirabile e venefica. L’atmosfera terrestre è solo un garage un po’ più grande. E’ necessario perciò ridurre il numero degli inquinqtori, cioè gli abitanti umani del globo. Quello che è difficile è farlo senza che il nostro modello economico, fondato su una crescita continua e priva di regole, crolli, riducendo il genere umano alla miseria generalizzata.

    • guido mura ha detto:

      Insomma, imbrogliare (e autoingannarsi) è un atteggiamento proprio della natura. Bisognerebbe esserne consapevoli e capire che non sempre si afferma la verità. Anni fa ho assistito al ritiro dei rifiuti della stazione centrale di Milano. Un mezzo dell’azienda incaricata passava e portava via tutto quello che era stato faticosamente separato dai viaggiatori nei vari cestini, mettendo però tutto insieme. Viene il dubbio che anche sulla raccolta differenziata spesso ci stiano raccontando delle gran (eco)balle. Possiamo solo sperare che non avvenga sempre così e che la differenziazione non serva solo per metterci la coscienza a posto.

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