Alberi – 4

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Fuori l’aria sembrava più chiara. Fabrizio ne approfittò per uscire e dare un’occhiata intorno.
Aggirò la casa e si mosse sul prato che si stendeva sul retro. Sentì subito un osceno odore di erba tagliata, quel tanfo di ferita che i prati emettono quando la falciatrice ha appena fatto il suo lavoro. Ma stavolta l’odore aveva un che di strano, di più dolciastro, e aumentava man mano che ci si avvicinava agli alberi. Quando fu abbastanza vicino da poterne toccare i tronchi, vide che anche gli alberi avevano subito una potatura. I rami, quelli più bassi, che riusciva a scorgere, apparivano tagliati di netto e dal taglio colava un liquido giallo rossiccio, che emanava un tanfo morbido e nauseabondo, simile a quello dell’acqua dei vasi in cui siano stati lasciati marcire i fiori. Nel camminare urtò contro una radice e si accorse di un’altra anomalia, che poi accomunava tutti quei tronchi: le radici sembravano completamente deformate, come se un tormento animale le avesse distorte, come se avessero voluto strapparsi dalla terra per alleviare un dolore insopportabile. Infatti le punte talvolta si erano staccate dal terreno e guardavano verso il cielo scuro e minaccioso.
Il giovane fu colto da brividi e rientrò in casa. Qui il vecchio lo aspettava e lo guardò con aria preoccupata.

« Gli alberi » disse Fabrizio « quegli alberi… »

« Non ci badare » rispose il vecchio « qui è tutto diverso, anche gli alberi soffrono. »

« Perché? »

Era la domanda più semplice, ma rispondere non era così semplice.

« Non lo so. So soltanto che ora sono qui e che questa è la realtà in cui devo restare. »

« Qui? » fece ancora Fabrizio, « ma qui dove ci troviamo? »

« Mi stai chiedendo se siamo sempre sulla Terra? Probabilmente sì. Solo che questa è una realtà che si muove diversamente, con una velocità diversa. Per spiegartelo dovrei mettermi davanti a una lavagna e farti una lezione di fisica. Ma non ci capiresti niente, tu che hai preferito occuparti di letteratura, piuttosto che di scienze. »

« Non mi piaceva la matematica » si giustificò il giovane.

« È con le matematiche che si capisce la realtà, con la letteratura la si può solamente immaginare. »

“Il suo ragionamento è esatto”, pensò Fabrizio, “ma non si può diventare matematici, se il proprio cervello è predisposto per un’altra funzione.”                                                                       « Comunque non è importante che tu capisca il perché delle cose. È sufficiente sapere come stanno le cose, sapere come sono andate nella realtà, nella tua realtà. »                           Il vecchio fece qualche passo nella stanza, andò verso la finestra, guardò fuori, poi si voltò e disse:    « Voglio che il Rizzi paghi per quello che ha fatto. Magari potresti parlargli, fargli capire che sai, fargli presagire che il passato potrebbe tornare, come in un incubo. »               « Vuoi che faccia qualcosa per te? » 

« Te lo dirò. »

« Quando? »

« Tra qualche giorno, lasciami pensare. »

« E come farai? »

« Ti farò una telefonata. »

« Una telefonata? »

« Sì, so come fare. » Accennò una specie di sorriso.

« Tra poco la nebbia si dissolverà e potrai tornare a Milano. Prosegui per una decina di chilometri, poi svolta a sinistra. Tutto tornerà normale. »

Nel frattempo erano tornati nella stanza in cui, sola, l’amica di Fabrizio attendeva.

« Ci sono un sacco di cose interessanti qui » fece Rowena « anche se c’è tanta polvere. »

Aveva passato l’indice smaltato di rosso su un mobile e l’aveva mostrato al suo amico. Il dito era sporco, mentre sul mobile appariva, per la sottrazione del velo di polvere, una R maiuscola, la R di Rowena.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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Una risposta a Alberi – 4

  1. wolfghost ha detto:

    Un’ottima scrittura, davvero corretta e scorrevole.
    Chissà da dove arriva il nostro amico uscito dalla nebbia… da una dimensione parallela? Dal futuro? Magari solo dall’immaginazione di Fabrizio?
    Conoscendo quanto ti impegni nel proporre, sotto forma di racconto, teorie scientifiche, non vedo l’ora di scoprirlo 😉
    http://www.wolfghost.com

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