Gassosa

Limone di Amalfi

Limone di Amalfi

Malgrado il mio antico amore per la letteratura, mi viene a volte il dubbio che esistano nella vita cose più importanti del raccontare storie o del giocare con le parole. Esistono, per esempio, l’amore, l’amicizia, il lavoro, la scienza, la verità, la giustizia, ma anche i cibi, le bevande: tutte cose che meritano considerazione e fatica.
A proposito di bevande, mi ricordo ancora della gassosa che bevevo da piccolo. Avevo quattro o cinque anni allora e i miei si erano trasferiti per qualche tempo a Cagliari. Durante l’estate, mi portavano spesso ai giardini pubblici, che in quegli anni mi sembravano enormi, forse perché io ero molto piccolo. Quando li ho rivisti, molti anni dopo, era come se si fossero ristretti, ma non credo si potesse attribuire la colpa del fenomeno all’umidità del clima.
Ricordo quindi che in questi giganteschi giardini c’era un chiosco che vendeva gassose, che mi parevano una bevanda degna del paradiso. Ho assaggiato più tardi altri tipi di gassose, ma nessuna eguagliava in bontà quelle frizzanti delizie.
Finalmente, qualche mese fa, mi è capitato di assaggiare un tipo di gassosa che non conoscevo, fatta con i limoni di Amalfi. Il suo gusto era diverso da quello delle meno raffinate gassose della mia infanzia, ma ugualmente gradevole. Ho deciso perciò di farmi la gassosa in casa.
La cosa non è difficile. Basta tagliare uno spicchio di limone di Amalfi e metterlo in una ciotola. Bisogna aggiungere poi un bel po’ di zucchero e acqua minerale ghiacciata e soprattutto frizzante, perché senza gas che gassosa sarebbe? Il lavoro da fare consiste solamente nello spremere per bene il limone con un cucchiaino. Il liquido va lasciato decantare un po’ ed è subito bevibile. La scorza del limone naturalmente non dev’essere stata trattata con sostanze tossiche per fini estetici.
Se il limone rimane in frigo fino al giorno successivo, si può spremere ancora un po’. Aggiungendo acqua e zucchero si ottiene un’altra dose di gassosa, dal gusto più completo e delicato.
I pezzetti di limone che si separano dalla scorza si possono mangiare, perché il limone di Amalfi ha un’acidità molto bassa, a differenza del limone comune o del cedro.
Insomma, in quest’anno spaventoso, che ho chiamato anno della falce per la quantità di lutti che ci sta regalando, sto provando ad addolcire il palato, e la mente, con qualcosa che in parte mi riporta alla mia infanzia. State tranquilli, però: non scriverò una nuova Recherche, anche perché una mattonata sublime come quella di Proust oggi non la pubblicherebbe più nessuno.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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4 risposte a Gassosa

  1. tramedipensieri ha detto:

    Mai assaggiati…in verità non ne sapevo nemmeno l’esistenza di questo tipo di limoni…
    mi riprometto di cercarli; domani parte la caccia 😀

    ciao Guido
    .marta

  2. Mi hai portato indietro nel tempo, alla mia ‘gazzosa’, aspirata con la cannuccia al cinema all’aperto del mio paese, col profumo di madresilvia in sottofondo e il fresco della bottiglietta di vetro gocciolante.
    Bellissima cosa.
    Grazie.
    Un saluto,
    zena

    • guido mura ha detto:

      E’ uno dei pochi ricordi positivi di quegli anni. Se ci ripenso, oggi, mi chiedo come sia stato possibile vivere come in trincea, con un mondo ostile attorno, in una famiglia che non faceva altro che trasferirsi, alla ricerca di una serenità che non arrivava mai, anche perché la serenità bisogna averla dentro, anziché vivere nell’astio. Per fortuna c’erano le gassoze/gazzose, i gelati, la carta stagnola colorata, la madreperla raccolta al mare e conservata come un tesoro.

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