Trenette alle melanzane

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Considerato lo scarso interesse degli italiani per la letteratura, penso seriamente di dedicarmi, con migliori risultati, ad argomenti di più generale interesse, come ad esempio la gastronomia.
Renderò partecipi, pertanto, gli affezionati lettori di questo blog delle mie esperienze di cucina o delle mie bizzarrie trinkologiche, sperando di trovare migliore accoglienza tra gli amanti del cibo e delle bevande di quella che mi hanno riservato gli appassionati di narrativa o di poesia.
Ciò premesso, avrei piacere di raccontare la mia rielaborazione di un piatto che ritengo tipico della nostra cucina, la pasta con le melanzane.
Ho provato a prepararlo due volte, la prima con le melanzane perline, che non conoscevo, e che sono perfette per questo particolare utilizzo, la seconda con le comuni melanzane tonde.
Se si usano le melanzane tonde, piuttosto dolci e morbide, bisogna tagliarle a dadi o tocchetti molto piccoli, affinché assorbano bene il condimento. I dadi troppo grossi hanno la pessima abitudine di rimanere insipidi e acquosi e del tutto inadatti a mescolarsi agli altri ingredienti per fare un buon sugo.
Ho buttato i dadetti di melanzana in padella, ho aggiunto un quarto di cipolla e una decina di pomodorini di Pachino. Si possono usare pomodorini di vario genere, purché dolci e sufficientemente maturi. Ho unito un po’ d’olio, sufficiente per cuocere le verdure senza friggerle, e un bicchiere d’acqua. Come condimento, oltre al sale, ho utilizzato un cucchiaino di curcuma, qualche bacca di coriandolo, prezzemolo tritato e pepe. Volendo dare un po’ di tono al tutto, ho messo in padella anche un pizzico di peperoncino.
Il sugo va lasciato cuocere a fuoco moderato per più di mezz’ora, schiacciando la maggior parte dei pomodorini, mescolando ogni tanto e aggiungendo poca acqua quando comincia a seccare. Naturalmente più a lungo cuoce (senza bruciare) e più assume aspetto e gusto di sugo e non di un intruglio di erbe lessate.
Nel frattempo ho cotto a parte delle ottime trenette al dente, le ho scolate e versate in padella, ho unito il grana padano e ho mescolato la pasta insieme al sugo ormai consistente. A cottura ultimata, ho spolverato sulla mia opera un pochino di prezzemolo che mi era avanzato.
La pasta era tanta e la padella grande, per cui mi è rimasta una porzione abbondante anche per l’indomani.
Insomma, il piatto è facile e gustoso e può essere ancora arricchito (se non siete vegetariani) aggiungendo una puntina di estratto di manzo liebig sia nel sugo che nell’acqua di bollitura della pasta.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su LopCom, Facebook, LinkedIn, Pinterest e sul mio canale youtube.
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3 risposte a Trenette alle melanzane

  1. carmilla50 ha detto:

    cioè…quindi, è un piatto sardo; pensavo fosse siciliano…o forse, in Sicilia hanno un piatto simile a questo? sicuramente, è molto buono….:))))))))))))

  2. guido mura ha detto:

    Non credo sia un piatto sardo, ma io conosco poco la cucina sarda. Per “nostra cucina” intendo la cucina “italiana”. In realtà, il mio interesse per la cucina ha avuto inizio negli anni Ottanta, quando ormai mi ero trasferito a Milano. Prima di allora conoscevo i pochi piatti standard che faceva mia madre, che non erano né sardi né catalani, malgrado la comune origine algherese. La cultura alimentare di famiglia faceva riferimento per lo più a Pellegrino Artusi, ma senza particolari eccellenze. Di quei tempi ricordo solo i ravioli ricotta e spinaci, l’agnello al forno con le olive, una zuppa di pesce discreta, la polenta al sugo, la crema di riso, la minestra dolce di castagne secche, la marmellata di fichi d’india e l’agliata, che era una diabolica salsa di pomodori secchi, aglio e aceto, da spalmare sui pesci insipidi, e che non sono mai riuscito a rifare bene, per mio conto. A Milano ho incominciato a sperimentare piatti del Nord (polenta taragna, pizzoccheri ecc.) e altri del Sud. In aggiunta, mi mettevo spesso a cucinare pietanze germaniche e altre orientali (nasi goreng). Di conseguenza la mia cucina è decisamente eclettica, influenzata dai piatti provati durante i miei viaggi in Europa.

  3. Mr.Loto ha detto:

    L’aspetto è decisamente invitante e la ricetta è descritta molto bene. Interessante.
    Un saluto

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