Esclusioni

 

Una mia vecchia canzone, registrata con strumenti amatoriali su cassetta e ricantata su un canale aggiuntivo. Ho promesso di pubblicare i miei pezzi di una volta, per gli amici che non li hanno mai ascoltati. Questo è una specie di inno degli esclusi, che un po’ contrasta con l’ottimismo new age degli anni in cui è stato creato. L’ho risentito anch’io con una qualche nostalgia.

Siamo quelli che non hanno il mondo tra le mani,

che hanno rinunciato e non aspettano il domani,

che non possono scegliere una vita e una morale,

che non possono amare e che non sanno più lottare.

Noi viviamo in mezzo agli altri che esigono che noi abbiamo

il coraggio di sorridere ed amare;

ma come si può amare, se non si è amati mai

non si può ridere per quello che non hai.

Gli altri sono belli, è bello stare insieme a loro,

sbocciano al mattino come i fiori in primavera,

hanno un prato tutto loro e non vi si può entrare:

l’armonia di quei colori non si può guastare.

Oh no, no; non si può.

Ma noi che non abbiamo avuto mai vent’anni

cosa ricorderemo dei nostri verdi anni,

forse niente, niente.

Noi restiamo soli in un cantuccio per crepare

e gridiamo nella rabbia a chi non sentirà:

“E dovremmo vivere con la gioia nel cuore,

e dovremmo ringraziare chi ci ha regalato questa vita!”

Gli altri sono buoni come angeli ed andranno in paradiso,

hanno scelto il bene e noi, dove andremo invece

noi e gli altri, noi e gli altri, noi…

 

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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3 risposte a Esclusioni

  1. wolfghost ha detto:

    Già, la New Age, che periodo eh? 🙂 Una corrente che non inventò nulla di nuovo salvo riproporre antiche credenze – che avessero una base o meno – e riproporle in termini semplicistici 😉 Ebbe un seguito enorme, ma quante persone effettivamente la fecero propria trasformando davvero sé stesse? Io ne ho conosciute molto poche 🙂 Era un saltare di palo in frasca tra una selva di “nuove e rivoluzionarie” idee ognuna capace, a dire degli “adepti”, di cambiarti la vita. Secondo me proprio questa esasperazione nel creare nuove formule a ogni pié sospinto ne ha sostanzialmente decretato la fine, o almeno il declino. Per trarre giovamento da una, seria, dottrina spirituale, bisogna sposarla e seguirla, non metterla in pratica due volte e poi abbandonarla perché ce n’è un’altra che promette di più e con meno sforzo 😉
    Vabbé, scusa la divagazione 🙂 La tua canzone mi è piaciuta molto, è una sorta di “Gli spari sopra” in un certo senso, o per lo meno me la ricorda.
    Credo che la serenità, e forse perfino la felicità, nella vita sia conoscenza e reale accettazione di cosa essa è, inclusi i lati brutti che forse possiamo evitare qualche volta ma prima o poi arrivano. Non ho mai trovato costruttivo nascondere la testa sotto la sabbia e nemmeno autocolpevolizzarsi per non essere riusciti a cambiarla, il che è, il più delle volte, una pura illusione. A volte perfino un po’ patetica.
    http://www.wolfghost.com

    • wolfghost ha detto:

      … uhm… forse non era “Gli spari sopra”, forse era “C’è chi dice no”… magari un misto tra le due 😀

      • guido mura ha detto:

        C’è chi dice no è del 1987. Gli spari sopra è addirittura degli anni Novanta. Qui siamo in un’epoca molto più antica. Allora avevo abbandonato l’università ed ero in forte crisi, subito dopo il Sessantotto. La canzone perciò si colloca probabilmente tra il Sessantotto e il 1974, anno in cui mi sono laureato. Ero ossessionato allora dalla tematica dell’esclusione, che riemerge comunque anche in qualche mio testo narrativo più recente, come “Odore” o “Uno strano regalo di Natale”. Contestavo tra l’altro un certo buonismo cattolico, che appariva come una contaminazione delle idee New Age (alla Jesus Christ superstar). La mia visione era certamente più cupa di quella degli amici che frequentavo. Forse ero più vicino (ma neanche tanto) a De Andrè che al nostro nipotino Vasco Rossi, anche se scrivevo cose che poi sarebbero state definite rock progressivo.

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