Nebbie e identità

nebbia_perblog

 

Dopo averci lavorato per diversi anni e dopo averlo rielaborato e concluso, ho cercato di capire perché avevo scritto questo libro e ci ho ragionato su per un po’.

Alla fine mi sono reso conto di avere scritto una sorta di apologo sul razzismo e sull’inutile ricerca di un’identità.

C’è alla base una riflessione su me stesso, sul mio essere ibrido, punto d’incontro di tante razze e di tante culture, come spesso avviene a chi ha avuto la ventura di nascere in un crocevia come sono un po’ tutti i paesi mediterranei.

Bisogna esserne consapevoli, sapere che le nostre radici sono all’origine composite, e che ogni affermazione esasperata d’identità può rivelarsi, alla fine, una richiesta disperata, ma illusoria, di certezza.

Alla fine, dovrei essere soddisfatto per aver scritto un libro piacevole, divertente quanto un libro d’intrattenimento, ma con un significato che trascende le mie stesse primitive intenzioni.

Invece, c’è stato qualcosa, in questa vana ricerca di un’identità, che ha generato una sorta di angoscia, con la quale so di dover convivere. Perché credere di conoscersi, anzi di riconoscersi perfettamente in una cultura, in una nazione, è terribilmente rassicurante, tanto da trasformare in un perverso piacere l’odio per l’altro, per il diverso da sé. Così è accaduto che io stesso mi sono riconosciuto nel protagonista del libro, Valerio Brenta, nel suo percorso di formazione, che lo conduce dalla nebbia dell’indistinto, che sfocia in un delitto reale o immaginario, a una più chiara, anche se problematica, visione del mondo. Questo, probabilmente, non lo renderà più felice, ma è necessario.

Insomma, si può sostenere, con cognizione di causa, che è difficile essere ibridi (e cittadini di questo pianeta).

Comunque, adesso il libro c’è, pubblicato in una collana di libri particolari, quasi da collezione. E anche questo sembra esaudire un altro dei miei antichi desideri. Ora non mi rimane che organizzare qualche serata di firmacopie e riprendere quel contatto col pubblico che avevo interrotto da qualche anno. Staremo a vedere.

Intanto vi lascio l’indirizzo della pagina facebook del libro e quello della mia pagina personale.

https://www.facebook.com/ungiornolanebbia/

https://www.facebook.com/guido.mura.3

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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2 risposte a Nebbie e identità

  1. wolfghost ha detto:

    Complimenti, proprio una bella analisi. Se “ti suona” è probabile che sia anche giusta 😉 anche se col senno del poi è facile attribuire delle spiegazioni a nostre parole e azioni che magari non sono proprio precise. Ma… credo che non sia il tuo caso 😉
    Ho sempre ritenuto che ognuno nelle sue opere metta sempre qualcosa di suo, perfino quando esse appaiono totalmente di fantasia, tuttavia spesso non è facile risalire alla “radice causale”. Per questo trovo affascinante capire la scintilla di un intero romanzo 😉
    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      La scintilla è stata certamente una mia esperienza mantovana di vari anni fa, unita a momenti di vita milanese. Poi si è sviluppata la storia, con le sue motivazioni più profonde. A posteriori, sembra quasi che le storie si scrivano da sole e, certo, dentro ci ritrovi tante cose che sono parte di te.

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