Senza futuro

tempio 002 rid

Li sento gridare. Giocano, nel cortile di quella specie di oratorio, in un tempio creato per riti diversi dai nostri. Sono come noi? Certo, ma sono educati per seguire convinzioni e principi che non sono identici a quelli che seguono i nostri ragazzi. Andranno insieme o separati verso il loro futuro? Ma poi, ci sarà un futuro?
Qualche volta mi convinco che siamo veramente sull’orlo di un baratro, avviati verso una catastrofe definitiva e irreversibile, che trascinerà con sé cristiani, atei, agnostici, ebrei, mussulmani, buddisti, satanisti, anarchici, comunisti e liberali.
Forse insieme a me se ne andrà il mondo, quel mondo che mi sono illuso che esistesse solo in quanto io lo percepivo, ne scorgevo il muoversi incerto ma ineluttabile, ne individuavo i limiti e le contraddizioni.
È servita a qualcosa la mia vita? Certo ho parlato a tanta gente, ho scritto tante cose, ma chi le ha veramente lette e capite?
E poi che senso ha comunicare, lanciare messaggi, avvisare il mio branco di un pericolo, se la distruzione è stata già determinata, se l’uomo, almeno in questa forma, è destinato a scomparire per sempre?
Forse, tra qualche migliaio di anni, una stirpe aliena troverà in una delle biblioteche miracolosamente rimaste indenni uno dei miei libri e cercherà di interpretarli, ma sarà come leggere e capire il manoscritto Voinich, un prodotto alieno, che parla di cose e vite sconosciute, in un pianeta sperduto e ormai distrutto da tempo immemorabile.
È tutto inutile, mi dico. È stato tutto inutile.

Annunci

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
Questa voce è stata pubblicata in idee, realtà e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Senza futuro

  1. germogliare ha detto:

    Alquanto pessimista! Il ciclo della vita ci dice che stiamo vivendo uno nuovo medioevo. Tornerà il rinascimento, e anche se non dovessimo più esserci noi, fisicamente, saremo tra quelli che hanno lasciato un segno di luce in questo periodo di buio.

    • guido mura ha detto:

      Il rinascimento mi andrebbe più che bene e in fondo coltivo la speranza che la scienza sappia ancora fornire risposte e risolvere problemi, per quanto complessi possano essere. La novità del nostro tempo, rispetto al medioevo e a ogni momento di crisi del passato, è che, per la prima volta, l’uomo vede davanti a se la possibilità di una catastrofe irrimediabile, che lui stesso ha contribuito a creare. Per la prima volta vede veramente dissolversi “Le magnifiche sorti e progressive”. E’ naturale che questo generi angoscia.

  2. melogrande ha detto:

    Non ci pensare, Guido, in fondo non sei il primo a sentire che tutto è vanità.
    Con l’ aggravante di essere colto.

    16 Pensavo e dicevo fra me: «Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e più vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza». 17 Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, 18 perché
    molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.

    E dire che Qohelet di mestiere faceva il re.

    • Guido Mura ha detto:

      Purtroppo non posso evitare di sperimentare questa sensazione di imminente catastrofe. In realtà gran parte del Novecento è stata condizionata dal timore della bomba (la stessa profetizzata da Svevo nel finale della Coscienza di Zeno). Ora, più che l’atomica, si teme la desertificazione della Terra per effetto dei disastri ambientali provocati da un eccesso di industrializzazione. Qualunque sia la causa, l’esito è visto come possibile, e questo per la prima volta nella storia. La percezione della vanità delle cose terrene è antichissima e, se vogliamo, proprio per questo l’uomo si è rifugiato nelle religioni o nelle filosofie di ispirazione platonica, immaginando un mondo al di fuori del mondo, un’isola che non c’è, ma che l’uomo sogna e crede possibile, anzi necessaria, per giustificare l’apparente immotivazione della raltà in cui siamo caduti. Malgrado questa sensazione di futilità dell’agire umano, era però consolante sapere che qualcosa della nostra azione e del nostro pensiero sarebbe sopravvissuto. Anche dopo secoli o millenni qualcuno avrebbe potuto leggere, vedere o ascoltare un’opera prodotta da un altro uomo. L’attività di quell’uomo del passato non sarebbe stata inutile, e avrebbe superato la morte fisica, per raggiungere il futuro. Ora non è più così. La nostra morte potrebbe essere condivisa dalle nostre opere e noi potremmo essere i dinosauri di un lontano avvenire, in cui nessun essere pensante potrà interpretare i nostri segni, le reliquie della nostra civiltà.

  3. wolfghost ha detto:

    Sai, invece di postare, anzi ri-postare, il racconto del lupo e il cane, avevo pensato curiosamente ad un post simile 🙂 SIcuramente saprai che una delle ipotesi sul perché da un universo sconfinato, nel quale probabilmente ne esistono infiniti, non si siano ancora fatti vivi gli alieni è perché… probabilmente le specie che diventano intelligenti sono destinate ad auto-estinguersi prima di raggiungere la capacità di viaggiare nello spazio profondo 🙂 Questa è anche un’idea, tra gli altri, di Stephen Hawking, e francamente per me è del tutto verosimile 😉 Guarda che passi abbiamo fatto nella scienza e negli armamenti nel giro di pochi secoli, presto basterà un folle armato di… dito schiacciante tasti per annientare tutto il pianeta. E vuoi che prima o poi non arrivi? 😀
    L’alternativa è che anche la nostra coscienza e consapevolezza si sarebbe evoluta parallelamente, con la stessa velocità, così da evitare di distruggere noi stessi o il pianeta sul quale viviamo.
    Ma a me pare siamo davvero troppo, troppo, lenti.
    Ah… sai che basteranno pochi milenni per cancellare ogni traccia di noi dopo la nostra scomparsa? E’ anche facile che nessuno nell’universo scopra mai che siamo mai esistiti… fatto salvo, forse, per qualche nostra trasmissione che viaggerà eternamente nello spazio…
    http://www.wolfghost.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...