Produzione e messaggi

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Sento, con qualche preoccupazione, notizie sull’andamento negativo della produzione industriale, ma poi, da qualche indicazione più analitica, capisco che la caduta più consistente e imprevista è quella relativa alla produzione di auto.

A questo punto mi viene spontanea una riflessione: quali sono i messaggi che i nostri media hanno trasmesso alle masse?

Le auto sono inquinanti. Non usatele in città, perché sono inutili e dispendiose. In centro addirittura non potete nemmeno entrare se non pagando una specie di balzello, come avveniva nei secoli passati.

Se le città sono piene di polveri sottili, la colpa è vostra, maledetti inquinatori, che avvelenate l’aria che respirano bambini e adulti asmatici.

Per viaggiare, soprattutto per andare in vacanza, fate ricorso ai mezzi pubblici, per non intasare le strade, e soprattutto non usate l’auto per andare al lavoro, anche perché poi non troverestre parcheggio, se non pagando costi salatissimi.

Chi guida l’auto è un potenziale assassino. Se per un attimo di assenza, di disattenzione, investite qualcuno, procuratevi l’assistenza di un buon penalista, perché avete commesso un omicidio.

La benzina è sempre più cara, perché le finanze dello Stato si reggono sulle accise. Quando entrate nella vostra macchina e accendete il motore, incominciate a pagare una tassa aggiuntiva, con cui lo Stato salda parte dei debiti che si sono accumulati nel corso degli anni, o forse dei secoli.

Le auto sono state riempite di aggeggi e dispositivi che rendono i vostri viaggi in auto sempre più sicuri, ma aumentano sempre di più il costo dell’automobile.

Malgrado le attrezzature che migliorano la sicurezza, le strade sono pericolose e i ponti crollano, per cui se prendete l’auto e attraversate un ponte siete degli incoscienti.

Se abitate fuori città e la macchina finora vi era sembrata indispensabile, ora che siete anzianotti, forse è meglio tornare a vivere in centro, perché le campagne sono piene di slavi e marocchini che entrano in casa, picchiano i vecchietti e violentano anche le ottantenni. Che ve ne fate della macchina?

Abitate in città? I parcheggi gratuiti si riducono sempre più, mentre aumentano le aree verdi, le piste ciclabili e gli spazi cani. La macchina quindi è un ingombro, che vi affama riempiendovi di multe per divieto di sosta e vi obbliga a girare per ore intorno a un isolato, nella speranza che qualcun altro si decida a spostare il suo veicolo.

Il messaggio è chiaro: se la vostra macchina invecchia, lasciatela invecchiare, e se si scassa del tutto rottamatela e non compratene un’altra. Perciò non stupitevi se le vendite delle auto crollano. I tempi sono cambiati. Il sogno dell’automobile è stato sostituito dall’incubo dell’automobile. Cominciamo a pensare a produrre qualcosa di più utile: dei bei robot che aiutino gli anzianotti a pulire la casa e che costano sicuramente meno di una colf. Naturalmente anche le intelligenze artificiali presentano qualche criticità. Cose da Io e Caterina o da L’uomo bicentenario; ma abbiamo ancora tanto tempo per cominciare a preoccuparci di questo.

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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6 risposte a Produzione e messaggi

  1. wolfghost ha detto:

    No, hai capito male Guido… il messaggio è “comprate l’auto ma non usatela” 😉
    Un caro saluto 🙂
    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Ho una macchina del ’99 che uso pochissimo. Devo pensare seriamente se valga la pena tenerla. Di solito mi serve per andare al market. Lo scorso anno l’ho presa un paio di volte per andare ad Abbiategrasso in libreria, a firmare i miei libri, ma ormai la guida mi stressa. A Milano, dove il servizio pubblico è eccellente, l’auto non serve molto. In centro non si può entrare e spero proprio che riaprano anche i vecchi navigli. Il XX secolo con i suoi miti è veramente finito.

  2. In luoghi come quelli dove vivo io, non puoi fare a meno della macchina: sto a 15 km dal posto di lavoro ed il primo negozio sta a 2 km da casa. Penso che stiano convertendo le auto tradizionali con le macchine elettriche… stanno facendo di tutto per portare il mercato sulle rinnovabili, e non solo per quanto riguarda le macchine. Credo ci sia dietro un business pauroso, in tal senso… e non so se questo tipo di prodotti facciano parte di una conversione industriale dove proprio tutto è pulito pulito… non lo so, bisognerebbe informarsi bene.

    • guido mura ha detto:

      Inventeranno qualcosa di nuovo, magari, per consentire di muoversi a chi ne ha veramente bisogno, ma l’uso “ludico” dell’auto mi sembra che stia scomparendo. Una volta si andava a fare un giro, senza motivo. Si andava a prendere il gelato a cinquanta Km di distanza. Oggi credo sia molto più raro, sia perché non si hanno più soldi, sia perché tutti stanno invecchiando. Ogni tanto scopro che un mio compagno di scuola è morto: è una cosa deprimente. So che tra non molto toccherà a me. Per questo sto cercando di salvare le poche cose che ho prodotto: romanzi, racconti, poesie, musiche. So già che la mia piccola biblioteca finirà al macero. Già sono stati buttati i miei libri della casa di Cagliari, insieme ai mobili. Spero che mio cugino abbia portato via almeno le cose più interessanti. Scomparirà tutto, senza troppi rimpianti da parte di nessuno.

      • Non te ne preoccupare… non è utile al buon umore. Penso che anche i miei libri quando non ci sarò più non interesseranno a nessuno, ma a me servono, io li leggo fintanto che ci sono; li ho cercati e comprati per questo e per il resto non mi importa molto. Mi importa quel che riesco a vivere ora, quel che per esperienza riesco a comprendere e dire, perché magari è utile a qualcuno e posso facilitare o migliorare l’esistenza di qualcun altro… cerco di darmi un senso, insomma… il resto è polvere, sarà così. Ma questo non mi tange molto, non mi rattrista… so solo che per quel che mi rimane devo fare del mio meglio, fosse anche per un solo minuto di vita che rimane. Credo che avere sempre ben presente il fatto di non essere immortali su questa Terra, sia un ottimo sprone per fare del proprio meglio e nel contempo prepara a una fine serena. Un tempo si moriva meglio, con maggior tranquillità nel cuore; forse perché si sapeva perfettamente che la morte è parte della vita, si era sempre a contatto diretto con questa dimensione, perché si viveva in contesti naturali, forse per certi aspetti molto più difficili e crudi delle metropoli asettiche che ospitano molte persone oggi, eppure si era più sereni, non rassegnati, ma pronti. Ci si mette una vita a prepararsi e meglio ci si prepara e meno difficile sarà.

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