Musica circense

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Eurofestival. Molto divertente. Una specie di ibrido tra un circo equestre e una discoteca. Donne barbute e donne cannone, freak assoldati per impietosire o per stupire.
Il vero miracolo è vedere come si siano conservati bene personaggi come Britney Spears, Kate Bush, Ricky Martin, le Spice girls (o erano Paola e Chiara?), i Thake that ecc. Che dite? Non erano loro, ma le loro controfigure? Va bene, ma una vera c’era: Madonna. Nemmeno lei, perché ha mandato sua nonna sul palco? Beh, potevate immaginare che la Madonna andasse di persona a Tel Aviv? Ha mandato un’apparizione, cosa che è abituata a fare da un paio di millenni, un’apparizione stanca, appesantita, dai toni calanti.
A qualcosa però serve, l’eurofestival: a imparare la geografia. Infatti, ho finalmente capito che l’Australia sta in Europa, a due passi da noi, e perciò penso che presto ci andò in vacanza, magari in automobile. In Europa si trovano anche Israele e l’Azerbaijan, per esempio.
Ho appreso anche diverse nozioni di geografia antropica. Adesso so che gli svedesi hanno una pelle molto più scura della mia, che francesi e italiani hanno origini nordafricane, che quasi tutti ormai in Europa hanno abbandonato la loro lingua e parlano in inglese fluently, che a San Marino ci sono i turchi.
E dopo tutto questo profluvio di ammiccamenti, ambiguità, politically correct ecc. ecc. vanno a far vincere una canzone cantata serenamente al piano, come ai tempi di Elton John: che vergogna!

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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5 risposte a Musica circense

  1. Non conosco… ma riconosco la “liquidità sociale” di cui parli e di cui parla anhce Z.Baumann… è un po’ questo?

  2. guido mura ha detto:

    In realtà volevo solo scherzare su una manifestazione che rappresenta in maniera approssimativa e grottesca la celebrazione della globalizzazione in un particolare settore artistico. Nessuna contestazione filosofica da parte mia. Semplicemente noto quello che succede, che può anche essere positivo, in ultima analisi. Se l’arte diventa sempre più prodotto di consumo, se la perdita delle identità comporta una perdita della stessa capacità di elaborare forme autentiche d’arte, sopravviveremo, se in cambio dovesse derivarne apertura al diverso. Il rischio è che però avvengano una perdita di punti di riferimento e una sostanziale disumanizzazione, in cui i contrasti non derivino più da lotte etniche, ideologiche o religiose, ma siano dettati da semplici e aride lotte economiche. I gruppi saranno in questo caso aggregati di consumatori, privilegiati o svantaggiati, e la guerra continuerà su questo semplice e arido campo. Inoltre bisogna considerare che le vecchie forme di organizzazione non pare che abbiano intenzione di arrendersi senza lottare. Per cui dovremo attenderci tipi di contrasto sempre più duro, persino disperato, da parte di terrorismi di segno opposto, rivendicazioni di valori che si credevano defunti. Insomma, temo che per un po’ ne vedremo delle belle

  3. wolfghost ha detto:

    ahahah 😀 Verissimo! 😛 Sono un appassionato dell’European Song Contest (ma lo chiami ancora Eurofestival??? Come sei retrogrado! 😀 ), da un po’ di anni non me lo perdo, ho coinvolto perfino Lady Wolf 😀 e trovo la tua descrizione calzantissima 😉 Infatti bisogna prenderlo così, per divertimento, nulla più.
    Per dirne una, ma ti pare che se fosse considerato seriamente, l’Inghilterra arriverebbe sempre ultima o quasi? Finora non ho mai sentito parteciparvi un inglese conosciuto. Di fatto mi chiedo perché partecipi esponendosi a figure barbine. Probabilmente manda sconosciuti o quasi per timore che se mandasse un cantante o un gruppo famoso e poi perdesse lo stesso, si esporrebbe al pubblico ludibrio. Altro che Brexit! 😀
    Comunque, quale è il segreto di questa manifestazione? Non sono le canzoni e nemmeno lo spettacolo. Come sempre, è la competizione. Di fatto la parte più coinvolgente sono le votazioni finali, sciorinate il più a lungo possibile per tenere “lì” lo spettatore. A mio parere potrebbero fare a meno dei voti della critica e tenere solo quelli del pubblico, tanto ogni “gruppo geografico” (in particolare scandinavi, ex jugoslavi e ex unione sovietica – con i distinguo del caso, tipo ucraini e russi che non si voterebbero mai reciprocamente nemmeno sotto tortura) vota quelli del proprio gruppo. Altro che manifestazione canora apolitica! 😉
    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Gare, sempre gare, in questo mondo. Un mondo perfetto per me che non sopporto la competizione. Invece pare che piaccia molto, dai quiz alle gare di cucina, allo sport, per cui ci si scanna, ai premi letterari e cinematografici, ai concorsi pubblici, alle gare di bellezza. Invece sarebbe così bello se ognuno potesse presentare se stesso e le proprie creazioni artistiche senza dover essere sottoposto al giudizio di giurie o di pubblico o, peggio, a quello del mercato.

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