La perturbazione 2

Nel frattempo la tempesta pareva placata. Un segnale acustico comunicò la cessazione del pericolo.
Aldo e Viviana imboccarono il corridoio che conduceva al secondo grattacielo e si precipitarono nell’altro rifugio. Neanche lì però ebbero notizie dei figli.
Risalirono nel loro appartamento, sperando di vederli magari accanto alla porta chiusa, in attesa del ritorno dei genitori. Niente!
«Vai al comune, alla polizia» supplicò la moglie.
«Non sarà pericoloso rivolgersi al potere, di questi tempi?» obiettò il marito.
«No, vai, per carità. Non posso vivere con quest’angoscia».
«Vado a chiedere all’ufficio del comune» disse infine Aldo alla donna che lo vedeva a stento, con gli occhi gonfi di lacrime.
All’ufficio accoglienza del comune l’uomo si avvicinò al gabbiotto che serviva per indirizzare i visitatori.
L’usciere lo guardò con attenzione, poi gli domandò di cosa avesse bisogno.
«Non trovo più i miei figli, dopo la tempesta» fu la risposta.
«Allora deve fare una denuncia di scomparsa. Le do il modulo da compilare».
Aldo si sedette davanti a un tavolino e compilò il foglio: generalità, nascita, residenza, codice fiscale, che ricopiò dalla carta sanitaria, che teneva sempre nel portafoglio. Motivo della segnalazione, nome e dati della/e persona/e scomparsa/e, annotazioni.
L’impiegato lesse la denuncia, poi controllò sul computer. Rimase perplesso. «Gavioli, con una sola v?» chiese. «Sì» rispose Aldo.
«Aspetti: vado a controllare».
Dopo un quarto d’ora non era ancora tornato.
Aldo uscì dalla stanza e guardò nel corridoio. Lo vide da lontano che arrivava, e gli andò incontro.
«Allora, cosa c’è che non va?»
«Cosa c’è che non va? Me lo chiede pure signor Gavioli?»
Aldo gli rivolse uno sguardo smarrito, chissà cos’era successo, che cosa risultava nei loro maledetti computer. Non bisognava rivolgersi alle autorità, l’aveva detto a Viviana. Lei era sempre troppo sicura di quello che faceva, dei suoi ricordi, sempre troppo consapevole e razionale. E ora?
«C’è che voi, voi due» precisò l’impiegato, alludendo all’uomo e a sua moglie, il cui nome era segnalato nella denuncia «non avete figli, signor Gavioli! Almeno è quello che a noi risulta» aggiunse.
Quindi era quella adesso la realtà. Qualcosa era cambiato, qualcosa d’importante nella sua vita, forse nella vita di tutti, con quella perturbazione. Chissà cosa sarebbe potuto ancora succedere. Come si sarebbe sviluppata quella teoria di sogni che era stata la sua vita e che ora mutava nuovamente aspetto e direzione! Quanti pezzi di esistenza si erano persi, di quanti fatti aveva cancellato la memoria. Ora ricordava, o credeva di ricordare, una vita che forse non era nemmeno la sua. Sarebbe tornato a casa, dove avrebbe rivisto Viviana, che anche lei ricordava una vita passata, che forse apparteneva a un altro universo.
L’impiegato lo guardava con una sorta di commiserazione. «Succedono strane cose» disse «con queste tempeste. Qualcuno dice che rovesciano il mondo».
Aldo non disse niente, ma salutò l’impiegato e si diresse verso il corridoio, poi uscì dal palazzo. Il cielo era chiaro e costellato di macchie azzurre, tra le sagome dei grattacieli. L’uomo attraversò un largo marciapiede ed entrò in una stradina cinta da siepi di piante di color verde intenso. Nelle aiole qualche fiore si riapriva, dopo la tempesta. Pareva che non fosse successo niente. La casa di Aldo era vicina. Tra un po’ lui sarebbe entrato nel portone del palazzo e avrebbe preso l’ascensore, sarebbe tornato da sua moglie. “Che cosa dirò a Viviana?” pensava.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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4 risposte a La perturbazione 2

  1. Ecco, lo sapevo!! Non mi hai fatto passare l’ ansia… E a Viviana adesso che gli si dice?!! Terribile… Terribili ste tempeste. E magari non è nemmeno tanto surreale come teoria…magari viviamo altre vite in altri mondi mentre viviamo questa e in questo mondo. Chissà….

    • guido mura ha detto:

      Cavalieri magritteschi cavalcano tempeste apocalittiche. Si generano guerre, crolli economici, carestie, deportazioni di massa, tutto per il vantaggio di pochi. All’improvviso ci si trova senza casa, senza figli, senza certezze. Hai ragione; c’è molto poco di surreale in questa storia. Noi non sappiamo nemmeno cosa pensare, cosa credere, di cosa scrivere. Ci sarà una logica superiore che giustifichi tutto questo?

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