Librerie in attesa

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Sono ancora chiuse le librerie indipendenti di Milano con cui collaboro da qualche anno, con firmacopie e presentazioni. Nelle condizioni in cui versa l’area milanese non è possibile per molti svolgere alcuna attività. Torneranno presto al lavoro, non appena sarà consentito, ma non so quando si riuscirà a riprendere quel rapporto con i lettori che era indispensabile, quell’interazione tra autori e lettori che era fonte di reciproco arricchimento. Sarebbe bello che tutto ricominciasse, che anch’io possa ancora incontrare i miei lettori presso la Libreria milanese Il domani, tra Piazzale Cadorna e via Carducci, o che possa tornare a seguire il gruppo di lettura di Baggio, alla libreria Linea di confine di via Ceriani, con tante persone entusiaste e preparate. So che tutto potrà e dovrà essere di nuovo come prima, perché la vita culturale non si deve spegnere, finché ci saranno uomini e libri e il desiderio di conoscere e scoprire storie e pensieri diversi.
La libreria Il domani ha ripreso a pubblicizzare i nuovi arrivi tramite la pagina Facebook, in attesa della riapertura.

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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4 risposte a Librerie in attesa

  1. Annunziata. ha detto:

    Mi piacerebbe leggere qualcosa di Guido Mura ….perché nel suo descriversi, ho sentito
    una certa insicurezza ,…come se lui non poteva arrivare troppo in alto.. E per
    Questo mi piace. Lui si descrive capace di tante cose , però non troppo alte …Mi ritrovo in questo.
    Poi sento una persona sensibile …Buongiorno Guido Mura.

  2. guido mura ha detto:

    Hai ragione, Annunziata. Non sono mai troppo sicuro di me e del mio lavoro. Qualche volta mi stupisco quando gli altri mi prendono sul serio. Una volta ero convinto che non sarei mai riuscito a scrivere un intero libro, per cui averne scritti ormai un certo numero mi sembra una sorta di miracolo. Avevo pubblicato diversi articoli di analisi e storia letteraria e il rifacimento in italiano corrente di un libro strenna della Sugarco. Poi ho capito di avere storie da raccontare e ho cominciato a farlo. Prendevo spunto da sogni o da momenti della mia vita. So di avere dei limiti: non mi sento Proust e nemmeno Calvino. Credo che compito dello scrittore sia soprattutto quello di inventare storie originali e personaggi, non di esibire la propria erudizione. Ammiro molto gli autori tecnicamente abili e capaci di incredibili funambolismi letterari: li leggo, ma non sempre mi sono simpatici. Credo in una narrativa fatta per i lettori, scritta in un italiano standard, magari arricchito, ma senza esagerazioni. Non mi piacerebbe essere apprezzato solo da un paio di critici.

  3. wolfghost ha detto:

    Sì, spero anche io che tutto questo possa essere superato presto, anche se per quella che chiamiamo “normalità” occorrerà ancora parecchio tempo. Mi piacerebbe addirittura che il mondo si risvegliasse un po’ migliore ma… so che questo non accadrà, anzi…
    Non mollare caro Guido! I tuoi lettori tornerai ad incontrarli 🙂
    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      Chi lo sa cosa succederà? Può anche darsi che le malattie continuino a imperversare e che il mondo diventi peggiore. Purtroppo la scienza e la politica si dimostrano sempre meno capaci di risolvere i problemi dell’umanità, anche perché avremmo bisogno di intuizione, di genialità, e invece abbiamo privilegiato una classe di persone diligenti e studiose, è vero, ma geniali quanto uno scarafaggio. Di conseguenza disponiamo di scienziati e dirigenti capaci di grandi performance lavorative, ma inadatti a comprendere un mondo che è diventato troppo complesso per la mente incasellata di un semplice secchione.

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