Dio: una riflessione

dio

Forse ho capito che cos’è Dio. Dio è una possibilità, è un programma, quello che consente di agire. Ha le sue regole. Se qualcuno tenta di stravolgerle, Dio, il programma che si autocontrolla, interviene ed elimina il difetto, il bug. Se la nostra azione mette a repentaglio il sistema, lo impoverisce e rischia di annientarlo, il sistema ha la possibilità di reagire e ristabilire l’equilibrio.
A questo punto viene da chiedersi se poi Dio esista, non solo come idea.
Certo che esiste. Anzi è l’esistere stesso, è il verbo essere, non può non esistere.
Funziona come una struttura, per cui non lascia nulla di irrelato. L’azione di ogni elemento è aperta, ma nessuna azione può essere intrapresa senza interferire con il comportamento di tutti gli altri elementi. Libertà quindi, limitata da quello che le regole fisiche rendono possibile, non infinita. Ogni programma crea un mondo, ma deve imporre regole non eludibili, che tutto (materia e pensiero) debba necessariamente utilizzare.
Smettiamola di pensare l’essere come un uomo, L’antropomorfizzazione di Dio è la più grande bestemmia della nostra specie. Dio è la forza che ci consente di essere uomini, che ci ha consentito di pensare e di immaginare un dio.

 

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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4 risposte a Dio: una riflessione

  1. Annunziata ha detto:

    Io devo approfondire questo tuo scritto…forse trovo il filo conduttore…lo devo rileggere tante
    volte, e speriamo.

  2. wolfghost ha detto:

    Bravissimo, mi trovi assolutamente d’accordo… Infatti sono filo-buddhista 🙂
    Buddha disse (in India, dove di dei ne avevano più di uno) “non sono qua per dirvi se gli dei esistono o no, ma che la vostra felicità dipende da voi”. Di fatto non si lascio’ mai trascinare in disquisizioni su dio, perché le riteneva inutili. Il suo sforzo e la sua liberazione erano incentrati sul capire la realtà di ogni cosa, mente inclusa, al fine di liberarsi dalla sofferenza. Cosa ci fosse dietro… non era importante. L’aderenza a tale realtà libera dalla sofferenza provocata dall’ignoranza di credere che le cose, noi inclusi, vivano di vita intrinseca, propria, indipendente, mentre ogni cosa è interdipendente dalle altre e, quindi, non esiste di per sé. Questo cambia totalmente la visione delle cose, cambia il paradigma del modo di concepire la propria esistenza.
    http://www.wolfghost.com

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