Musiche quasi perdute

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Direte che sono matto, ma se dopo più di cinquant’anni di mancata carriera musicale mi sono rimesso in gioco con due album di inediti, distribuiti da Soundrop sulle più importanti piattaforme, lo si deve alla mia paura della morte. Mi terrorizza l’idea di lasciare che scompaiano nel nulla le cose inventate faticosamente in tutta una vita. I racconti e i romanzi sono in parte pubblicati, anche se tanti testi ancora rimangono da completare, da rivedere, da rielaborare, per poter essere degni di entrare nello sterminato numero di libri stampati. Per la musica il discorso è molto diverso. Prima di tutto, la mia composizione musicale (e ancor più l’esecuzione) è sempre rimasta a livello squisitamente amatoriale. D’accordo, non sono totalmente digiuno di studi, e qualche scarno e non troppo complesso spartito per piano riesco a scriverlo, tanto che qualcuno lo faccio eseguire dallo stesso computer con cui scrivo il pezzo, ma non sono un professionista, con tanto di specifico diploma del conservatorio. Inoltre, i generi che ho coltivato da ragazzo: ballad, folk-rock e simili non sono musica d’élite. Ho fatto un po’ di jazz e blues, ma in maniera istintiva, senza basi teoriche, e solo dagli anni Novanta ho cominciato a interessarmi di sperimentazioni elettroniche e di musica che non si potrebbe onestamente definire “leggera”. Non avevo mai pubblicato niente di musicale, anche se le musiche inserite nei cd e nelle installazioni temporanee della Biblioteca Nazionale Braidense erano tutto sommato una specie di pubblicazione “sui generis”.
Ed ecco che, a distanza di un anno esatto dal primo album, Allunario, faccio uscire, senza vergogna, un secondo album, Dolce fine, in cui appaiono, anche le prime testimonianze di un compositore e cantante ragazzino. Sono registrazioni di fortuna, assolutamente lo-fi, fatte con pianoforte, tastiera o chitarra. Qualcuna è a volume troppo basso, qualcun’altra presenta clipping e distorsione. Ho cercato di sistemare qualcosa con audacity, ma senza troppo successo, non essendo un tecnico del suono esperto. Se qualcuno volesse ascoltare, anche solo per curiosità, i miei brani, li può trovare su Spotify, su Deezer, su Youtube music, su Apple music, Amazon ecc. Ho preparato inoltre dei video, anche di carattere sperimentale, che si possono vedere su youtube. Mi piacerebbe che qualcuno, più bravo di me, suonasse e cantasse i miei pezzi, così da farli correre per le strade come le canzoni di cui parla Charles Trenet in L’âme des poètes. Non sopporto che le mie cose, belle o brutte che siano, muoiano con me.

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Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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