Cerotti e mascherine

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Facciamo il punto sulla situazione del #Covid-19.
Se si esce di casa, s’incontrano varie tipologie di futuri infettati.
Ci sono quelli come me, che tengono la fastidiosa #mascherina sul volto, coprendo anche il naso. Tra questi, alcuni vecchietti malandati e tanti iscritti a leu o al pd (e di questi ultimi neanche tutti), comunque quelli ligi agli ordini e obbligati a coprire anche il naso in quanto più pericolosi perché notoriamente trinariciuti.
Ci sono quelli che la mascherina non la portano proprio, perché a loro il virus gli fa un baffo, sono forti e sicuri, oppure di estrema destra e quindi contrari a tutto quello che è imposto da un governo tenuto in piedi dalle multinazionali e dagli orditori di #complotti massonico-giudaici.
Ci sono quelli che la mascherina ce l’hanno, ma legata al braccio o tenuta sotto il mento a protezione dal mal di gola. Questi hanno di solito in mano un cellulare e parlano, parlano, parlano. Non hanno colore politico, ma sono italiani e tutti sanno che parlare il più possibile, di tutto, spesso a vanvera, è il mestiere preferito dagli abitanti dello stivale. Molti poi col cellulare ci lavorano, parlano con clienti e fornitori, fissano appuntamenti, intessono trame da serie tv americana.
Il bello è che, a quel che sembra, il maledetto virus si propaga soprattutto emettendo parole e suoni dalla bocca, parlando addosso alle persone, urlandogli contro, come un drago che lancia fiamme sul nemico.
Di conseguenza, non bisognerebbe consentire di andare in giro con la mascherina, ma con un #cerotto sulla bocca e soprattutto vietare l’uso dei telefonini. In questo modo non si potrebbe parlare e nemmeno cantare, come si faceva ai concerti. Sarebbe consentito solo intonare il coro a bocca chiusa della Butterfly.
In un mese il virus scomparirebbe e poi si potrebbe giustamente sostenere che non c’è il coviddi.
Per quel che mi riguarda, quando esco, lascio il #telefonino a casa, spento, anche perché quanto a loquacità faccio prevalere la mia parte sarda, notoriamente piuttosto parca per verbosità, su quella italo-terrona, che mi spingerebbe a straparlare più spesso.
Allora, chi è favorevole al cerotto e al divieto di cellulare fuori casa?
(Silenzio attonito degli astanti)
(Segue lapidazione del sottoscritto).

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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