Musica perduta

Confesso di aver abbandonato la musica per lunghi periodi.

Ascoltavo musica in un tempo in cui avevo solo la radio.

Ho seguito per tanti anni il terzo canale. Non ricordo nemmeno il nome esatto del programma, forse Radiomattina. Era una rete dedicata alla musica classica, sinfonica, etnica. La mattina era un concerto continuo. Autori noti e meno noti. Musica d’avanguardia e musica antica e misteriosa. Avevo fatto un elenco dei brani che ascoltavo. Dovrei averlo da qualche parte, in qualche quaderno. Quel canale era un miracolo. Dal fascino dei classici alle musiche ossessive di Bali si imparava ad apprezzare una musica differente dalle canzonette. Poi anche quella rete si è riempita di chiacchiere, come tutte le altre.

Da quel momento la musica è scomparsa dalla mia vita. Anzi ho tagliato con musica e letteratura. Si è trattato di un rifiuto che è durato vari anni e che non mi ha consentito di conoscere gran parte della produzione corrente di quel periodo.

La radio è tornata a farmi compagnia negli anni Ottanta, i miei primi anni milanesi. Sentivo radio monte stella e qualche volta radio peter flowers. Facevo indigestione di musica e registravo anche su cassetta i brani dell’epoca.

Con il ritorno in casa della tv ho visto un po’ di video musicali, che alcuni canali trasmettevano in maniera continuativa. Dopo qualche anno mi sembra però di aver perso interesse anche per quel tipo di fruizione. Sono vissuto per anni ancora senza musica, mentre la letteratura era soltanto quella che riuscivo a leggiucchiare nelle pause tra un lavoro e l’altro. Letture casuali, per lo più di libri molto vecchi, sconosciuti al grande pubblico. Quanto alla musica, rifiutavo in assoluto di seguire gruppi e cantanti. Ogni tanto componevo qualcosa per creare musiche per i cd o dvd che producevo, in maniera sperimentale, per l’ufficio. Non potevo però far ascoltare quei brani al pubblico, perché la SIAE faceva pagare (e forse lo fa ancora) per l’esecuzione, anche se l’esecutore era l’autore. Insomma, l’assurdo era che avrei dovuto pagare una società per far ascoltare gratis la mia musica a qualcuno. Come se un contadino avesse dovuto pagare per far assaggiare i suoi pomodori ai futuri possibili clienti, o un pescatore per poter far conoscere il suo pescato.

Adesso sto recuperando almeno in parte. Ritrovo la musica che mi aveva affascinato da ragazzo, le grandi orchestre, i grandi interpreti, le splendide colonne sonore di una volta. Molti grandi nomi del panorama musicale del secondo Novecento e del primo Duemila mi rimangono però ancora estranei e spesso li scopro invecchiati senza averli mai conosciuti quando erano di moda. Ho appreso che centinaia di stelle del rock e decine di generi e sottogeneri musicali sono trascorsi come le meteore agostane. Mi dispiace, ma molti aspetti di quel mondo mi rimarranno sempre ignoti, invisibili perché il mio cielo era pieno di nuvole.

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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