Buzzurrismo

Non sono mai stato un laudator temporis acti, ma di fronte alla brutalità e alla rozzezza dei rapporti umani cui si assiste, e al dilagare della pornolalia e dei gestacci gratuiti, da parte di maschi e femmine dei nostri giorni, non posso evitare di rimpiangere la sublime delicatezza dei tempi di Swann e Odette. La contestazione delle ipocrisie borghesi e del bonton aristocratico, e l’accostamento programmatico alla mentalità popolare, si sono risolti in un sostanziale imbarbarimento dei costumi, una sorta di buzzurrismo culturale generalizzato, in cui tutti gareggiano in volgarità, pensando di essere spontanei e progressisti, mentre non fanno altro che seguire una moda, quella del “Cafo maior” al posto del “Cato maior”, dove la cafonaggine ha sostituito la censura.

Meglio allora le signorinelle pallide, i rossori, i deliqui, la timidezza, il pudore, i turbamenti, le riservatezze, i timori di una volta?
Non esageriamo. Oggi nessuno porta mantelli a ruota e conserva pansè nei libri di latino, come nessuno più si sogna di arrossire o di svenire dall’emozione. Però un minimo di stile e di educazione non credo che farebbe male, né contrasterebbe con lo spirito della modernità.

Informazioni su guido mura

Ho svolto varie attività: insegnante precario di lingua e letteratura italiana all'Università, bibliotecario, insegnante d'informatica, fotografo digitale. Ho pubblicato brevi saggi di letteratura e di varia cultura, in vari libri e riviste. Mi diverto a scrivere e pubblicare testi narrativi e poetici; talvolta compongo musica. Attualmente vivo a Milano. Gestisco il blog guidomura.wordpress.com - Ora mi trovate anche su Facebook, LinkedIn, Instagram, Google+, Pinterest e sul mio canale youtube.
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3 risposte a Buzzurrismo

  1. wolfghost ha detto:

    Quando si identifica un nemico si sposa l’opposto dei suoi usi e costumi. Ma i più, se potessero avere quegli stessi usi e costumi, non li combatterebbero mai. Anche questo è il tipico egocentrismo dell’uomo: non posso avere qualcosa? Mi convinco che quel qualcosa fa schifo e va combattuto. Così divento un grande. O almeno credo di diventarlo.
    http://www.wolfghost.com

    • guido mura ha detto:

      La volpe e l’uva insomma. In queste forme di moda trasgressiva, che diventa nuovo conformismo, c’è però qualcosa di più. queste mode infatti attraversano tutti i livelli sociali e tutte le impostazioni ideologiche. Sono spinte irrazionali che generano fenomeni diffusi. L’uso della parolaccia, come quello della cocaina, si sono diffusi in una borghesia “superiore” in termini di denaro e potere, ma poi sono stati adottati dalle classi piccolo borghesi e popolari, che hanno interpretato queste forme come trasgressione progressista, in contrapposizione con ciò che era visto come tradizione benpensante, una volta caratteristica della piccola e media borghesia. Come vedi, ritengo che il fenomeno abbia una certa complessità. Simile a questo è il diffondersi del tatuaggio, un tempo riservato a frange estreme basse o alte (carcerati, marinai, militari), poi adottato da musicisti e artisti e infine scimmiottato da tutti i gruppi sociali.

  2. phileasfogg2020 ha detto:

    Io conoscevo solo la dilalia 😀

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