Gli assassini fanno anche altro

macchia

Avete mai pensato che gli assassini fanno anche altro, oltre che assassinare la gente?

Vanno a scuola, poi al lavoro; li hai incontrati, forse, chissà quante volte, perché frequentano il tuo stesso market, il tuo stadio, la tua discoteca, il tuo pub preferito, la tua piscina, la tua palestra.

Gli assassini vanno a spasso, qualche volta. Entrano nei negozi per comprare qualcosa, vanno a vedere un film, mangiano un gelato, parlano al telefono e, ogni tanto, ridono.

Poi, un giorno, chissà perché, cominciano a dare importanza a un fatto e questo diviene fondamentale, privilegiato, insopportabile, oppure è che gli ormoni funzionano male e la risposta emozionale è esagerata, se qualunque cosa diviene troppo vitale e angosciosa.
E tu che fai, tu che fai altro e non sei, ancora, un assassino? Sei in tinello e la televisione blatera qualcosa pubblicizzando “i vomiti da corsa”. Eh!? – Poi ti avvicini e senti che si tratta di “bolidi da corsa”, insomma le macchinine con cui hanno giocato tanti bambini. Però che sensazione di orribile disgusto per una parola sentita male, per un messaggio mal recepito: chissà quante volte succede nella vita? E tu ti tormenti per un vomito che invece è un bolide e quante volte quel suono male interpretato si fissa nel cervello che lo trasforma in un’offesa indicibile nel male più profondo nella risata più perversa e angosciante oppure sei nel terrazzino che hai curato e pulito con passione e un rivolo d’acqua – sporca – scende dal terrazzino del condomino del piano di sopra e sgocciola sui tuoi vasi e sui tuoi fiori come acido solforico sul tuo viso dentro il tuo cervello e la rabbia si forma si rigonfia diviene un enorme cumulo di macerie in cui confluiscono tutti i torti subiti dallo sfottò dei compagni al voto ingiusto della maestra all’ingiusta accusa alla delazione all’imbroglio alle ferite a tutte quante le ferite che non guariscono ma si accumulano l’una sull’altra come cristalli di sale a costruire una roccia un rocciaio enorme di minerale pesante che devi scrollarti dall’anima piena di dolore di soffocante terrificante disgustosa melma di tante tristi memorie dolori speranze non realizzate sofferenze amore mai ricevuto bellezze mai possedute traguardi mai raggiunti raggianti la disperazione come grumi di collavinilicadimasticenonmasticabileperchévelenosodi forzachecrescedirossofurorechetoglielavistachediventacoltellopistolaolenu-detuemanichestringonoilmalechesentichedevecessarechedevefinire

F I N I R E F I N I R E

Così hai ucciso hai risolto la cupa tensione ma ancora rimane l’angoscia della pena possibile perché ancora l’assassinio non è ammesso dalla nostra moderata società e tu hai ucciso a sangue freddo e per futili motivi e come fai a spiegare che per te non erano futili e che per te era un problema d’importanza vitale che tu difendevi te stesso la tua memoria offesa dagli altri da tutti gli altri da tutta la gente che ha fatto soffrire il tuo spirito e schiacciato i tuoi sogni

Così cerchi di nascondere i segni del tuo passaggio nella vita di un altro SULLA vita e PER la sua morte. Così neghi tutto anche al tuo avvocato che deve per mestiere ritenerti innocente e soprattutto TU non avevi motivo per uccidere non avevi un movente tu che non conoscevi l’altro oppure lo conoscevi solo superficialmente E iniziano perizie – le tue che danno ragione a te – quelle dell’accusa che danno ragione a chi ti vuole incriminare perché vuole vendicare la società i familiari della persona uccisa lo stesso assassinato che ormai non può più tornare a vendicarsi di persona. Alla fine TU vieni condannato e sconti la tua pena continuando a professarti innocente TU CHE LO SEI perché non è mica colpa tua se i tuoi ormoni la tua memoria la società intorno a te hanno congiurato per costringerti a uccidere

6 risposte a Gli assassini fanno anche altro

  1. deorgreine ha detto:

    eh…la colpa… la colpa non si sa mai bene di chi o di COS’E’, vista dal punto di vista dell’assassino.

  2. lillopercaso ha detto:

    Il seme della violenza…

  3. lillopercaso ha detto:

    Diciamo che la violenza lascia orme.

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