Odore

immagine rielaborata

Il testo completo è pubblicato in: Scrivendo racconto, di Autori Vari, [Cesena], Historica, 2013, p. 85-90.
ISBN 978-8-896-65684-6

La prima volta che sentì quell’odore si trovava in cucina. Pensò che provenisse dalla superficie smaltata del piano cottura, per effetto del calore che aveva fatto evaporare un qualche liquido che vi si era depositato. Immaginò che una particolare e inusuale reazione chimica avesse creato quel composto, dal quale si liberavano le minute particelle che andavano a colpire il suo olfatto. Era un odore dolciastro e intenso, sgradevole nel complesso, ma non era possibile individuarne con esattezza le componenti. Cercò di enumerare gli odori ai quali poteva far pensare quel miscuglio: gli vennero in mente il tanfo dei sacchi di plastica dell’immondizia, l’effluvio malato dei fiori di glicine appassiti, il fetore delle chiazze di gelato andato a male e seccato al sole, l’aroma intenso di biscotto chimico del furfurolo. Tutto questo e altro ancora sembrava stazionare nel piccolo ambiente in cui da tanti anni lui, Gaetano, cucinava. Ogni tanto passava una spugnetta con un po’ di detersivo sul lavandino e sulle piastre della cucina, ma sembrava addizionare un nuovo più acre odore agli altri, persistenti. Ormai solo uno dei quattro fuochi funzionava; gli altri si erano spenti, uno dopo l’altro, e sulle pareti smaltate della cucina, come sulle vecchie mattonelle bianche che la rivestivano fino a una certa altezza, stazionavano gocce di grasso giallognolo. Di notte, blattelle e supelle passeggiavano su quelle superfici, incuranti della gravità e delle disinfestazioni periodiche che il condominio faceva eseguire frettolosamente quanto inutilmente.

Milano - 2011

Milano - via Fornari - 9 dicembre 2011

Milano - via Fornari - © Guido Mura 2011

Foglie d'autunno

Foglie d'autunno - © Guido Mura 2011

2 risposte a Odore

  1. Lillopercaso ha detto:

    L’avevo letto, sì; Ma quando uno pubblica qualcosa lo costringono a levare di mezzo la fruizione gratuita ?!?

  2. guido mura ha detto:

    Bisogna cedere i diritti all’editore (in questo caso solo per un anno, di solito per tre). Quando pubblicavo per l’Università, i diritti erano loro per sempre. Di conseguenza è opportuno non pubblicare autonomamente il testo completo, per evitare problemi legali, e io non amo il rischio.

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